Guida ai tipi di yoga – come scegliere il più adatto: caratteristiche, stili, differenze tra benefici acquisiti | Yoga Time Livorno

Guida ai tipi di yoga – come scegliere il più adatto: caratteristiche, stili, differenze tra benefici acquisiti | Yoga Time Livorno

Guida ai tipi di yoga – come scegliere il più adatto: caratteristiche, stili, differenze tra benefici acquisiti

Il neofita che si avvicina allo yoga per la prima volta, di fronte ad una varietà di stili proposti, può legittimamente interrogarsi, su quale e su come scegliere il tipo di yoga più adatto, in base alle caratteristiche e alle differenze. Lo yoga presuppone un’esperienza globale. La vita stessa è un’esperienza che si rivolge all’essere umano nella sua interezza. Lo yoga è l’unico strumento realizzativo e trasformativo che non esclude nulla che prende in considerazione il corpo, l’energia e il piano mentale curandone l’interazione e permettendone la trascendenza. Per questo parlare soltanto di tipo di yoga, di stili di yoga, è banale e fuorviante di per sé,  se qualsiasi pratica andiamo a svolgere non rispecchia questi presupposti.

Olismo e olistico: tutto è connesso

Oggi il termine olismo o olistico è di gran moda, e viene talvolta un po’ abusato, si tende ad avvicinare questo nome a qualsiasi tecnica vogliamo definire in qualche modo come misteriosa, diversa dalla esperienza sensoriale ordinaria e, come sempre, il rischio è quello di banalizzare il significato più ampio e profondo di quanto proponiamo. David Bohm, un fisico teorico, il cui lavoro è principalmente incentrato sull’idea di totalità, descrive l’universo utilizzando il termine da lui coniato di “Olomovimento” come di una struttura complessiva identificabile in ogni sua singola parte. Interessante anche il suo rapporto con J.K. Krisnamurti( “Il tempo finisce” Astrolabio – Ed. Ubaldini)

In tempi ancora più recenti il filosofo Ervin Laszlo, vuole indicare un percorso che la scienza sembra aver dimenticato, un percorso che vuole far riscoprire un universo riunificato, un mondo rispiritualizzato, quale coerenza sottesa e dimenticata riferita anche all’essere umano : “tutte le parti del corpo sono simultaneamente, dinamicamente e quasi simultaneamente correlate con tutte le altre” (cit.”Risacralizzare il cosmo – per una visione integrale della realtà” Ed. Apogeo 2008).

Abbiamo quindi la presa di coscienza, di quanto anche  la ricerca scientifica e non solo guardi a come una comprensione del corpo inteso come struttura armonica in tutte le sue parti possa condurre ad un senso di completezza con sé stessi e con il mondo che ci circonda.

Lo yoga modellato su ognuno di noi

Olisticamente, lo yoga  coinvolge tutti i piani dell’essere, nessuno escluso. Pone l’accento sull’aspetto spirituale inteso come stato di pienezza, una sorta di beatitudine e di completezza a cui tendere come essere umani. Rappresenta il toccare la realtà al di là di ogni sapere precostituito; è lasciare che ci venga incontro l’esperienza profonda di uno spazio sacro dove la mente ha finalmente trovato la sua dimora. In questo spazio il corpo non è più da una parte e la mente da un’altra parte, così come lo yoga non è una cosa e la vita un’altra cosa. E’ uno spazio, un rifugio a cui ricondurci ogni qualvolta la mente torna a separare , per trascendere con rinnovata consapevolezza ogni dualità. Questa è l’intenzione che anima chi insegna e chi pratica la disciplina dello yoga così come è presente nella Tradizione,  a prescindere dalle tipologie o dagli stili di yoga che si scelgono.

Il nome proposto accanto allo yoga, ”yoga principiante” piuttosto che “avanzato”, “dinamico” o quant’altro, deve poter rappresentare solo una sorta di guida , un orientamento da poter dare alle persone che per la prima volta si affacciano a questo mondo e che non sanno a quale tipo di yoga riferirsi. La pratica dello yoga è un insegnamento individualizzato, ritagliato il più possibile a misura della persona . Anticamente la pratica si svolgeva come insegnamento diretto e verbale da maestro a discepolo. E se oggi  è proprio grazie alla sapienza di questi antichi yogi e alla generosa  sistematizzazione nell’opera di Patanjali che possiamo conoscere cos’è lo yoga, insegnarlo e praticarlo, certo non possiamo dimenticarcelo.

Ogni pratica proposta, a prescindere dal tipo di yoga, deve tener conto della persona nel suo insieme e deve rispondere alle caratteristiche già menzionate affinché chi pratica possa riscontrare dei benefici tangibili, possa ritrovare il suo equilibrio e dare la migliore versione di se stessa.