Un percorso sonoro curativo grazie alle vibrazioni dello yoga del suono | Yoga Time Livorno

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Un percorso sonoro curativo grazie alle vibrazioni dello yoga del suono

Un percorso sonoro curativo grazie alle vibrazioni dello yoga del suono

La musica che si sintonizza con il tuo corpo.

Lo yoga del suono, o Naad, utilizza le vibrazioni della voce, i Mantra e la musica per migliorare l’equilibrio psicofisico. Dalle antiche origini sacre ed esoteriche, a questa pratica viene conferito il potere di guarire, o meglio portare in equilibrio corpo e spirito. Scopriamo qualcosa di più su questa particolare disciplina.

Yoga del suono o Naad: di cosa si tratta?

Partiamo dal significato del termine:  Naad significa corrente sonora e Naad yoga è l’arte che consente il risuonare, il riverberare di questa corrente. Appare subito come qualcosa di diverso dalla semplice emissione di un suono e di diverso anche dalla nostra voce cosiddetta ordinaria.

Uno degli strumenti principali e più importanti del Naad yoga è sicuramente la nostra voce: non a caso quando recitiamo o cantiamo un mantra ci viene detto di dimenticarci delle parole e di lasciarlo risuonare all’interno.

La recitazione del mantra restituisce allo yoga la sua natura iniziatica, in quanto non si impara da soli ma tradizionalmente si riceve dal proprio Guru. In alcune tradizioni, in particolare quella tantrica, il mantra assume un’importanza ancora maggiore in quanto rappresentazione fonetica delle divinità.

Con Patanjali la recitazione del mantra lo incontriamo come un importante strumento per purificare la mente e quindi per predisporla allo stato di riassorbimento più elevato, quello del Samadhi.  In particolare, alcuni commentatori degli Yoga Sutra ritengono che l’OM – A-U-M, considerata quale origine di tutti i suoni, sia da considerarsi una sillaba sacra in quanto, priva di significato e aspettative, può rivelarsi un mezzo elettivo per aprirci al contatto e all’abbandono con la divinità che risiede in noi.

TUTTO È VIBRAZIONE

“L’universo  esiste solo di onde di movimento. Non esiste nient’altro che la vibrazione” Walter Russell.

 La fisica e la ricerca neuro scientifica stanno andando sempre più in questa direzione. In natura tutto ciò che è in movimento emette vibrazione, dalla materia più densa ai fenomeni più sottili. I nostri pensieri emettono delle frequenze in grado di condizionare più o meno favorevolmente la nostra esistenza, le nostre stesse emozioni sono vibrazioni ad alta risonanza.

La nostra voce, come del resto il nostro respiro, sono così profondamente collegati fra di loro da apparire entrambi influenzati grandemente dal nostro vissuto emozionale. Possiamo dire, a ragione che, nello stesso modo in cui le emozioni producono un’infinità di ritmi respiratori così esistono vibrazioni diverse a seconda dell’emozione che stiamo sperimentando:  la voce secca e ruvida di uno stato di rabbia, la voce tremante della paura, la voce fievole della tristezza, la voce morbida ed accogliente di uno stato di gioia.

E questa è una realtà che, grazie ad una sensibilità educata, possiamo facilmente cogliere in noi stessi e negli altri: e imparare a cogliere si sa è il primo passo verso la trasformazione.

Poiché il potere del suono è direttamente in simbiosi con le nostre energie vitali che, a sua volta sono in simbiosi con la nostra capacità respiratoria, possiamo ritenere, grazie al principio di reciprocità e della parte con il tutto, che l’entrare in risonanza con il suono possa aiutare a riportare armonia ed equilibrio fra tutti i piani del nostro essere.

Gli strumenti che il Naad yoga ci mette a disposizione ci possono aiutare in questo processo di trasformazione e di riequilibro.

Pensate solo alla recitazione anche silenziosa del mantra SO HAM:  mentre lo recitiamo poniamo il mondo ordinario fra parentesi, lasciando fuori tutto ciò che arriva come fuorviante dai nostri sensi esterni.  Qui, nel gesto vigile del  Pratyahara, la risonanza della nostra voce perde la sua ordinarietà per divenire libera di trascendere la densità fisica della materia, vibrando e nutrendo ogni nostra cellula. E in questa esperienza, che va dall’esterno all’interno, dal denso al più sottile, dal conosciuto all’invisibile, dal limitato all’onnipresente noi ci riconosciamo, troviamo la nostra verità e ci saniamo.

Lo yoga del suono, o Naad, ha origini molto antiche. È un’arte che si ritrova in molte tradizioni.  La musica, da sempre e fin dallo stato fetale, guida l’uomo verso la consapevolezza di sé e lo aiuta ad affrontare le difficoltà della vita. L’attenzione all’ascolto evoca diverse sensazioni, provocando in ciascuno di noi un mutamento energetico e sostenendo il nostro umore.

Perché praticare lo yoga del suono?

Lo yoga del suono utilizza pertanto le vibrazioni della voce, i Mantra e la musica per raggiungere l’elevazione spirituale e l’integrazione della personalità. Gli effetti del suono sul corpo quindi consentono di ripristinare degli equilibri alterati nel tempo.

Proviamo ad approfondire

Come sempre lo yoga, a prescindere dagli strumenti che ci mette a disposizione, non vuole aggiungere niente, nessuna sostanza a ciò che sono le potenzialità che sono naturalmente a nostra disposizione e che hanno solo necessità di essere riconosciute ed utilizzate. Per questo motivo anche lo yoga del suono riconosce la priorità all’importanza della voce. Priorità sulla quale desidero anch’io soffermarmi di più in questo contesto particolare.

È stato evidenziato, come la recitazione dei mantra e in particolare del mantra OM abbia una azione purificatrice sulla mente. Questo mantra, se recitato con metodo, è stato visto esercitare il controllo su “Manas”, considerata nella tradizione la creatrice delle nostre sofferenze.

In letteratura medico-scientifica è riscontrato come la risonanza prodotta dalla recitazione dei mantra abbia la capacità di armonizzare i due emisferi cerebrali destro e sinistro permettendo un migliore equilibrio psicofisico (art. da  la stampa.it 28.05.2012).

Fin da bambini ci hanno insegnato, ad esercitare il nostro cervello, a sollecitarlo per migliorare le nostre prestazioni intellettive e come strumento per una conoscenza sempre più elevata, ma nessuno ci ha mai insegnato a come rilassarlo e all’importanza di doverlo  fare.

Infatti, mentre un elevata attività cerebrale porta ad un eccessiva attivazione verso l’esterno, attraverso i sensi esterocettivi che andrà a sollecitare in particolare alcune aree del cervello,al contrario, la sua riduzione potrà favorire, un’attività mentale più pacata ma al contempo più selettiva e profonda, migliorando di riflesso le abilità cognitive.

La vita frenetica cui oggi veniamo sottoposti, la tendenza a voler essere sempre “al top”, veloci, efficienti, intelligenti  ed adeguati alle circostanze, allontana  dall’ascolto dei bisogni del corpo fino a sviluppare una sordità propriocettiva. Il rischio più grande è la perdita della capacità di fermarsi e di rilassarsi, con conseguenti effetti dannosi per la salute.

Per vivere in salute abbiamo necessità di tendere ad una condizione di stabilità e di equilibrio e quindi di un bilanciamento costante fra gli opposti,

Conosciamo fin troppo bene, quanto la dualità, ovvero il pensarci costantemente separati dagli altri e da tutto ciò che ci circonda, sia l’impedimento maggiore al poter vivere una vita piena soddisfacente e gioiosa.

Questo senso di separazione inizia sovente da noi stess,i dalla nostra “Egoità” e dall’adottare a verità assoluta la realtà per come ci appare tradotta dai nostri impulsi e dai nostri desideri.

Ecco che il Naad yoga sia che abbia come strumento la nostra voce, il suono del gong o delle campane tibetane ci aiuta, attraverso le vibrazioni sonore a resettare la nostra mente per  toccare sensibilmente l’unità che siamo,  prendendo così atto con esperienza diretta della separazione solo concettuale, fra l’uomo fisico e spirituale, e poi lasciare che la  propria vibrazione individuale si vada ad integrare nel grande concerto cosmico di tutto l’universo.

Durante una pratica di yoga l’emissione del suono abbinata agli asana contribuisce a liberare il nostro corpo da tutte quelle tensioni e contrazioni anche mentali che accumulate  creano chiusure e tensioni muscolari, nonché a sbloccare delle resistenze emotive. Le vibrazioni prodotte sono in grado di quietare la mente e di ritrovare un patrimonio sensoriale capace di attivare il potere di autoguarigione. Nella Via dello Yoga si afferma che il suono è uno strumento utile per ricondurci al cuore, alla luce e unito alla mente interiore può trascendere dall’ordinario raggiungendo la piena coscienza.

Il suono ha inoltre la capacità di controllare e rafforzare la fase dell’espirazione, indispensabile per ristabilire un ritmo corretto del respiro, vitalizzante e armonico, necessario per predisporre il corpo a un atteggiamento di fiducia e di abbandono. Il suono è in grado di generare vibrazioni già insite in ciascuno di noi ma che sono state mascherate e alterate dalla quotidianità e come abbiamo già visto dal modo di interagire con le nostre emozioni.

Percepire i suoni del corpo

I Mantra, pronunciati correttamente e con i dovuti tempi, affinano il senso dell’udito, migliorandone la percezione e la capacità di cogliere il mondo micro sonoro dell’attività del nostro corpo, captando i movimenti di cellule e tessuti. Il suono riesce quindi ad attivare un processo di rigenerazione e auto-purificazione, raggiungendo al tempo stesso uno stato di rilassamento psicofisico e di pace interiore.

Infatti, non solo la recitazione del Mantra ma anche il suo ascolto, come anche quello di un gong, viene considerato come uno strumento in grado di modificare il pensiero:

Un elemento importantissimo, frutto delle più attuali ricerche in campo neuro scientifico, è quello che ruota intorno alla neuro plasticità della struttura cerebrale. Una grande risorsa che vede Il cervello non come una materia inerme dentro la scatola cranica, bensì come un organo dinamico in grado modificarsi e di respirare e sul quale è possibile intervenire con metodiche appropriate a modificare l’attività elettrica delle neuronali e nervose:

Nell’esperienza, il suono un pò alla volta si sostituisce alla presenza rumorosa dei pensieri, l’attività mentale si rilassa, il cervello acquista spazio nella scatola cranica creando, a livello neurale, nuove  e più ampie connessioni e nuove sinapsi, allargando la visione del nostro sguardo sul mondo e nutrendo la nostra creatività.

 Lo stato di grande rilassamento raggiunto indurrà più facilmente a scivolare naturalmente e nello stato meditativo e a mantenerlo.

Suono e corpo: una combinazione perfetta

Per comprendere l’efficacia del suono sul nostro corpo basta eseguire dei semplici movimenti di flessione in avanti del capo fino a portare il mento alla gola e ritorno. L’esercizio è utile per distendere i muscoli cervicali e scaricare le tensioni. Ogni azione va accompagnata dalla pronuncia prolungata di una vocale, fino a sentirne la vibrazione all’interno e in particolare lungo la zona contratta. Poi, dobbiamo tornare lentamente alla posizione di partenza ricordando di inspirare.

Per migliorare l’elasticità del collo potrebbero essere utili anche degli esercizi di rotazione laterale adottando la stessa tecnica. Naturalmente durante la pratica è di fondamentale importanza controllare il respiro. Grazie alla capacità del nostro corpo di recepire ed amplificare il suono come una cassa di risonanza, Lo yoga Naad agisce su più piani del corpo contribuendo a migliorare la funzionalità degli organi interni, di quelli riproduttori e dei muscoli interessati.