Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 2

YOGA & ERBE al femminile – Gennaio 2026

DOMENICA 18 GENNAIO (10.00/12.00)

YOGA TIME MARILIA P.zza 185° Reggimento Artiglieria Folgore, 1

 

Per informazioni e prenotazioni: info@yogatime.it – 328.9799061 – 339.6838230

 

Con Valentina Pallini e Cinzia Buti Castellini

 

 YOGA & ERBE al femminile

Riconnettersi con l’energia femminile attraverso posizioni Yoga e erbe officinali per armonizzare corpo e mente

LA PRESENZA SOTTILE – Livello 1

14-15 MARZO 2026
11-12 APRILE 2026
23-24 MAGGIO 2026

YOGA TIME MARILIA P.zza 185° Reggimento Artiglieria Folgore, 1

 

Per informazioni e prenotazioni: info@yogatime.it – 347 5767573

Con Andrea Boni

 

LA PRESENZA SOTTILE Livello 1

CORSO DI STUDIO E PRATICA SULLA MEDITAZIONE

“La meditazione è stata per me come una lunga storia d’amore fatta di meravigliose lune di miele, ma anche di momenti in cui ho avuto bisogno di ritrovare il desiderio e la disciplina. Ancora oggi dopo oltre quarantanni di pratica io e lei ci sediamo insieme ogni giorno e ci guardiamo negli occhi ricercando la chiave per rinnovare l’amore che ci ha legato fino ad adesso”

Andrea Boni

 

ANDREA BONI  è  un insegnante certificato esperto (ECAT) di Anusara Yoga, membro Yoga Alliance US E- RYT500, YACEP, Yoga Alliance Italia ERYT 1500 senior, membro YANI.

Pratica la meditazione dal 1976 e la insegna da oltre vent’anni in Teacher Training, Immersion e workshop in Italia e all’estero, a studenti di tutti i livelli. La conoscenza delle scritture dell’India e dello yoga, sviluppata nei molti anni di studio, insieme alle esperienze tratte dalla vita personale, rendono i suoi insegnamenti vivi e facilmente fruibili da tutti.

Andrea è parte del corpo insegnanti di European Yogi Nomads, uno dei fenomeni più moderni per la diffusione dello yoga nelle capitali dell’Unione Europea. Insegna in tutto il mondo.

 

PERCHÉ UN PERCORSO DI STUDIO SULLA MEDITAZIONE

La meditazione è una delle pratiche fondamentali dello yoga ma spesso la meno facile da studiare ed eseguire. Tuttavia, nella nostra vita quotidiana possiamo scorgere dei momenti in cui noi ci sentiamo naturalmente presenti a noi stessi.

La presenza sottile è un percorso attentamente progettato per aiutare gli studenti a sviluppare una pratica meditativa solida e autonoma ma in modo graduale così da favorire il consolidamento di ogni singola esperienza in modo profondo ed accurato. Questo è il motivo per cui il percorso de “La Presenza Sottile” è diviso su tre livelli.

Con un approccio guidato Andrea si dedica a rendere la meditazione accessibile e significativa per tutti, promuovendo una presenza più consapevole e gioiosa nell’esistenza di ciascuno dei presenti.

 

“LA PRESENZA SOTTILE” 1

Il corso è strutturato su tre week end intensivi di pratica più sei sessioni di meditazione on line. I week end intensivi di pratica saranno costituiti da sessioni di studio alternate con pratiche soft di asana per aprire il corpo alla meditazione e bilanciare il flusso respiratorio. A margine di questi incontri, gli studenti riceveranno dispense e materiale di supporto per la loro pratica.

LE DATE

Sabato 14 – Domenica 15 marzo 2026

Sabato 11 – Domenica 12 aprile 2026

Sabato 23 – Domenica 24 maggio 2026

Orario:

Sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Domenica dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00

Dove:

In presenza c/o YOGA TIME spazio per la cura del sé – Marilia

 

Meditazioni on line e in differita. (via ZOOM)

Martedì   10 e giovedì 13 marzo dalle 7.00 alle 7.45

Martedì  7 e giovedì 9 aprile dalle 7.00 alle 7.45.

Martedì 19 e giovedì 21 maggio dalle 7.00 alle 7.45

 

STRUTTURA DEL CORSO

         Primo weekend – modulo 1:

  • lo spazio meditativo cos’è e come accoglierlo.
  • La postura fisica e la postura interiore.
  • Muoversi dall’esterno verso l’interno. Il processo di riassorbimento.
  • Respiro Attivo e Respiro Ricettivo.
  • I cinque corpi.

        Secondo weekend – modulo 2:

  • Il ruolo dei sensi in meditazione.
  • Lo sforzo personale e l’apertura alla grazia.
  • I dieci prana – i dieci soffi vitali e la loro funzione in meditazione.
  • Il ruolo della mente nella meditazione e come trovare una relazione con essa. La mente non è un ostacolo.
  • Vritti – samskara – chàkra;
  • La focalizzazione – quattro generi secondo Patanjali.

Terzo weekend – modulo 3:

  • L’attenzione diretta e indiretta.
  • Le tracce subliminali e samskara, emergono in meditazione. Come lavorare su di esse.
  • Prendere rifugio nello spazio della meditazione (hrdaya).
  • La meditazione del ricamo ;
  • Krama – marga – Il cammino della sequenza per la pratica a casa.

 

TESTI CONSIGLIATI

Sally Kempton – La meditazione per amore – Verdechiaro Ed.

Daniel Goleman – La forza della meditazione – Bur Ed.

Pema Chodron – Se il mondo ti crolla addosso – Un. Ec. Feltrinelli

 

ISCRIZIONI, COSTI E MODALITÀ DI PAGAMENTO

L’intero percorso di studio viene distribuito su tre moduli, anziché sui 2 previsti in origine, al fine di rendere maggiormente fruibile l’impegno delle ore richieste e consentire al contempo un tempo maggiore utile ad assimilare ogni step.

Il costo totale del 1 livello sui 3 moduli è stabilito in € 490,00 e in € 440,00 con early bird destinato a coloro che si iscrivono entro il 16.01.2026 all’intero percorso.

Oppure

Ricordiamo che ogni modulo è propedeutico al successivo. Pertanto, l’eventuale  partecipazione ai moduli successivi non è consentita senza aver completato il primo modulo.

Considerata la preziosità del percorso proposto e per assecondare le richieste pervenuteci espressamente da coloro che non vogliono perdere totalmente l’opportunità di parteciparvi abbiamo  previsto una modalità di pagamento dilazionata al di fuori dall’early bird:

Partecipazione al 1° modulo: € 200.00 da versare in un’unica soluzione al momento dell’iscrizione del 16.01.26 oppure in due trance: € 100.00 entro il 16.01.26 e il 27.02.26.

Partecipazione al 2° modulo: € 150.00 da versare in unica soluzione oppure in due trance di € 75.00 da versare rispettivamente entro il 20.03.26 e entro il 05.04.26.

Partecipazione al 3° modulo: € 150.00 da versare in un’unica soluzione oppure di in 2 tranche di € 75.00 da versare rispettivamente entro il 28 aprile e il 15 maggio 2026.

Le iscrizioni si intendono valide e l’accesso al percorso confermato  solo dietro versamento dell’acconto previsto da versare, entro la data stabilita direttamente alla scuola oppure tramite bonifico bancario.

Coordinate bancarie occorrenti:

IBAN IT41R0306909606100000132650 – Destinatario: Yoga Time Asd – Causale: La Presenza Sottile 1

Per Info e prenotazioni: info@yogatime.it – 347.5767573

Hatha Yoga: posizioni base e benefici

L’Hatha Yoga è tra gli stili più conosciuti, apprezzati e praticati sia in Italia che all’estero, complice la versatilità e i benefici considerevoli.

Non presenta controindicazioni particolari e si basa su asana di per sé piuttosto statiche, ma non per questo a bassa intensità, anzi.

Vediamo dunque cos’è l’Hatha Yoga e le posizioni base.

 

Cos’è l’Hatha Yoga

L’Hatha Yoga e le sue posizioni sono alla base di diversi altri stili diffusi in Occidente, tra cui le tecniche di meditazione Raja Yoga.

C’è da sottolineare che lo Hatha Yoga Tradizionale sta, ormai da tempo,  subendo l’influsso di un processo di contaminazione  e trasformazione per così dire “new age” da parte di nuove forme o stili di yoga più moderno, che, se da una parte lo hanno reso più popolare e accessibile, dall’altra lo riducono sovente, a mera attività ginnica.

La pratica risulta tanto semplice, prestandosi a persone di ogni età e condizione, quanto rigorosa: è stata conseguita a partire dai testi storici dello yoga, quelli della tradizione tantrica, onde per cui la sua codificazione è stabile da secoli.

La forma attuale presenta il contributo di diversi maestri, in particolare Gorakhnath, vissuto a cavallo tra l’XI e il XII secolo.

Cosa significa Hatha Yoga? Il termine “Hatha” sta per “sole” (“ha”) e “luna” (“tha”), indicando l’armonizzazione di energie opposte eppure complementari. L’espressione può essere tradotta come “yoga del sole e della luna”. Gli intenti fondamentali della disciplina è l’armonizzazione degli opposti e l’importanza di coltivare una mente equanime.

 

Allineamenti fondamentali

Nell’Hatha Yoga convivono tre elementi principali:

  • gestione del respiro e del flusso di energia (pranayama);
  • conseguimento di posizioni per porre in equilibrio corpo e mente (asana);
  • pratiche di rilassamento, concentrazione e consapevolezza di sé (meditazione o dhyana).

Tali fattori li ritroviamo negli allineamenti, i quali risultano basilari nelle posizioni dell’Hatha Yoga, di cui permettono di ottimizzare i benefici attraverso il conseguimento di una postura corretta: in ogni asana ma anche con miglioramenti nella quotidianità.

Ecco alcuni aspetti chiave su cui focalizzarsi nella pratica, con il supporto di un insegnante qualificato:

  • occorre prestare attenzione al rilassamento prima di entrare nella posizione, così da lavorare in profondità limitando le tensioni;
  • per un allineamento ottimale, bisogna abbinare il respiro a ogni movimento;
  • è fondamentale accettare i propri limiti, così da non forzare l’allineamento e la stessa posizione, ma anche valorizzare i progressi;
  • è importante uscire dalla posizione senza fretta, osservando quanto fatto in maniera non giudicante ma riflessiva.

 

Posizioni base e varianti con supporti

Nell’Hatha Yoga le posizioni base sono diverse. Possono essere eseguite con l’ausilio di supporti come mattoncini yoga e cinture nell’ottica di migliorare in maniera graduale e senza sforzi, muovendosi in totale sicurezza.

Ecco una panoramica di tre asana fondamentali:

  • Tadasana (posizione della montagna): si esegue stando in piedi con le braccia che ricadono lungo i fianchi. Apparentemente semplice, sviluppa la consapevolezza corporea e migliora la postura nella quotidianità;
  • Adho Mukha Svanasana (cane a testa in giù): consente di allungare la parte posteriore del corpo, formando una V rovesciata con mani e piedi a terra. Rafforza braccia e spalle, migliora la circolazione cerebrale.
  • Balasana (posizione del bambino): permette di rilassarsi nel profondo, stando seduti sui talloni, con il busto in avanti e la testa che tocca il tappetino, liberando le tensioni lungo schiena, spalle e collo.

 

Benefici fisici e psicologici

L’Hatha Yoga presenta numerosi benefici, sia fisici che psicologici. Ecco quelli più rilevanti:

  • miglioramento significativo della flessibilità muscolare e della mobilità articolare;
  • alleviamento di condizioni comuni come mal di schiena, cervicalgia e tensioni lombari;
  • potenziamento della capacità polmonare e migliore ossigenazione dei tessuti;
  • stimolazione della circolazione sanguigna e del metabolismo. Questo si traduce in maggiore energia e vitalità nella vita quotidiana.
  • riduzione di stress, ansia e depressione grazie al riequilibrio del sistema nervoso;
  • maggiore concentrazione e controllo mentale;
  • migliore qualità del sonno.

In questo contesto il rilassamento con respiro hatha costituisce un momento fondamentale che permette di integrare tutti i benefici della pratica, preparando corpo e mente alla meditazione profonda: una fase che può essere svolta sia nella parte finale che in maniera indipendente.

 

Quando scegliere Hatha e come progredire

L’Hatha Yoga è sempre una buona scelta: per chi è agli inizi e per chi invece vuole progredire in altri stili. Si abbina sia a pratiche più statiche come quelle dello Yoga Nidra, che ad altre più dinamiche come quelle dell’Ashtanga Yoga.

Da evitare, come sempre del resto nello yoga, il fai da te: è essenziale confrontarsi con un insegnante qualificato per ottimizzarne i benefici ed evitare di adottare comportamenti tanto scorretti quanto potenzialmente nocivi per la salute.

Sostanzialmente, l’Hatha Yoga aiuta a progredire in maniera graduale e armonica. Risulta quindi un percorso personale di scoperta che aiuta a rispettare i propri ritmi.

Postura per meditare: sedia, zafu o panchetta

Seduta comoda senza formicolii: sedia, zafu o panchetta, altezze, supporti e regolazioni pratiche per meditare meglio.

 

La postura per la meditazione influisce in modo diretto sulla qualità dell’attenzione, sulla respirazione e sulla continuità della pratica. Un assetto biomeccanicamente corretto consente di ridurre le tensioni articolari, stabilizzare il bacino e mantenere l’allineamento della colonna nel tempo. In questo contesto, il cuscino yoga per la meditazione e i supporti posturali assumono un ruolo di rilievo. Approfondiamo meglio l’argomento.

 

Seduta a terra o su sedia: criteri di scelta

La scelta tra seduta a terra e seduta su sedia dipende da fattori funzionali come mobilità articolare, durata della sessione e obiettivi della pratica. La seduta a terra favorisce una maggiore stabilità del bacino e un allineamento naturale della colonna vertebrale, a condizione che anche e ginocchia permettano una corretta anteversione pelvica. In caso contrario, si rischia una compensazione lombare che compromette la qualità della postura.

La seduta su sedia è un’alternativa pienamente valida nella meditazione yoga, in particolar modo per chi presenta limitazioni articolari o pratica sessioni prolungate. Affinché venga svolto in maniera corretta, è essenziale che i piedi siano completamente appoggiati a terra, le ginocchia allineate o leggermente più basse del bacino e la colonna mantenuta attiva senza affidarsi allo schienale. In entrambi i casi, la postura per la meditazione deve permettere immobilità stabile senza alcuna rigidità muscolare.

 

Zafu, cuscino crescent, panchetta: differenze pratiche

Il cuscino yoga per la meditazione è progettato per elevare il bacino e facilitare l’inclinazione fisiologica in avanti, riducendo il carico sulla zona lombare. Lo zafu rotondo offre un supporto centrale stabile, ed è particolarmente indicato per posture a gambe incrociate come Sukhasana o Ardha Padmasana.

Il cuscino crescent, grazie alla sua forma a mezzaluna, consente maggiore spazio per i talloni e si adatta meglio a praticanti con limitata rotazione esterna dell’anca. La panchetta da meditazione è uno strumento che supporta una seduta inginocchiata e scarica il peso dalle anche, favorendo una colonna neutra con minore richiesta di mobilità articolare.

Nel contesto di yoga e meditazione, la scelta del supporto deve basarsi su criteri biomeccanici individuali, tenendo conto di proporzioni corporee, comfort articolare e durata della pratica.

 

Altezze e angoli: regolazioni senza dolore

L’altezza del supporto non è da sottovalutare nella costruzione di una postura efficace. Un bacino troppo basso induce retroversione e flessione lombare, mentre un’eccessiva elevazione compromette la stabilità. In termini tecnici, il bacino dovrebbe trovarsi leggermente più in alto rispetto alle ginocchia, generalmente tra i cinque e i dieci centimetri.

L’angolo ottimale del bacino prevede una lieve anteversione che consenta di mantenere la curva lombare fisiologica senza sforzo. Con la panchetta, l’inclinazione del piano seduta deve distribuire il carico in modo uniforme su tibie e ischi, evitando pressioni anteriori. In posizione seduta su sedia, l’altezza va regolata per garantire un corretto allineamento tra bacino, colonna e torace.

La colonna vertebrale va percepita come un asse elastico, con un allungamento attivo verso l’alto, mento leggermente rientrato e nuca libera. Qualsiasi comparsa di dolore è un indicatore di regolazione errata e non un segnale di adattamento positivo.

 

Supporti utili: coperte, blocchi, parete

Le coperte piegate aiutano a trovare delle regolazioni precise sotto bacino, cosce o caviglie e migliorano la distribuzione dei carichi. I blocchi yoga possono essere utilizzati per sostenere le cosce, compensare asimmetrie o ridurre tensioni nelle anche durante posture più impegnative.

La parete è da sempre un valido riferimento posturale, mirato alle fasi iniziali della pratica. Sedersi con il sacro a breve distanza dalla parete aiuta a prevenire il collasso della colonna e favorisce la consapevolezza dell’allineamento. Nella meditazione yoga, l’uso corretto dei supporti aiuta a ridurre il dispendio energetico e a stabilizzare l’attenzione.

 

Check-list rapida: prima di meditare

Prima di iniziare la sessione, è utile verificare alcuni elementi chiave per una postura efficiente e sostenibile. Il bacino deve risultare stabile e leggermente inclinato in avanti, le ginocchia adeguatamente supportate e la colonna allungata senza rigidità. Le spalle devono essere rilassate, il collo in posizione neutra e la respirazione libera e diaframmatica.

Integrare questa verifica favorisce il rapporto tra yoga e meditazione, in cui l’assetto corporeo diventa il fondamento della qualità attentiva e della continuità della pratica.

 

Errori frequenti: correzioni immediate

Tra gli errori più comuni rientrano il sedersi troppo in basso, forzare l’incrocio delle gambe o collassare sulla schiena. Queste condizioni possono essere corrette aumentando l’altezza del supporto, aggiungendo coperte sotto le cosce o alternando la seduta a terra con la sedia.

Un ulteriore passo falso è confondere immobilità con rigidità. La stabilità efficace è sempre il risultato di un equilibrio dinamico. Nello yoga e meditazione, l’obiettivo è ridurre il “rumore corporeo” per permettere alla mente di stabilizzarsi senza distrazioni.