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Yoga a Livorno: dove praticare e come scegliere il corso giusto

Livorno è una città molto legata allo sport e alla voglia non solo di stare in forma, ma di sentirsi bene con se stessi: di prendersi cura del proprio benessere in modo tale che fisico e mentale possano andare di pari passo.

È una città in cui lo yoga viene praticato da diverse persone, che hanno imparato a conoscere i benefici di questa disciplina nelle sue molteplici varianti.

Allo stesso tempo, vista l’ampia proposta, orientarsi tra i corsi di yoga a Livorno può non essere semplice: vale per chi già ha cominciato, ma magari non è originario del luogo e si è trasferito da poco oppure non è soddisfatto del proprio percorso o ha voglia di cambiare, e ancora di più per chi è agli inizi e vuole capire se si tratta di qualcosa che fa al caso proprio.

Vediamo dunque dove praticare lo yoga a Livorno e come scegliere il corso più giusto rispetto alle proprie esigenze.

 

Perché sempre più persone praticano yoga a Livorno

Sempre più persone praticano lo yoga, a Livorno e in tutto il mondo, per una ragione molto semplice: perché fa bene. Può sembrare un’affermazione riduttiva ma in realtà dietro si celano diverse ragioni che sono soggettive e, al contempo, accomunano le persone. Ecco una panoramica di quelle più comuni:

  • per curiosità: spesso si comincia perché una persona cara fa yoga da tempo e non riesce più a farne a meno;
  • per dolori articolari: in particolare per quanto riguarda le problematiche alla schiena e alla cervicale, per le quali lo yoga risulta decisamente efficace, senza però dimenticare che lo yoga non è fisioterapia: i miglioramenti si raggiungono soltanto nel tempo e grazie ad una pratica costante che, ripristinando una respirazione corretta insieme ad rilassamento cosciente sia muscolare che mentale possa accompagnare verso il rilascio delle tensioni più grossolane e più sottili poi;
  • perché si è alla ricerca di una disciplina che permetta di fare un percorso interiore;
  • perché l’ha consigliato il proprio psicoterapeuta o il medico: sono sempre di più gli specialisti che conoscono lo yoga e i suoi benefici. E che lo consigliano ai propri pazienti;
  • per dimagrire in maniera soft: lo yoga è una disciplina che, soprattutto in alcuni stili, permette di perdere peso senza fare una fatica eccessiva, insegnando ed imparando ad  ascoltarsi  si può arrivare a  modificare quelle attitudini che, nel tempo,  ci hanno fatto accumulare peso ;
  • per fare uno stretching più profondo: a Livorno ci sono diversi atleti professionisti che, di pari passo, alla disciplina di riferimento, praticano con costanza lo yoga per rafforzare i muscoli e prevenire possibili infortuni;
  • per stare in gruppo: lo yoga è una disciplina che unisce introspezione e socializzazione, e Livorno è una città dove le persone apprezzano molto quest’ultimo aspetto. Non è raro che, durante i corsi, nascano amicizie importanti e soprattutto si crei una rete di sostegno reciproco. Quest’ultimo aspetto risulta essere molto importante nella fascia di età più senile, dove l’età che avanza, gli acciacchi che incombono, porta la persona ad abbandonare la vita sociale per rinchiudersi con pò di più in sé stessa.

 

I diversi tipi di yoga che puoi trovare a Livorno

I corsi di yoga che si possono trovare a Livorno sono diversi e coprono le principali versioni della disciplina, ognuna con caratteristiche differenti. Vediamo di quali si tratta.

 

Hatha yoga, Ashtanga yoga, Yin yoga, Restorative Yoga

Tra i corsi di yoga più apprezzati da chi vive a Livorno troviamo quelli di Hatha Yoga: una branca tra le più antiche, considerata un’evoluzione del Tantra, che vede alla base le sequenze di vari asana nonché gli esercizi di respirazione, il  pranayama e i Mudra.

L’Hatha Yoga è una sicurezza per i principianti così come per chi desidera fare un percorso focalizzato sul respiro, per trarne giovamento in presenza di condizioni come ansia, mal di testa e problemi posturali, solo per fare degli esempi. Fondamentale è la gradualità, sempre e soprattutto se si è alle prime armi.

L’Ashtanga yoga è più dinamico rispetto all’Hatha yoga ed è indicato per tutti quelli che desiderano fare un’attività fisica ad alta intensità. Permette di scaricare le tensioni senza perdere di vista la respirazione, riequilibrando mente e corpo. Rispetto all’Hatha yoga richiede una maggiore preparazione fisica.

E poi c’è lo Yin yoga, una pratica più lenta rispetto alle precedenti e meditativa. È indicata per quanti ricercano un’attività che favorisca una rigenerazione profonda, liberando le tensioni. La lezione prevede poche posizioni mantenute più a lungo, dando modo di migliorare anche la concentrazione.

 

Come scegliere un centro yoga a Livorno

La scelta della scuola di yoga a Livorno deve far combaciare diversi aspetti, a cominciare da una localizzazione facilmente raggiungibile anche tramite i mezzi pubblici.

Gli orari devono essere in linea con i propri impegni, ma soprattutto è essenziale che si respiri la filosofia e la dimensione più autentica della disciplina, fatta di condivisione, empatia e introspezione.

 

L’esperienza degli insegnanti

L’elemento che più fa da spartiacque è la presenza di  insegnanti di yoga qualificati e in quanto tali in possesso delle opportune competenze che solo un’opportuna scuola di formazione almeno quadriennale può dare.

Infatti, premesso che non esistono a oggi, in Italia, certificazioni valide in maniera unilaterale, un bravo insegnante dovrà essere in possesso di attestati rilasciati sia da enti governativi che privati, a fronte di una formazione non occasionale, ma continuativa.

Lo yoga è un percorso che, per chi lo insegna, dura tutta la vita, ed è fatto di confronto e pratica individuale. Non è adatto a tutti perché coinvolge la vita della persona a 360°: cambia profondamente e porta a mettersi in discussione.

In genere un insegnante qualificato va orgoglioso dei propri titoli ed è solito appendere alle pareti gli attestati conseguiti, a dimostrazione della piena trasparenza in merito alla propria competenza ed esperienza.

Inoltre, per affrancare lo yoga dalla generalizzazione cui viene attualmente sempre più sottoposta, è necessario non  dimenticare, ma rafforzarne le radici : yoga è una disciplina antichissima e in quanto tale non si può pretendere di insegnarla senza un riferimento preciso alla filosofia e alla ricchezza degli insegnamenti che l’hanno portata a noi, non ultimi, per esempio  Yama e Nyama.

 

Ambiente e filosofia della scuola

Gli ambienti dove vengono svolti i corsi di yoga è importante che emanino una sensazione di rilassatezza: che richiamino a un “mondo a parte”, ma non per questo privo di socialità. Uno spazio protetto, insomma, dove si respira benessere e serenità.

Dove ci si sente a proprio agio e si va volentieri, si può approfondire e si ha modo di accedere anche a percorsi diversi dallo yoga, perfettamente compatibili.

Nel nostro centro yoga a Livorno, oltre a poter prendere parte ai corsi di insegnanti qualificati, si ha la possibilità di accedere a percorsi ulteriori di naturopatia, massaggio ayurvedico, meditazione, yoga in gravidanza e molti altri ancora.

Già attraverso la fase di contatto iniziale sarà possibile prenotare una o più prove gratuite per le lezioni di yoga, così da conoscersi di persona e valutare quale proposta fa maggiormente al proprio caso.

La prima lezione di yoga: cosa aspettarsi

La prima lezione di yoga: cosa aspettarsi

La prima lezione di yoga è un momento importante: si ha modo di farsi una propria idea personale su cosa è e su cosa non è questa disciplina.

L’ideale è cominciare con una lezione di prova, in quanto permette di comprendere se c’è feeling con l’insegnante e soprattutto se il modo di proporre la disciplina risuona al proprio interno permettendo di scegliere la classe e come scegliere lo stile di yoga.

Vediamo dunque come prepararsi, analizzando cosa portare e indossare, ma anche cosa aspettarsi sotto tutti i punti di vista.

 

Come prepararsi alla prima lezione di yoga

Quella che proponiamo è una panoramica generale. Il consiglio è di domandare in anticipo all’insegnante che terrà quella specifica lezione, perché potrebbero esserci delle variazioni.

Cosa indossare

Per quanto riguarda l’abbigliamento, le accortezze sono poche e semplici. Ecco alcuni consigli pratici:

  • sono da preferire le fibre naturali, in particolare il cotone;
  • i tessuti devono essere morbidi: va benissimo una tuta, ad esempio;
  • i leggings non sono sempre l’ideale, così come i capi troppo aderenti: può capitare di dover alzare i pantaloni/la maglia ma soprattutto per permettere che l’area diaframmatica resti libera e non compressa ;
  • se si hanno i capelli lunghi o che cadono sul volto, una fascia è l’ideale.

Cosa portare alla lezione

Vediamo ora, rispetto alla prima lezione di yoga, cosa portare in termini di attrezzature/supporti.

È utile avere con sé un asciugamano per evitare il contatto diretto con il tappetino oppure per tamponare il sudore: tipologie, in realtà, differenti e in quanto tali non si escludono a vicenda.

Il centro in genere fornisce il tappetino, ma alcune persone preferiscono portare il proprio: è una scelta che si può valutare successivamente. Solitamente non serve altro.

 

Come si svolge una lezione di yoga

Si inizia con un breve confronto con l’insegnante, il quale chiederà alla persona alcune informazioni sul proprio stato di salute ed eventuali criticità, così da informare rispetto ai movimenti che potrebbe essere il caso non svolgere/prestare attenzione, suggerendone nel caso, necessarie varianti.

L’insegnante guiderà gli allievi nelle varie asana, fornendo in alcuni casi più varianti.

Nella prima parte della lezione si risveglia il corpo e si toglie quell’intorpidimento, soprattutto legato alla disattenzione mentale, che tutti ci portiamo dietro. Si va poi più a fondo, con esercizi più intensi, ma comunque non violenti  e si conclude con una parte di rilassamento/meditazione.

 

IMPORTANTE :

Un insegnante sufficientemente preparato/a andrà a sottolineare che l’intensità  nella pratica, non si rivolge tanto all’azione muscolare, bensì ad una qualità di presenza e di ascolto che si va gradualmente affinando e che sarà il sostegno ideale e necessario dal quale tutti gli asana prenderanno forma attraverso il corpo.

Al termine della prima lezione di yoga c’è un breve confronto con l’insegnante per capire com’è andata e valutare le eventuali criticità. Per saperne di più su questo argomento potete consultare la nostra guida allo yoga per principianti.

 

È normale sentire dolore dopo la prima lezione?

Durante la prima lezione di yoga, il dolore può sopraggiungere nelle seguenti situazioni:

  • posizione non eseguita correttamente;
  • la persona viene da un periodo di inattività totale;
  • si chiede al corpo più di quanto può davvero fare, spingendosi troppo oltre.

Lo yoga è una questione di ascolto e in caso di dubbi è bene non esitare a confrontarsi con l’insegnante.

Detto ciò, c’è dolore e dolore. I crampi sono una condizione piuttosto comune e passeggera, altra cosa è invece un dolore che si protrae nel tempo.

Lo yoga non è dolore, anzi, è il suo opposto, quindi quest’ultima condizione indica che c’è qualcosa alla base che non funziona.

 

Consigli per vivere al meglio la prima esperienza

Arrivate alla prima lezione di yoga con la mente libera. Non chiedete troppo a voi stessi: i risultati arriveranno nel tempo e se vedete che ci sono altre persone “snodate”, vuol dire che ci hanno lavorato su, non che sono migliori di voi.

Vestitevi comodi e confrontatevi con l’insegnante, ma soprattutto, approfittate della lezione per staccare da tutto: è un momento solo vostro e in quanto tale è prezioso.

Aromaterapia e yoga: come profumi e respiro lavorano insieme

Aromaterapia e yoga: come profumi e respiro lavorano insieme

Aromaterapia e yoga: rami del sapere all’opposto oppure complementari? La risposta giusta è la seconda, dal momento che i principi dell’aromaterapia sono in grado di ottimizzare i benefici dell’ashtanga yoga come delle altre branche della disciplina.

Questo perché parliamo in entrambi i casi di pratiche olistiche basate sull’ascolto e su un approccio volto a cogliere l’essenza più autentica delle cose che gravitano sia intorno a sé che nell’ambiente circostante.

 

Cos’è l’aromaterapia e perché viene utilizzata nello yoga

L’aromaterapia così come la conosciamo oggi è stata introdotta nel 1910 da parte del chimico René Maurice Gattefossé ma ha origini ben più antiche, che risalgono ai rituali religiosi delle culture primordiali.

Il connubio tra yoga e aromaterapia è anch’esso piuttosto antico e si inserisce in particolare nella meditazione, dove alcune fonti ritengono favorire una maggiore connessione e concentrazione.

Gli oli essenziali possono inoltre avere un’azione energizzante, come vedremo a breve, e ce ne sono tantissimi: non resta che valutare quello più adatto a seconda dei propri obiettivi e della pratica.

 

Gli oli essenziali più usati nella pratica yoga

Ciò che funge da trait d’union tra aromaterapia e yoga sono gli oli essenziali, ognuno dei quali presenta applicazioni e benefici particolari. Ecco 3 esempi di oli essenziali quando si parla di aromaterapia e yoga.

Lavanda per rilassamento e meditazione

L’olio essenziale di lavanda si ottiene dai fiori della pianta. Ecco i principali benefici per il rilassamento e la meditazione:

●      azione calmante del sistema nervoso;

●      dona una sensazione di pace al cuore ma anche alla mente;

●      attenua le preoccupazioni legate ad ansia e stress.

 

Eucalipto per favorire la respirazione

L’olio essenziale di eucalipto si ottiene dalle foglie e (parzialmente) dai ramoscelli. È rinomato per i benefici sulla respirazione, ovvero:

●      dilata le vie aeree;

●      riduce gli stati di congestione/infiammazione di bronchi e polmoni;

●      libera eventuali costrizioni dei setti nasali;

●      grazie alle sue proprietà antimicrobiche, agisce anche in chiave preventiva sulle infezioni respiratorie.

 

Agrumi per energia e concentrazione

Gli oli essenziali ottenuti dagli agrumi sono tra i più variegati e popolari nello yoga e nell’aromaterapia perché uniscono vitalità a rilassatezza. Entriamo più nei dettagli rispetto alle loro proprietà:

●      stimolano un senso di benessere e serenità;

●      mettono il buonumore, allontanando la tristezza;

●      distendono i muscoli.

 

Come integrare l’aromaterapia in una lezione di yoga

Vediamo ora come coniugare aromaterapia e yoga all’interno della singola lezione. Si può procedere in due modi:

●      utilizzo dell’olio essenziale durante la pratica;

●      utilizzo dell’olio essenziale prima della pratica, arieggiando l’ambiente prima di soggiornarvi.

In entrambi i casi si creano i presupposti per una maggiore armonia all’interno della stanza.

Il primo step rimane comunque scegliere l’olio essenziale più in linea con il tipo di sessione che si va a fare, evitando i “mix audaci”. Le tipologie che abbiamo visto in precedenza sono tra le più comuni e rinomate per la loro efficacia.

L’applicazione dell’olio essenziale può avvenire in forma di incenso, di candele, tramite diffusore oppure direttamente sul corpo, attraverso un’azione massaggiante. Modalità differenti che testimoniano la versatilità delle soluzioni di aromaterapia e yoga.

Resta comunque l’avvertenza di evitare il “fai da te” poiché la maggior parte degli oli essenziali  sono molto potenti e se non diluiti e/o miscelati sapientemente possono risultare tossici, soprattutto se assunti per via orale, soprattutto in presenza di patologie.

Inoltre, considerata la grande efficacia del processo olfattivo a livello neurologico e fisiologico potremmo  considerare il semplice utilizzo dei bastoncini di incenso: ne esistono in commercio di ottima qualità che con la loro inebriante fragranza sono in grado di avvolgere la mente e il corpo del praticante trasportandolo in uno stato di benessere totalizzante.

Posizioni yoga di inversione per principianti

Tra le posizioni yoga per principianti, quelle comunemente note come “invertite” rappresentano tra le più comuni e complesse, richiedendo un’adeguata preparazione nonché una particolare attenzione all’ascolto di sé: del proprio corpo e dei propri limiti e della propria mente e delle sue attitudini.

Qualcosa che vede al centro anche aspetti quali pranayama e respirazione yoga, che sono parte integrante di queste asana. Entriamo più nei dettagli, analizzando le principali posizioni yoga di inversione.

 

Cosa sono le posizioni di inversione nello yoga

Quando si parla di inversioni nello yoga si fa riferimento alle asana dove la testa si trova nella parte sottostante del corpo.

Le invertite presentano diversi benefici e possono assumere vari livelli di difficoltà. Ed è proprio per questo che l’ascolto rimane il principio guida per eccellenza: perché è importante capire, partendo da se stessi, dove spingersi e dove invece fermarsi.

Pertanto, occorre distinguere tra:

  • inversione completa: zona del cuore e delle gambe capovolti;
  • inversione parziale: soltanto la testa è al di sotto della zona del cuore e delle gambe.

 

Perché introdurre le inversioni nella pratica yoga

Le posizioni di inversione denotano diversi benefici anche per i principianti, e non solo per chi fa yoga da diverso tempo e ha già maturato dunque una certa esperienza.

Agiscono efficacemente tanto sul corpo quanto sulla mente, dando modo di vedere le cose – e prima di tutto se stessi – da un punto di vista differente da quello con cui si ha confidenza.

Benefici per circolazione ed energia

Le posizioni di inversione regolano efficacemente la pressione del sangue, svolgendo un ruolo di prevenzione nelle malattie cardiovascolari e rafforzando il cuore. Ciò aumenta la reattività della persona e offre una migliore ossigenazione dei tessuti, ossigena anche le cellule celebrali rendendo la mente più lucida e chiara, migliorando al contempo anche la salute dei nostri capelli.

Benefici per equilibrio e concentrazione

Le invertite, proprio perché lavorano sulla gravità, sono un antidoto efficace in presenza di sintomi come quelli che caratterizzano l’ansia e la depressione: hanno infatti un influsso benefico sulle funzioni cognitive del cervello.

Favoriscono l’equilibrio – non solo mentale ma anche fisico – della persona, calmando la mente. Mettono alla prova ed è proprio per questo che stimolano la concentrazione e la forza della persona.

Infine, influenzano positivamente la salute del sistema linfatico, quella della tiroide e dell’apparato gastro-intestinale.

 

Posizioni di inversione semplici per principianti

Vediamo ora una panoramica delle principali posizioni yoga di inversione per principianti:

  • cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana): una delle invertite più sicure e basilari, in cui il corpo crea una sorta di triangolo;
  • posizione del bambino (Balasana): chi l’ha detto che le invertite sono soltanto “energetiche”? Questa asana è per molte persone la posizione più rilassante e distensiva dello yoga, tra le più sicure in assoluto;
  • posizione del piegamento in avanti (Uttanasana): l’ascolto interessa soprattutto la zona addominale e quella dietro le ginocchia;
  • candela (Sarvangasana): tra le posizioni invertite più articolate e benefiche, stimola la creatività e la libertà di pensiero;
  • posizione della testa (Shirshasana): realizzabile in alcune versioni facilitate, prima di eseguirla richiede un lavoro di preparazione e rafforzamento adeguato, da effettuare con una pratica costante.

Concludiamo con alcune accortezze. È importante confrontarsi con l’insegnante riguardo alle invertite qualora si vivesse un periodo di forte stress/cambiamento, gravidanza inclusa, oppure si avesse il ciclo: queste asana possono interferire con il flusso naturale del sangue mestruale.

Ricordiamo infine che si tratta di posizioni dove è importante non strafare, ma stare con se stessi a un livello più profondo. È questa la vera sfida (e la reale valenza) delle inversioni.