Categorized as: Articoli

Accessori per lo yoga: quali sono e cosa portare durante la pratica

Quali accessori servono per fare yoga restando minimali, leggeri e comodi ad ogni lezione, soprattutto quando si inizia.

Lo yoga ha conosciuto una crescente diffusione negli ultimi tempi, espandendosi sempre di più in tutto il mondo. Grazie ai suoi benefici per il benessere fisico e mentale, molte persone si sono avvicinate allo yoga per ridurre lo stress, migliorare la flessibilità e favorire il rilassamento.

Ma quali accessori per yoga possono essere utili e quali scegliere? Vediamo nel dettaglio.

 

Cosa si usa per fare yoga

È importante avere indumenti comodi e che permettano la massima libertà di movimento per la pratica dello yoga. I capi più adatti includono leggings o pantaloncini corti per le gambe, magliette, top, reggiseni sportivi e canotte per la parte superiore del corpo.

Da non dimenticare anche la borraccia d’acqua, specialmente durante i mesi più caldi. Ecco una panoramica dei 5 accessori utili per la pratica. 

Il tappetino

Di solito nelle sale yoga sono disponibili tappetini, quindi l’acquisto di questo accessorio non è essenziale. Tuttavia, poiché i tappetini in sala sono spesso condivisi e utilizzati da più persone, dal punto di vista igienico è consigliabile avere un proprio tappetino o almeno un copritappeto personale.

Asciugamano

In qualsiasi attività fisica, è consigliabile avere con sé un asciugamano. Questo è particolarmente vero quando si utilizza un tappetino idrorepellente, poiché il sudore tende a rimanere in superficie, compromettendo l’aderenza e aumentando il rischio di scivolamento. 

Per questo motivo, gli asciugamani in microfibra sono consigliati: sono compatti ma altamente assorbenti, consentendo un’asciugatura rapida durante l’attività fisica.

Blocchi yoga

Alla prima lezione di Yoga, non è essenziale avere i mattoncini. Tuttavia, se si prevede di seguire regolarmente il corso, è consigliabile acquistarli e portarli con sé fin dall’inizio.

I blocchi sono estremamente utili in molte posizioni, specialmente quando la flessibilità non è sufficiente per toccare il pavimento o come supporto per sedersi sopra.

Cuscini per meditazione

Esistono cuscini di diverse forme, tra cui rettangolari, quadrati e a mezzaluna, che sono utili per proteggere le articolazioni più delicate da una superficie dura durante la pratica dello yoga. Questi cuscini offrono maggiore comfort, isolando le articolazioni dal contatto diretto con il pavimento.

Cintura e supporto per ginocchia

La cintura nello yoga ha diverse funzioni utili. Può essere impiegata negli esercizi di allungamento, dove talvolta può sostituire l’elastico per consentire un maggiore allungamento.

Durante le posizioni rovesciate, la cintura può essere di supporto: può aiutare a scaricare il peso dalla parte inferiore del corpo (dal bacino in giù).

 

Conclusioni

In conclusione, gli accessori yoga che abbiamo esaminato svolgono un ruolo fondamentale nel supportare e migliorare la pratica di questa disciplina. 

È importante sottolineare che l’utilizzo corretto di questi accessori può favorire una maggiore sicurezza e stabilità durante la pratica dello yoga, specialmente quando si affrontano posizioni più complesse o avanzate. 

Tuttavia, è sempre consigliabile affidarsi a professionisti qualificati e seguire le indicazioni di insegnanti esperti per garantire una pratica sicura ed efficace.

 

Fonte immagine: https://it.freepik.com/foto-gratuito/tappetino-da-massaggio-per-il-relax-e-il-trattamento-nelle-mani-femminili-in-giardino_49395640.htm#fromView=search&page=1&position=15&uuid=cddf9478-bc23-42ee-aecf-763ddc93976b

Come pulire il tappetino yoga: guida completa e consigli

3 metodi semplici e veloci per pulire il tuo tappetino yoga. Consigli per lavare, igienizzare e mantenere il tuo tappetino come nuovo.

 

Lo yoga è una pratica che ci connette al suolo e alla nostra stabilità interiore. Il tappetino è essenziale perché fornisce un punto di riferimento fisico e simbolico, garantendo un ancoraggio durante le posizioni e offrendo uno spazio per esplorare la connessione con il proprio corpo e lo spazio intorno.

È comune sudare molto e cadere delle goccioline sul tappetino, specialmente in stili di yoga come il Vinyasa, l’Ashtanga o lo yoga dinamico. In tal caso un tappetino non pulito e igienizzato può essere pieno di batteri e può diminuire il “grip”, l’aderenza, necessaria per la pratica.

Per evitare di accumulare sporco in eccesso e praticare in sicurezza, è fondamentale pulire il tappetino yoga dopo ogni uso, ma anche occasionalmente deve essere sottoposto a un lavaggio più approfondito.

Vediamo come fare senza danneggiarlo, con che frequenza procedere e come effettuare la pulizia a fondo.

 

Come si pulisce un tappetino di yoga? 3 Consigli da non dimenticare

Perché pulire il tappetino yoga? Il sudore, le creme e gli oli utilizzati sul corpo possono accumularsi sulla superficie, compromettendone l’igiene, l’aspetto e la funzionalità.

Con il passare del tempo, l’accumulo di queste sostanze può rendere il tappetino scivoloso e scomodo durante la pratica. Pertanto, è fondamentale eseguire una pulizia regolare per preservare le sue prestazioni e la comodità durante l’uso. A tal proposito, vi proponiamo 3 consigli che risultano validi sempre, a seconda del tipo di sanificazione che si va a fare.

 

 

1.   Come pulire il tappetino yoga quotidianamente

Per una pulizia quotidiana del tappetino yoga, è consigliabile utilizzare solo acqua, prestando attenzione alle indicazioni del produttore poiché i materiali dei tappetini possono variare e alcuni potrebbero danneggiarsi a contatto con l’acqua.

È sufficiente bagnare un panno morbido e strizzarlo leggermente, quindi passarlo delicatamente su entrambe le superfici del tappetino. Si può aggiungere qualche cucchiaio di bicarbonato o alcune gocce di limone o olio essenziale (come lavanda, limone o menta) per lasciare un gradevole profumo di freschezza e pulizia.

Questa pratica, se eseguita dopo ogni utilizzo, aiuta a rimuovere facilmente i residui prevenendo così l’accumulo di sporco sulla superficie del tappetino e facilitando le pulizie più approfondite in futuro.

 

2.   Come disinfettare il tappetino yoga

La disinfezione del tappetino yoga è fondamentale per prevenire la proliferazione batterica dovuta al contatto con la pelle sudata durante la pratica. Pulire il tappetino con alcool denaturato è un metodo efficace, aiutandosi con un panno umido.

In alternativa, si possono impiegare metodi più naturali sostituendo l’alcol con aceto bianco o aggiungendo qualche goccia di tea tree oil, un olio essenziale con proprietà antibatteriche.

 

3.   Come lavare il tappetino yoga a fondo

Quando il tappetino yoga è particolarmente sporco, è consigliabile immergerlo in acqua tiepida con sapone neutro per circa mezz’ora.

Successivamente, occorre passare delicatamente una spugna su entrambi i lati del tappetino senza strofinare o grattare, quindi sciacquare accuratamente per eliminare ogni residuo di sporco e sapone.

Per rimuovere l’eccesso di acqua, tamponare con un panno asciutto o un asciugamano di spugna, quindi stenderlo ad asciugare all’aria.

Evitare di far asciugare il tappetino yoga direttamente sotto il sole per prevenire danni ai colori. Inoltre, è sconsigliato lavare il tappetino yoga a secco, poiché questa opzione potrebbe compromettere l’efficacia della pulizia.

 

Per concludere

La frequenza della pulizia dipende dal tipo di yoga praticato e dalla costanza delle sessioni.

Tuttavia, se si fa yoga all’aperto, potrebbe essere necessario lavare il tappetino più frequentemente per rimuovere residui di terra o sporco esterno.

Infine, lavarsi le mani regolarmente contribuisce anche a mantenere una migliore aderenza durante la pratica dello yoga.

Yoga facciale: esercizi per un viso tonico e luminoso

Yoga Facciale: ecco degli esercizi semplici per tonificare i muscoli del viso e ottenere un aspetto più radioso.

 

Il viso è una parte essenziale del nostro linguaggio non verbale: trasmette emozioni, stati d’animo e intenzioni.

 

Un sorriso sincero può indicare gioia e apertura, mentre una fronte corrugata può suggerire preoccupazione o concentrazione. Queste espressioni aiutano a creare connessioni emotive e a facilitare la comprensione reciproca nelle interazioni sociali.

 

I muscoli della faccia sono quasi 60 e variano per dimensione e forza, contribuendo alla protezione della testa.

 

A causa del passare del tempo e per via dell’adozione di posizioni scorrette sia della schiena che della lingua, il volto può iniziare a presentare rughe o imperfezioni. Si tratta di un processo normale ma esistono tecniche per ridurre gli effetti: la pratica dello yoga facciale si rivela tra le più efficaci.

 

A cosa serve lo yoga facciale e quando farlo

Lo yoga facciale è una disciplina concepita da Fumiko Takatsu che combina posture e tecniche respiratorie dello yoga con movimenti mirati per il viso. Negli ultimi anni ha suscitato l’interesse di vari esperti e ricercatori che hanno cercato di verificare scientificamente i suoi effetti benefici.

 

Oltre ai benefici estetici come la riduzione delle rughe e delle linee d’espressione, le tecniche di yoga facciale possono contribuire a rilassare i muscoli tesi, aiutando così a ridurre lo stress e migliorare la qualità del sonno.

 

Lo yoga per il viso migliora la circolazione sanguigna, tonifica i muscoli, riduce e previene le rughe, dona maggiore elasticità e ossigenazione della pelle, oltre ad aiutare nel correggere le asimmetrie del viso.

 

La pratica può essere integrata in diversi momenti della giornata. Eseguire gli esercizi al mattino può dare al volto un aspetto tonico e luminoso: un momento di connessione tra mente e corpo, per affrontare il resto della giornata con maggiore centratura e consapevolezza.

 

Al contrario, praticare il face yoga alla sera può aiutare a distendere i muscoli del viso, rilasciando la tensione accumulata durante il giorno. Questa pratica serale diventa un momento per prendersi cura di sé.

 

Sicuramente da ricordare è che lo yoga facciale funziona soltanto se praticato con costanza.

Esercizi da fare: guida completa

Alcuni esercizi specifici possono essere integrati nella routine di cura della persona. Vediamoli nel dettaglio:

 

  • Per rassodare il collo si può eseguire un semplice movimento: posizionare le mani alla base del collo e, lentamente, aprire e chiudere la bocca mentre si solleva il mento verso l’alto. Questo esercizio migliora la definizione della linea del mento.

 

  • Per tonificare gli zigomi basta posizionare le dita sulle guance e sollevare delicatamente la pelle verso l’alto, mantenendo la posizione per alcuni secondi.

 

  • Per contrastare le rughe sulla fronte, un esercizio efficace è posare le dita sulla fronte e farle scorrere delicatamente verso l’esterno, spianando la pelle.

 

  • Per la zona intorno agli occhi, bisogna mettere le dita sulle tempie e “tirare” leggermente la pelle verso le orecchie: si ridurrà la tensione e il gonfiore, promuovendo un aspetto più rilassato e riposato.

 

Infine, per mantenere un contorno labbra più definito, è possibile far andare i lati delle labbra verso il basso aiutandosi con le mani, creando una sorta di “sorriso invertito”; la posizione va mantenuta per alcuni secondi.

 

Fondamentale è praticare questi esercizi con costanza, per ottenere i migliori risultati possibili.

 

Conclusioni

Per massimizzare i benefici dello yoga facciale, è essenziale abbinarlo ad altre abitudini salutari che favoriscono la salute e il benessere della pelle.

 

Inoltre, per monitorare i progressi ottenuti attraverso le tecniche dello yoga facciale, può essere utile scattare delle foto prima di iniziare e confrontarle con foto successive.

Yoga post parto: come ritrovare l’equilibrio dopo il parto

Lo yoga post parto cosa sapere per ritrovare forma fisica, benessere mentale dopo il parto e i consigli su quando riprendere.

 

Dopo il parto i cambiamenti sono profondi e impegnativi. Non si tratta solo di sfide legate al corpo ma soprattutto di emozioni intense e talvolta contrastanti, come stress e depressione.

 

La pratica è accettazione e amore verso il proprio corpo e ha con sé una forte componente mentale: la memoria e la concentrazione vengono sollecitate e potenziate,  mentre l’energia diventa una parte essenziale.

 

Preferire delle lezioni specifiche di yoga post parto, dove si possono trovare esercizi adatti e un ambiente confortevole, è la soluzione ideale per le neo mamme.

 

Ma quando è possibile iniziare lo yoga post parto? Che esercizi scegliere? Risponderemo a queste domande nell’articolo che vi apprestate a leggere.

Quando si può riprendere lo yoga dopo il parto?

Per coloro che già praticano yoga, è possibile iniziare subito dopo il parto, magari con asana statiche come Shavasana che si concentrano sulla respirazione e sul rilassamento.

 

Per le mamme che non sono né neofite né esperte, è possibile riprendere a partire dalle 6-8 settimane dopo il parto, tuttavia, è importante consultare sempre il medico prima di iniziare un nuovo programma di esercizio.

 

Per lo yoga post parto con cesareo è consigliabile aspettare tra 8 e 12 mesi e farlo con particolare attenzione e sotto la guida di un programma specializzato: la ripresa richiede tempo e delicatezza.

Che esercizi yoga post parto scegliere?

Ripartire con una pratica come il Saluto al Sole, ovvero una serie di asana cicliche spesso praticate al mattino, diventa un modo efficace per ricaricare le energie e affrontare la giornata con una mentalità positiva ed energica.

 

Lo yoga post parto si rivela un prezioso alleato per ridurre e alleviare le tensioni, soprattutto nella zona della schiena e delle spalle, aree spesso affaticate durante la gravidanza e il parto. Vediamo quali posizioni si rivelano più adatte.

Virabhadrasana I

Virabhadrasana coinvolge tutto il corpo, favorendo l’apertura del torace e dei polmoni, rafforzando anche braccia, schiena e gambe, ed è ideale per riscaldare il corpo e migliorare l’equilibrio.

 

Per eseguirla, ci si posiziona in piedi con le gambe divaricate alla larghezza dei fianchi e le punte rivolte in avanti. Poi, si sposta indietro la gamba sinistra, mantenendo entrambi i talloni a terra, e si sollevano le braccia fino a farle toccare con i palmi.

Garudasana

Garudasana è un efficace esercizio di equilibrio e flessibilità.

 

Si inizia ponendosi in piedi con le braccia lungo i fianchi e le gambe leggermente piegate per mantenere stabilità. Successivamente, si solleva il ginocchio destro e si avvolge la gamba intorno alla sinistra, incrociando le braccia davanti al petto.

 

Se si possiede una sufficiente stabilità, si porta il braccio destro sopra il sinistro, unendo i palmi in linea con il naso. Si mantiene questa posizione, focalizzandosi sulla respirazione.

Malasana

Malasana rappresenta un esercizio efficace per migliorare la flessibilità e la forza delle gambe, oltre a favorire il rilassamento del pavimento pelvico. Per eseguirla, occorre accovacciarsi con le gambe aperte in rotazione verso l’esterno, mantenendo una distanza confortevole tra i piedi.

 

Le braccia sono piegate davanti alle ginocchia, unendo i palmi delle mani.

 

In questa posizione, ci si concentra sulla contrazione e sul rilassamento dei muscoli pelvici, proprio come si farebbe per trattenere o rilasciare l’urina, permettendo così di rafforzarli.

Per concludere

Durante il periodo post parto, la pratica dello yoga può offrire un prezioso sostegno per affrontare i cambiamenti fisici e emotivi.

 

È essenziale essere seguite da insegnanti esperti: lo yoga non è solo un esercizio fisico, ma un viaggio di ascolto, pazienza e amore verso se stessi e il proprio corpo, in particolar modo in questo periodo delicato della vita.30

Yoga con i neonati: coccole e benessere tra mamma e bebè

L’arrivo di un bebè è un momento straordinariamente emozionante, in cui le donne, dopo nove mesi di attesa, rivoluzionano la propria vita accogliendo con gioia un piccolo da coccolare e nutrire.

 

La maternità comporta, al contempo, diverse sfide. Il nuovo arrivo non solo riduce significativamente il tempo che le neo-mamme possono dedicare alla cura di sé e alla propria salute fisica e mentale, ma spesso le lascia incerte su come prendersi cura dei loro bebè, creando ulteriori incertezze nell’interazione con loro.

Già sport riconosciuto per i suoi comprovati benefici in generale, lo yoga viene incontro anche a queste esigenze particolari proponendo lo yoga per neonati, per aiutare le mamme ad avvicinarsi ai piccoli sin dai primi momenti di vita.

Cos’è lo yoga per neonati

Conosciuta anche come “baby yoga”, questa attività è pensata per mamme e bambini molto piccoli, dai 3 ai 9 mesi. Nel concreto, consiste in carezze, massaggi ed altri movimenti delicati da esercitare sui piccoli, mentre la mamma esegue alcune posture di yoga.

La mamma ha così la possibilità di familiarizzare con le esigenze del proprio bimbo e di accogliere le sue richieste, quali allattamento, coccole e pianto.

Si occupa l’ora con pratiche che comprendono: tenerlo in braccio, cullarlo, muoversi insieme ed emettere il suono dell’om attraverso il diaframma (ha un effetto tranquillizzante sui bebè).

A cosa serve lo yoga per i neonati

I risvolti positivi di esercitare questa attività con costanza sono di natura fisica, psichica, comportamentale e spirituale.

Il sentirsi toccati con cura, massaggiati con amore e assistiti durante i primi movimenti diventa un incommensurabile stimolo per i piccoli, offrendo loro un’esperienza sensitiva integrata e completa. Applicando una leggera pressione sulla pelle, il massaggio può contribuire a ridurre la produzione di ormoni dello stress, offrendo un aiuto prezioso contro le fastidiose coliche dei neonati.

Il neonato viene così avviato ad un’attività fisica dosata in base alla sua condizione, pari a quella che svolgerebbe nell’arco di un’intera giornata.

I benefici per la mamma

Oltre ad un profondo sviluppo relazionale tra mamma e piccolo, lo yoga per neonati promuove la cura di sé stesse e della propria linea.

Parte delle lezioni viene infatti adattata alla condizione delle mamme: le posture yoga si adeguano al cambiamento del corpo affrontato e mirano al recupero della tonicità e al miglioramento della mobilità articolare.

Includendo esercizi di respirazione consapevole ed introspezione tramite i quali le mamme si rilassano e rigenerano le loro energie, lo yoga con neonati favorisce anche l’equilibrio della salute mentale.

Conclusione

Poiché durante lo svolgimento degli esercizi mamma e piccolo non perdono mai il contatto, attraverso lo yoga per bebè la relazione genitoriale guadagna in ricettività ed intesa reciproca, gettando basi estremamente solide per il futuro sviluppo di un rapporto sano.

Se il tutto si svolge sotto la guida di un istruttore esperto, la connessione che si instaura va ben oltre i sessanta minuti della sessione, garantendo un impatto positivo anche per il futuro.