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Yoga time estate: restate in sintonia

 

La pausa estiva si sta avvicinando e tutte le pratiche proposte dai nostri due centri si concluderanno alla fine di questo assolato mese di luglio.

Yoga time andrà in vacanza il mese di agosto, ma senza tralasciare l’impegno preso verso di voi nel cercare di soddisfare ogni vostra esigenza e rendere sempre migliore lo spazio da dedicare al vostro star bene.

 

Dal 2 settembre daremo il via al nuovo anno accogliendovi con un calendario orario ancora più ampio e rinnovato anche grazie alla presenza di nuovi insegnanti.

Troverete lezioni dedicate a chi desidera muovere i primi passi sul tappetino accompagnati in totale sicurezza dalla professionalità consolidata dei nostri insegnanti.

Coloro che invece desiderano approfondire la pratica, le sue origini e filosofia grazie allo studio dei testi di riferimento piu importanti, potranno frequentare le classi a loro dedicate ma anche partecipare agli importanti seminari proposti ogni anno con regolarità dal nostro centro.

Yoga time, ormai da anni volge una particolare attenzione alla pratica e allo studio della meditazione. Qui troverete l’opportunità di avvicinarvi gradualmente a questa importante disciplina attraverso corsi settimanali dedicati e grazie agli approfondimenti dispensati da importanti maestri.

 

Se sei curioso/a ma hai sempre rimandato, settembre sarà finalmente il mese giusto per iniziare.

Inizieremo cosi a condividere insieme tanti momenti di vera bellezza !

Vi anticipiamo che stiamo preparando anche una sorpresa “riservata” a “tutti i nuovi soci” che nel mese di settembre vorranno far parte della nostra scuola.

Se vuoi saperne di più scrivici subito e saremo lieti di darti tutte le informazioni che desideri.

 

www.yogatime.itinfo@yogatime.it – 0586.951914

Meditazione e yoga: differenze e benefici in comune

Lo yoga è ormai una pratica molto diffusa in tutto il mondo. La disciplina orientale che ha origine in India, abbraccia aspetti fisici e mentali con un solo, preciso obiettivo: unire corpo, mente e spirito. Ed è proprio “unire” la parola chiave. Ancora meglio Ri-unire ciò che la nostra mente ordinaria ha separato.

Spesso si identifica lo yoga come un mero allenamento fisico, in realtà è importante sapere che include numerosi altri elementi come pratiche, studi teorici e attività di respirazione. Ci sono anche precisi concetti strettamente legati a questa disciplina. Quali sono? Samsara, karma, chakra e altri, ma ce n’è uno che davvero racconta molto dello yoga; stiamo parlando della meditazione.

Meditazione e yoga, infatti, spesso vengono considerati una cosa sola, ma tra loro ci sono alcune sostanziali differenze. Vediamo insieme quali sono considerando anche i benefici in comune e di cosa si parla quando definiamo lo yoga meditativo.

Come si chiama lo yoga meditativo

Lo yoga meditativo è una pratica capace di cambiare profondamente chi la pratica. È una tecnica che porta a una maggiore consapevolezza di sé stessi e del mondo circostante.

Uno dei suoi punti di forza è la capacità di integrare corpo e mente attraverso posizioni fisiche, tecniche di respirazione, meditazione e mantra, offrendo un percorso verso il benessere olistico e l’autorealizzazione.

Secondo i libri sacri, il tipo di yoga più vicino alla meditazione è il raja yoga, cioè quello classico in cui la meditazione è una parte fondamentale perché aiuta a placare i pensieri e rilassare la mente per raggiungere l’obiettivo finale.

In ogni caso, ci sono numerosi tipi di meditazione, molto spesso collegata a religioni come induismo e buddismo che fanno parte di tutti i tipi di yoga.

Differenze tra yoga e meditazione

Spesso yoga e meditazione vengono considerati come due attività distinte e separate, ma non è così, o almeno non del tutto.

Non possiamo dimenticare che anche per Patanjali yoga e meditazione sono due attività omologabili: l’una non sussiste senza l’altra e viceversa.

Tutta l’opera di questo grande Maestro ha come unica finalità quella di purificare corpo e mente per riuscire poi sedersi sul proprio cuscino senza alcun disturbo e in uno stato contemplativo.

Semplificando ci sono comunque almeno due differenze rilevanti tra loro, eccole spiegate:

  • yoga: è una disciplina fisica che permette di raggiungere il giusto equilibrio tra corpo e mente; poiché il corpo è lo strumento per poter arrivare alla mente e non possiamo dimenticarlo.
  • meditazione: possiamo parlare di stato o di mente meditativa. Presuppone un percorso di avvicinamento graduale che utilizza metodiche di osservazione, concentrazione mantenuta ed infine di contemplazione. Aiuta a gestire le proprie emozioni e i propri sentimenti e ad assumere un atteggiamento privo di giudizio.

 

Yoga e meditazione. Ecco i benefici comuni

Pur non essendo la stessa disciplina yoga e meditazione vanno quindi di pari passo e spesso senza l’una non si può realizzare neanche l’altra. Motivo per cui hanno anche benefici comuni.

Tra i vantaggi in comune si possono elencare i seguenti:

  • maggiore concentrazione: grazie alla capacità di focalizzare la propria attenzione su qualcosa di preciso è possibile essere più concentrati e consapevoli:
  • riduzione dello stress: e conseguentemente dei livelli di ansia;
  • aumento della produzione di serotonina: questo dettaglio è capace di migliorare l’umore;
  • miglioramento della comunicazione: se si ha una mente rilassata è possibile essere più comunicativi;
  • aumento della creatività: andando oltre la nostra zone di comfort aumenta l’energia creativa e si risveglia il genio.

 

Consigli per principianti

La meditazione yoga può avvenire in diversi modi, ma la posizione più adatta ai principianti è quella da seduti. La posizione più comoda è quella con la schiena dritta in modo che questa inizia a rafforzare la sua struttura. Allo scopo si consiglia l’utilizzo di un panchetto da meditazione oppure di una sedia.

Da questo momento, avendo trovando la posizione più comoda, è possibile iniziare il percorso di meditazione con la posizione di base: la sukhasana. Definita posizione facile sia per il suo significato sia perché è molto comoda, la sukhasana, se eseguita con consapevolezza e con l’aiuto della respirazione recettiva permette non soltanto ai fianchi di riaprirsi gradualmente, al pavimento pelvico di radicarsi al suolo, ma anche di agevolare l’introspezione.

Yoga e alimentazione: il binomio perfetto per corpo e mente

Esplora il profondo legame tra yoga e alimentazione. Impara a nutrire corpo e mente con consapevolezza per migliorare la tua pratica e la tua vita quotidiana.

 

Lo yoga non è solo una pratica fisica, ma rappresenta un vero e proprio stile di vita che abbraccia vari aspetti, tra cui l’alimentazione.

L’alimentazione yoga è parte integrante di un percorso che mira all’equilibrio tra corpo e mente, seguendo principi di salute e benessere che vanno oltre il semplice atto di nutrirsi.

In questo articolo, esploreremo il nesso tra yoga e alimentazione, i principi che guidano chi pratica e alcune indicazioni su cosa mangiare quando si fa yoga.

 

Cosa mangiare quando si fa yoga

L’alimentazione nello yoga si basa su principi di moderazione e purezza.

Chi pratica yoga segue una dieta che favorisce la salute fisica, la chiarezza mentale e la pace interiore. Questa dieta è comunemente chiamata “sattvica”, dal termine sanscrito “sattva”, che significa purezza e armonia.

Gli alimenti sattvici sono freschi, leggeri e nutrienti, e includono frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci e semi. Si evita il cibo trasformato, troppo speziato o difficile da digerire, poiché può disturbare la mente e il corpo.

Chi pratica yoga predilige alimenti semplici e naturali, non raffinati e non trattati. Gli ingredienti devono essere freschi e, se possibile, biologici.

La moderazione è fondamentale: mangiare troppo, anche di cibo sano, può sovraccaricare il sistema digestivo e ridurre l’energia disponibile per la pratica dello yoga. L’atto del mangiare stesso deve essere un momento di consapevolezza e gratitudine.

Ogni pasto dovrebbe essere consumato lentamente, godendo di ogni boccone e senza distrazioni come la televisione o lo smartphone.

Una dieta equilibrata è essenziale, comprendendo tutti i nutrienti necessari per mantenere il corpo in salute e favorire la concentrazione mentale. Gli alimenti scelti devono fornire energia senza appesantire.

Frutta fresca, verdure a foglia verde, cereali integrali e proteine vegetali sono ideali per mantenere alti i livelli di energia durante la pratica.

 

Benefici mentali dell’alimentazione e della pratica

Seguire un’alimentazione yoga apporta numerosi benefici. A livello fisico, una dieta sana e bilanciata supporta il sistema immunitario, migliora la digestione e aumenta l’energia.

A livello mentale, riduce lo stress, migliora la concentrazione e promuove un senso di calma e benessere. L’alimentazione yogica non è solo una questione di cosa mangiare, ma anche di come mangiare.

La consapevolezza e la gratitudine verso il cibo, insieme alla scelta di alimenti freschi e nutrienti, creano un ambiente favorevole per la pratica dello yoga e per uno stile di vita sano e equilibrato.

Lo yoga offre numerosi benefici mentali che vanno oltre il miglioramento fisico. Una delle componenti principali dello yoga è la pratica della meditazione e della consapevolezza, che aiuta a ridurre lo stress e l’ansia, promuovendo uno stato di calma interiore.

 

Attraverso la respirazione controllata e le posizioni meditative, lo yoga favorisce la concentrazione e la chiarezza mentale, migliorando la capacità di focalizzarsi sui compiti quotidiani. Inoltre, la pratica regolare dello yoga aumenta la consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, contribuendo a una maggiore stabilità emotiva e resilienza.

Questa introspezione continua aiuta a sviluppare una mentalità positiva, riducendo i pensieri negativi e migliorando l’autostima. In sintesi, lo yoga non solo rafforza il corpo, ma nutre anche la mente, promuovendo un equilibrio mentale e una pace interiore duraturi.

 

Conclusione

In conclusione, il binomio yoga e alimentazione è fondamentale per raggiungere l’armonia tra corpo e mente. Seguendo i principi dell’alimentazione yogica, si può migliorare la propria salute fisica e mentale, ottenendo benefici che vanno ben oltre la pratica sul tappetino.

Abbracciare una dieta sattvica significa scegliere uno stile di vita consapevole e rispettoso, che valorizza la semplicità, la moderazione e l’equilibrio, contribuendo a un benessere duraturo e profondo.

Aumentare la tua stabilità

Le migliori posizioni yoga per migliorare l’equilibrio, dalla semplice posizione dell’albero a quelle più avanzate come la mezza luna.

 

L’equilibrio rappresenta uno stato di quiete, una sensazione di stabilità che può sembrare difficile da raggiungere, specialmente quando si cerca di mantenersi su un piede solo o sulle mani.

Tuttavia, il momento in cui si raggiunge quell’equilibrio è pura connessione, un allineamento perfetto di mente e corpo.

Sebbene l’equilibrio possa essere un talento naturale, è anche una capacità che si può sviluppare con la pratica. Ecco cinque posizioni yoga che aiutano a migliorare la stabilità.

 

Vrksasana, la posizione dell’albero

Vrksasana, o la posizione dell’albero, è una delle posizioni base per lavorare sull’equilibrio. Si inizia spostando il peso sul piede destro, mentre il piede sinistro viene appoggiato all’interno della coscia destra, con il tallone sotto il pube e le dita sopra il livello del ginocchio.

Le mani vengono unite al centro del petto. Per una variante più facile, si può appoggiare il tallone sinistro sopra la caviglia destra, con le dita del piede sinistro a terra, rendendo l’equilibrio più semplice da mantenere.

 

Virabhadrasana 3, la Posizione del Guerriero 3

Virabhadrasana 3, o Posizione del Guerriero 3, richiede forza e concentrazione. Dalla posizione eretta, si distendono le braccia lateralmente e, in un unico movimento, si flette il busto in avanti mentre la gamba sinistra si allunga indietro.

Il corpo dovrebbe essere parallelo al pavimento, con le braccia aperte per maggiore stabilità. Lo sguardo è fisso su un punto a terra per aiutare a mantenere l’equilibrio.

 

Garudasana, la posizione dell’aquila

Garudasana, o posizione dell’aquila, è una posizione intensa per gli arti inferiori. Dopo aver spostato il peso sulla gamba destra, si piega leggermente la gamba e si accavalla la gamba sinistra sulla destra.

Le braccia possono essere portate con i palmi a contatto o incrociate come le gambe: piegando le braccia, si porta il gomito destro nell’incavo del sinistro, proseguendo la torsione fino a portare le mani palmo contro palmo.

Si flette la gamba di appoggio e si inclina il busto in avanti, nei limiti delle proprie possibilità.

 

Natarajasana, la posizione del Signore della danza

Natarajasana, o la posizione del Signore della danza, offre un’ampia espansione all’indietro. Dopo aver spostato il peso sulla gamba destra, si alza il piede sinistro afferrandone il dorso con la mano sinistra, mentre la mano destra si allunga verso l’alto.

Da questa posizione di partenza, si procede allontanando gradualmente il tallone sinistro dal gluteo e portando il petto in avanti, fino a raggiungere la posizione finale. La posizione viene poi ripetuta con l’altra gamba.

 

Bakasana, la Posizione del Corvo

Bakasana, o Posizione del Corvo, è una posizione di equilibrio sulle braccia, solitamente riservata agli allievi più avanzati.

Si parte dalla Posizione della Ghirlanda (Malasana), con i palmi a terra. I gomiti vengono piegati e gli avambracci portati perpendicolari al pavimento, creando una base su cui appoggiare le ginocchia in prossimità dell’incavo delle ascelle.

Sollevando i piedi da terra, la posizione del corvo “spicca il volo”, con lo sguardo rivolto in avanti.

 

In conclusione

Queste posizioni possono migliorare significativamente la stabilità e l’equilibrio. La pratica dello yoga, infatti, non solo rafforza il corpo, ma anche la mente, permettendo di raggiungere uno stato di armonia e quiete interiore. Da non dimenticare è che è sempre bene essere seguiti da professionisti

L’IMPORTANZA DI ESSERE AUTENTICI

 

Far emergere la propria natura profonda equivale a riconoscere e ad allinearsi con quella che è la propria inclinazione naturale.

Lo sforzo successivo, se di sforzo possiamo parlare, è quello di restare autentici e coerenti in quella direzione.

Possiamo cadere e rialzarci, e nella vita accade, con l’unica preoccupazione e l’urgenza del rimettersi in piedi, ma possiamo anche cadere restando osservatori del modo in cui ogni volta, ci risolleviamo. E questo uscire dall’automatismo è ciò che può fare la differenza.

Uscire da quell’automatismo che separa, contrae e genera inconsapevolezza e distanza, ci permette di allinearci con un livello più elevato di coscienza, così da consentirci di imparare dalla nostra personale e silenziosa esperienza.

Come quando si è soliti dire : “niente capita a caso”  è come riconoscere che c’è un ordine già precostituito, un ordine che presiede in tutte le cose della nostra vita  e  che tende sempre e comunque al bene, indipendentemente da.

 E se anche capita che lo perdiamo, esso ci da la possibilità di ricondurci sempre al “centro”.

Nella pratica la posizione di Tadasana rappresenta il fulcro: il centro di stabilità energetico prima ancora che posturale  dal quale poter creare forme diverse senza mai perdere la centralità.