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Tremore Essenziale, con lo Yoga per rilassare il corpo

Il tremore essenziale è un disturbo che condiziona la vita di tutti i giorni, vediamo le cause, i sintomi ed i rimedi di rilassamento con lo Yoga.

La pratica dello yoga ha sempre dimostrato di essere un potente strumento per migliorare il benessere psicofisico della persona e affrontare anche una vasta gamma di patologie.

Dai disturbi dell’umore come stress e ansia, o per aiutare la salute del proprio corpo, sempre più persone si rivolgono a questa attività per ottenere sollievo, guarigione o anche solo semplicemente per arrivare a uno stato di benessere generale ottimale.

Questa millenaria disciplina, infatti, combina movimenti fluidi, respirazione consapevole e meditazione, promuovendo così un rilassamento profondo e un piacevole equilibrio mentale.

Oltre a tutti questi benefici, spesso lo yoga viene usato anche per trovare sollievo da alcune patologie specifiche.

È questo, ad esempio, il caso del tremore essenziale, o tremore posturale, un disturbo neurologico caratterizzato da movimenti involontari ritmici che possono arrivare a incidere molto sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono.

Cos’è il tremore essenziale e come si verifica

Il tremore essenziale è un disturbo neurologico caratterizzato da movimenti involontari degli arti o della testa: questo tipo di tremore può variare di intensità e peggiorare con lo stato di stress o eccitazione.

Tra i sintomi, perciò, il più comune è proprio il tremore, che si manifesta soprattutto quando la persona è in attività, come ad esempio durante la scrittura o il sollevamento di oggetti leggeri, mentre scompare nei momenti di riposo come durante il sonno.

L’intensità di questo sintomo può variare molto, andando da movimenti molto leggeri, quasi impercettibili, fino a un’intensità tale da impedire il normale svolgimento delle pratiche quotidiane, andando perciò a incidere sul benessere generale della persona.

Spesso confuso con il Parkinson, questa patologia non ha delle cause ben chiare, ma sembra essere associata a una combinazione di fattori genetici e ambientali.

Usare lo yoga per il tremore essenziale: tecniche di rilassamento

Esistono diversi trattamenti per riuscire a combattere il tremore essenziale, tra questi può rivelarsi estremamente utile anche lo yoga: questa disciplina, infatti, si è sempre dimostrata utile per apportare numerosi benefici, tra cui anche il rilassamento della muscolatura.

Uno dei motivi per cui spesso si usa lo yoga per il tremore essenziale è, inoltre, la sua capacità di ridurre lo stress e favorire la calma interiore. Questo, infatti, può essere un fattore scatenante per i sintomi di questa patologia, e imparare a gestirlo può contribuire a lenire le manifestazioni del disturbo.

Per ottenere i benefici da questa pratica è perciò consigliabile concentrarsi su pose che favoriscono appunto il rilassamento muscolare, come il rilassamento profondo (Savasana), la posizione del bambino (Balasana) e il gatto-mucca.

Infine, si rivelano estremamente utili tutte le tecniche di respirazione, come il respiro profondo e consapevole (Pranayama), efficace a ridurre lo stato d’ansia e a prevenire così i sintomi del tremore cinetico.

Riassumendo

Lo yoga si è sempre rivelato uno strumento molto utile per combattere un gran numero di patologie e per promuovere, in generale, uno stato di benessere psico-fisico.

Tra le patologie che possono ricevere sollievo grazie a questa pratica c’è anche il tremore essenziale, un disturbo neurologico che provoca dei movimenti ripetitivi involontari degli arti o di altre parti del corpo, soprattutto in momenti di forte eccitazione o ansia.

Alcune posizioni specifiche dello yoga possono, infatti, stimolare il rilassamento muscolare, combattendo la sintomatologia del tremore essenziale, mentre la respirazione consapevole e la meditazione possono aiutare e ridurre lo stato d’ansia, spesso fattore scatenante di questa fastidiosa condizione.

Esercizi yoga per le mani – Le mudra

Yoga delle mani, cosa sono i mudra, gesti di saluto, reverenza e celebrazione che ci permettono di ritrovare l’energia ed il benessere interiore.

Quanto usiamo le mani nella vita di tutti i giorni? Se ci fermiamo un attimo a riflettere sulla questione, scopriamo che si tratta di una delle parti più sollecitate dell’organismo. Per mezzo delle noi svolgiamo la maggior parte delle nostre azioni quotidiane, ma non solo, attraverso la gestualità delle mani noi esprimiamo anche le nostre emozioni, lo stato d’animo che ci attraversa in un determinato momento.

Le sequenze di yoga per le mani che si possono inserire all’interno della pratica sono molteplici e non andrebbero mai trascurate, poiché rappresentano qualcosa di fondamentale tanto nelle posizioni dinamiche che in quelle dedicate alla meditazione.

Gli esercizi di yoga per le mani caratteristici dello yoga sono soprattutto i mudra, dei gesti dal forte valore simbolico che aiutano a facilitare il flusso di energia, favorendo il rilassamento e la concentrazione nonché preparando alle posizioni più intense.

In questo articolo vi portiamo alla scoperta dei mudra, andando a vedere quali sono quelli che non possono mancare all’interno di una seduta di yoga, di meditazione e non solo.

L’origine dei mudra

La parola mudra è di origine sanscrita e può essere tradotta come “sigillo”, “gesto”, “segno”. Seppur in italiano risulti declinata al maschile, nella lingua madre è al femminile: anche se si dice comunemente “i mudra” sarebbe più corretto usare “le mudra”.

Da dove prendono forma, quindi, questi gesti così antichi? Le testimonianze storiche giunte fino a noi si riallacciano all’India di oltre 5000 anni or sono, in un contesto quale la cultura vedica e lo sciamanesimo.

I mudra erano adoperati durante particolari cerimoniali sacri dai bramini, i quali li usavano per invocare l’energia del Cielo e della Terra insieme, nell’ottica di raggiungere benefici tanto spirituali che materiali.

Non solo. I mudra sono tipici ancora oggi delle danze indiane, dove donano una particolare armonia ai movimenti del corpo.

Yoga per le mani: le mudra oggi e alcuni esercizi

I mudra sono esplicitati in relazione alle divinità associate ai cinque elementi naturali. Si tratta di esercizi di yoga con le dita che hanno come scopo quello di diffondere le energie dal punto di vista psicofisico e spirituale.

Lo fanno tramite le nadi, dei canali energetici che hanno come terminazione finale il punto ultimo delle dita delle mani. Ogni dito viene associato a un’energia: ad esempio, l’anulare ha come elemento di riferimento la terra ed esprime una sensazione di solidità, radicamento.

Vediamo di seguito tre esercizi di yoga per le mani che non possono mancare all’interno della pratica:

  • Gyan Mudra. L’indice e il pollice si uniscono tra loro, mentre le altre dita stanno completamente rilassate. Questo mudra è il più famoso, il più amato dal Buddha, nonché quello maggiormente adoperato in assoluto, simbolo di saggezza, consapevolezza ed estensione dell’Io.
  • Surya Ravi Mudra. In questa posizione l’anulare si congiunge dolcemente con il pollice, mentre le altre dita stanno rilassate, un poco sollevate. Si tratta di un gesto utile a concentrarsi e a incanalare un’energia di cambiamento positivo.
  • Dhyani Mudra. Il dorso della mano sinistra va ad appoggiarsi sopra la mano destra; anche i due pollici si toccano e le dita sono rilassate. Le mani vanno posizionate in grembo. Il significato di questo mudra è quello di sigillo, nella meditazione, dove aiuta a liberare da ansia e stress, calmando la mente.

Conclusioni

I mudra che abbiamo citato rappresentano soltanto un esempio di yoga per le mani: ci sarebbe molto altro ancora da dire.

Tali esercizi andrebbero fatti sia all’inizio che nella parte finale della pratica, in maniera tale da rilassare e donare una maggiore apertura alla mente, così da ottimizzare i diversi benefici dello yoga.

Lo Yoga come rimedio per l’intestino pigro

Lo Yoga permette di risolvere problemi di intestino pigro, gonfiore intestinale ed una cattiva digestione con posture per alleviare la costipazione.

Negli ultimi anni, sempre più persone si sono avvicinate allo yoga come forma di attività fisica e per la gestione dello stress, ma in pochi sanno che questa pratica può anche essere di estremo aiuto per i disturbi intestinali come l’intestino pigro.

Questa condizione è caratterizzata da una ridotta e difficoltosa frequenza di evacuazioni, che nel lungo tempo può portare anche a gonfiore, sensazione di pesantezza, nausea e altri disturbi intestinali che possono influire sulla qualità della vita.

Fortunatamente, lo yoga offre una serie di posture e movimenti che aiutano ad alleviare questi sintomi, grazie a una miglioria della circolazione sanguigna e una maggiore attività del sistema digestivo.

In che modo lo yoga può aiutare contro la stitichezza

Lo yoga offre sicuramente molti benefici sia sulla mente, che sul corpo. Risulta, quindi, essere un rimedio molto efficace anche contro i problemi intestinali, con specifici esercizi yoga per intestino pigro.

Questo è dovuto perché questa pratica è in grado di stimolare diversi meccanismi del nostro corpo, tra cui:

  • Migliora la circolazione sanguigna, attraverso una serie di posture che stimolano i muscoli e i tessuti dell’addome e del bacino. Favorendo la circolazione sanguigna, si promuove una migliore digestione e si combatte efficacemente la stitichezza.
  • Stimola il sistema digestivo, attraverso la compressione e il rilascio degli organi dell’addome. Questo favorisce la peristalsi intestinale e aumenta la produzione di bile.
  • Riduce lo stress, che spesso è una delle cause principali dei problemi intestinali.
  • Aumenta la consapevolezza corporea, così da aiutare a riconoscere i segnali di fame e sazietà, per evitare di mangiare troppo o troppo poco, e prevenire la stitichezza.

Esempi di posizioni yoga per intestino pigro

Lo yoga è in grado di migliorare la salute dell’intestino nella sua pratica, grazie ai benefici che comporta, ma esistono comunque alcune specifiche posizioni yoga per intestino pigro, in grado di concentrare i suoi benefici proprio su quell’aspetto.

Una di queste è la posizione del cobra: distesi a pancia in giù, si solleva il torace e la testa, mantenendo le braccia distese a terra. Questa posizione favorisce la stimolazione dei muscoli dell’addome e del bacino, prevenendo così la costipazione.

Un’altra posizione molto utilizzata è quella del bambino: in ginocchio, si allunga il braccio verso l’alto, piegando il busto in avanti e appoggiando la fronte a terra. Anche in questo caso, si tratta di un esercizio specifico per la stimolazione dell’addome e del bacino.

Una terza posizione yoga per la stitichezza è anche quella della montagna: in piedi, si allineano i piedi all’altezza dei fianchi, si allunga la colonna vertebrale e si sollevano le braccia sopra la testa. Questa posizione, nello specifico, aiuta la circolazione e stimola, perciò, la buona digestione.

Infine, tutte le posizioni invertite come ad esempio sarvangasana permettono di migliorare non solo la circolazione ma anche di stimolare il fuoco gastrico favorendo l’eliminazione delle tossine e dei ristagni della zona addominale.

In conclusione

Lo yoga è una pratica utile per moltissimi bisogni sia fisici che psicologici, e tra questi risulta essere un buon rimedio anche per l’intestino pigro, la stitichezza e il gonfiore intestinale.

È in grado infatti di migliorare la circolazione sanguigna, eliminare lo stress (spesso causa della stitichezza), di aumentare la consapevolezza del proprio corpo, migliorare la produzione di bile e le capacità digestive in generale.

considerato che molti disturbi sono di origine psicosomatica e che notoriamente il nostro intestino viene definito il nostro secondo cervello, la pratica dello yoga insieme ad una alimentazione adeguata può davvero considerarsi la chiave di volta per aiutarci nella risoluzione di molti problemi derivanti da sindromi intestinali.

Esistono, inoltre, posizioni specifiche che possono stimolare i muscoli dell’intestino e migliorare la digestione. In caso, quindi, si soffra di questi problemi, potrebbe essere un ottimo rimedio includere questa pratica nella propria routine quotidiana, per ritrovare un proprio equilibrio e il benessere nella sua completezza.

Meditazione e vita – La dimenticanza

Desidero condividere con voi un’esperienza, forse apparentemente curiosa, ma al tempo stesso molto stimolante e di grande riflessione: ultimamente, mi è capitato di incontrare una signora di oltre novant’anni, una signora bella ed elegante, dalla mente lucida e molto vivace. Parlando ha condiviso con me il motivo della sua longevità: la dimenticanza.

La sua dimenticanza non era legata alla smemoratezza o a qualche malattia senile, bensì alla capacità che lei racconta di aver adottato in tutta la sua vita di non attaccarsi alle cose, ma di lasciarle andare. Ho pensato che in qualche modo la signora avesse praticato yoga o meditazione, ma così non era: lei ha scelto di vivere la sua vita con la maggiore leggerezza possibile.

Sebbene il trascorrere del tempo segnasse inevitabilmente la sua persona, ciò che nell’immediato colpiva la mia attenzione era la piacevolezza dei tratti morbidi del suo viso e di quell’incedere di chi porta con sé il bagaglio della propria esistenza, senza però soccombervi. Alla fine emanava una certa luminosità da tutta la sua persona.

Le sue parole mi hanno colpita molto e per tutto il resto della giornata e anche a seguire, hanno risuonato al mio interno come un mantra, come una risvegliata consapevolezza e in qualche modo mi sono trovata a sperimentare il profumo di una maggiore leggerezza.

Il valore della dimenticanza

Del resto, ogni volta che ci permettiamo di lasciare andare qualcosa, creiamo un vuoto, una vacanza al nostro interno: uno spazio disponibile ad essere riempito dalla nostra libertà di pensiero, dalla nostra creatività, per colmare quella distanza che spesso ci separa da noi stessi e sperimentare una gioia semplicemente sopita.

Coltiviamo spesso la convinzione che per sperimentare una certa condizione sia necessario acquisire qualcosa che ancora non possediamo, che per fare spazio alla gioia sia necessario scacciare la tristezza quando l’una esiste solo in relazione all’altra e viceversa. Non esiste dualità: il giorno esiste perchè esiste la notte. È solo la modalità di guardare alle cose che fa la differenza.

Fare vuoto per ascoltare

Nella nostra esistenza è fondamentale un tempo di vacanza. Vacanza come tempo di separazione dalle attività lavorative così indispensabile per rigenerare il corpo e la mente. Ma esiste una vacanza ancora più importante, anche se meno immediata: prendere vacanza da se stessi, prendere vacanza dai pensieri ricorrenti per tornare ad ascoltarci e poter ascoltare l’altro.

Ascoltare è una qualità che possiamo generare solo facendo un vuoto al nostro interno : non siamo più solo noi al centro del mondo, ma la nostra visione diventa espansiva verso tutto ciò che c’è e verso tutto ciò che non è visibile nell’immediato ai nostri occhi.

Nel momento in cui la mente dimentica abbracciamo tutto ciò che esiste. La dimenticanza è una capacità che può essere allenata, nutrita, attraverso il silenzio, grazie alla meditazione, ma anche attraverso piccoli gesti quotidiani di totale presenza.

La dimenticanza ci rende liberi, liberi da ogni paura prima fra tutti quella di esistere.

Yoga acrobatico disciplina che si pratica in coppia

Lo yoga acrobatico è una disciplina che unisce la coppia affidandosi all’altro sperimentando se stessi ed il partner.

Lo yoga acrobatico è una disciplina che sta diventando sempre più popolare tra coloro che amano sperimentare nuove forme di yoga in coppia. Questa pratica, infatti, combina gli elementi di quello tradizionale con l’equilibrio e l’acrobazia, creando una sinergia unica tra i due partner.

Lo yoga acrobatico, chiamato anche acroyoga, non solo aiuta a sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio, ma offre anche un’opportunità di riscoprire la coppia, approfondire la relazione, imparando a fidarsi l’uno dell’altro, a comunicare e creando una connessione profonda.

Cos’è lo yoga acrobatico e come si svolge

Le posizioni di yoga acrobatico vengono svolte in coppia, all’interno della quale uno dei due partner ha la funzione di “base” e l’altro di “volatore”. Il partner base ha il compito di stabilire una posizione solida e stabile, sopra il quale il volatore ha possibilità di effettuare altre posizioni più acrobatiche.

È una pratica che richiede perciò una grandissima fiducia e capacità di comunicazione tra i due, per questo rientra tra le attività che ultimamente più piacciono alle coppie, in grado di aumentare la sinergia e l’intimità.

Per sapere come fare yoga acrobatico è possibile rivolgersi a un maestro che sia in grado di preparare la coppia e illustrare quali sono i movimenti e le posizioni necessarie.

Principalmente, questo si compone di tre fasi:

  • Preparazione, dove i due partner fanno riscaldamento e stretching insieme.
  • Esecuzione, in cui i due partner si alternano tra la funzione di base e volatore, nell’esecuzione delle varie posizioni.
  • Raffreddamento, dove i due partner si rilassano insieme ed eseguono alcuni esercizi di respirazione per rilassare il corpo e ridurre le eventuali tensioni accumulate.

Non è necessario essere esperti, ma è sufficiente avere una buona guida e sarà possibile svolgere dello yoga acrobatico per principianti.

Quali sono i benefici dell’acroyoga

Lo yoga acrobatico abbiamo visto fino a questo momento può essere di estremo aiuto nella coppia per aumentare la fiducia reciproca e l’intimità, ma non ha solo questi benefici.

Come per quello tradizionale, anche in questo caso lo yoga può avere benefici fisici, aiutando a sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio. Per questo l’acroyoga è particolarmente indicato per migliorare la postura e per il benessere fisico.

A livello psicologico, questa attività aiuta invece ad aumentare la fiducia in se stessi e negli altri, stimolando così le capacità interpersonali. Inoltre, riduce lo stress e l’ansia, migliora la salute mentale e il benessere in generale.

Conclusioni

Lo yoga acrobatico è perciò una disciplina che unisce gli elementi di quello tradizionale con l’equilibrio e le acrobazie, risultando perciò divertente e stimolante, oltre che offrire numerosi benefici sia a mente che corpo.

Migliora il benessere generale, sia fisico che psicologico, ma è soprattutto di grande aiuto nelle relazioni interpersonali.

È richiesto infatti che questa attività venga svolta in compagnia di un partner, non essendo previsto uno yoga acrobatico individuale, e questo costringe a migliorare la comunicazione e la fiducia in se stessi e negli altri.