Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 6

Yoga e meditazione

L’occasione ma soprattutto il proposito di rendere il luogo di pratica il vostro santuario.

Un santuario non è solo un luogo fisico specifico è principalmente un’attitudine interna, molto intima.

Qualsiasi sia il luogo dove voi decidete di fermarvi e di ritrovarvi quello è il vostro santuario.

E l’intento che voi mettete nel farlo è atto sacro.

 

Vi aspetto in via Grande 189  il martedì e il venerdì dalle 7.30 alle 8.45

A Marilia il sabato dalle 8.00 alle 9.00.

Info@yogatime.it – 347.5767573

Milarepa

Il 4 agosto presso l’arena estiva di Villa Fabbricotti ha avuto luogo l’evento tra cinema e spiritualità con la proiezione del film “Milarepa” del regista @Louis Nero e la meditazione finale guidata da me e @Simonetta Garzelli di Alma Gaia.

L’evento ha registrato una numerosissima partecipazione.  Purtroppo, considerati i tempi ristretti non è stato possibile salutare e ringraziare tutti i presenti né tanto meno creare uno spazio di utile condivisione alla fine del film.

Colgo l’occasione per farlo adesso, ringraziando in primo luogo l’amica e collega Simonetta per l’energia profusa nell’organizzazione dell’evento e a seguire ogni singola persona che ha voluto esserci e sostenerci.

A qualche giorno di distanza dall’evento ancora mi risuonano contenuti ed immagini e si fanno spazio alcune considerazioni.

In un tempo, il nostro, in cui tutto guarda fuori, indubbiamente lo scopo primario di quest’opera è quella di riaccompagnarci a guardarci dentro nella ricerca di un equilibrio fra ciò che vediamo e ciò che più intimamente sentiamo.

Il linguaggio per immagini arriva al nostro interno in modo potenzialmente diverso rispetto al linguaggio verbale.  Personalmente trovo che l’immagine agisca attraverso un processo inverso alla parola: colpisce con totale immediatezza, quasi ci sorprende, tant’è che a volte sobbalziamo; sfugge alla consueta modalità di afferrare un contenuto per assoggettarlo ad un’interpretazione meramente razionale; arriva a risuonare con il nostro interno, si interfaccia con i nostri ricordi, con il nostro vissuto fino ad evocare in noi sensazioni intime e talvolta di riconoscimento.

Pensiamo solo ai nostri sogni…

Parlando poi con alcune persone, ho avuto modo di accorgermi, quanto il gradimento dell’opera fosse maggiore in chi conosceva niente o poco del mistico Milarepa e altrettanto del film degli anni 70 della Liliana Cavani, rispetto invece a coloro che conoscevano bene entrambi.

La nostra mente lavora essenzialmente per “associazioni di idee”, un processo automatico importante per la memoria e per la comprensione della nostra realtà e del mondo che ci circonda, ma che può tuttavia diventare un limite se confiniamo la nostra conoscenza unicamente a ciò che ci è noto senza aprirci a prospettive diverse.

Quella che ci viene presentata è la figura di Milarepa in una veste più contemporanea seppur le dinamiche esistenziali quali la sofferenza e la ricerca della redenzione, restino comunque le più antiche e insieme le più comuni.

Il film naturalmente non fila liscio in tutte le sue parti, per certi aspetti sfugge ad ogni aspettativa, ad una logica, per altri lascia dubbi e perplessità, ma, forse, proprio per questo perché’ tutto ciò che appare non è così scontato, questo può portarci ad interrogarci e a meditare su quale sia la nostra verità.

In questo contesto, avanzo una personale ipotesi ovvero che forse il tentativo più audace del regista attraverso l’opera sia proprio quello di trasportarci al di là dei contenuti di una storia già conosciuta, al di là di modelli predefiniti al di là di ogni possibile aspettativa, per restituirci a tutto il valore simbolico che corre lungo tutta la sua rappresentazione.

Un invito al guardare con uno sguardo nuovo e la mente totalmente aperta, senza pregiudizio. Perché quando apriamo il nostro sguardo la mente si apre a cogliere il mondo delle infinite possibilità che la vita ci offre.

Voi cosa ne pensate?

Posizione yoga testa in giù: benefici, esecuzione e consigli

Scopri la posizione yoga testa in giù, i suoi benefici e come eseguirla in sicurezza per migliorare forza ed equilibrio

 

Lo yoga dà modo di sperimentare tantissime posizioni, tutte pronte a coinvolgere mente, corpo e respiro. Tra le più interessanti e ambite c’è quella chiamata Sirsasana, ovvero la posizione yoga a testa in giù.

 

Cos’è la posizione yoga testa in giù?

La conosciamo come yoga a testa in giù o Sirsasana, è una delle posizioni yoga capovolte in cui il corpo viene sostenuto principalmente dalla testa e dalle braccia, con le gambe rivolte verso l’alto. Spesso è definita una delle regine delle asana.

Una missione impegnativa? Mantenere la testa a contatto con il suolo mentre il resto del corpo assume resta allineato in verticale.

Queste tipologie di esercizi fanno rientrano nella categoria delle inversioni e includono posture meno complesse come il cane a testa in giù (Adho Mukha Svanasana), che può essere un buon punto di partenza per chi non è ancora pronto per Sirsasana.

 

Benefici della posizione yoga testa in giù

Ecco i vantaggi principali che regala questo esercizio impegnativo:

  • Stimolazione della circolazione sanguigna. Favorisce il ritorno venoso e migliora l’afflusso di sangue al cervello, contribuendo a una maggiore lucidità mentale e concentrazione;
  • Allungamento della colonna vertebrale. Distende e decomprime la colonna vertebrale, alleviando tensioni nella zona lombare;
  • Rafforzamento muscolare. Coinvolge contemporaneamente spalle, braccia, gambe, core e muscoli della schiena;
  • Postura corretta. Rafforza il tronco e cresce la consapevolezza del proprio allineamento;
  • Addio stress. La postura ha un effetto calmante sul sistema nervoso, favorendo il rilassamento;
  • Stimolazione del sistema linfatico. L’inversione aiuta il drenaggio linfatico, utile per rafforzare il sistema immunitario.

 

Come eseguire correttamente la posizione yoga testa in giù

Ecco un tutorial, step by step, per sviluppare forza e flessibilità eseguendo la posizione yoga testa in giù in sicurezza:

  • Iniziate inginocchiati, intrecciate le dita delle mani e poggiate gli avambracci a terra, formando un triangolo stabile. La testa si appoggia delicatamente al suolo, tra le mani;
  • Sollevamento del bacino. Alzate le ginocchia da terra e avvicinate i piedi alla testa, fino a sollevare il bacino sopra le spalle;
  • Gambe sollevate. A questo punto potete piegare le ginocchia verso il petto e, se sentite stabilità, stendere lentamente le gambe verso l’alto, mantenendo l’allineamento verticale;
  • Respirazione e mantenimento. A questo punto si lavora sulla respirazione cercando di mantenerla per qualche secondo;
  • Discesa controllata. Scendete con controllo, prima piegando le gambe, poi riportando le ginocchia al petto e infine poggiando i piedi a terra. Restate qualche respiro in posizione del bambino per recuperare.

 

Varianti e modifiche per diversi livelli di esperienza

Le posizioni yoga a testa in giù si prestano a numerose modifiche, così da poter essere affrontate in modo graduale e adatto a ogni livello di esperienza.

Non è necessario padroneggiare da subito la versione completa di Sirsasana: chi è alle prime armi può iniziare dedicandosi a posizioni preparatorie utili a rafforzare le spalle e il core, come il cane a testa in giù o il plank.

Potete dare un’occhiata anche ad una variante: la posizione del cane a faccia in giù.

Un modo sicuro per prendere confidenza è esercitarsi vicino a una parete che offre un punto di riferimento e stabilità durante l’apprendimento.

Nel tempo si conquisteranno padronanza e stabilità e quindi si potrà lavorare sull’eleganza dell’esecuzione: entrata e uscita dalla posizione diventano più fluide, e si possono esplorare varianti come Sirsasana con le gambe in loto o in apertura laterale, che aggiungono varietà e consapevolezza al gesto.

Per chi ha una pratica avanzata e consolidata, si aprono possibilità più dinamiche e complesse. Alcuni praticanti esperti sperimentano transizioni da Sirsasana a posizioni come Bakasana, oppure integrano la posizione dello yoga a testa in giù in sequenze articolate, con controllo, fluidità e creatività.