Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 7

Yoga per anziani: esercizi dolci e da seduti

Yoga per anziani: esercizi dolci e da seduti

Sequenze dolci, anche su sedia, per migliorare mobilità, equilibrio e respiro in sicurezza. Inizia oggi, al tuo ritmo.

 

L’età che avanza mette in difficoltà molte persone, sportive e non: i movimenti rallentano e nel frattempo si nota una perdita di elasticità da parte delle articolazioni. Dopo i 60 anni soprattutto, molte persone puntano a combattere il passare del tempo puntando su attività sicure come lo yoga per anziani. Sia principianti che sportivi possono approcciare la disciplina per migliorare la postura, rafforzare i muscoli e godere di una migliore pace interiore. La buona notizia? Non serve avere una flessibilità estrema né esperienza pregressa: conta solo la costanza e la voglia di prendersi cura di sé.

 

Perché fa bene dopo i 60

Prendersi cura del proprio corpo non ha età. Passati i 60 anni la pratica regolare di attività dolci quali lo yoga per anziani è di grande supporto per migliorare l’elasticità, ottenere comfort nei movimenti e lavorare sulla propria mobilità e sul proprio benessere mentale perché quando ci si muove meglio e con una maggiore agilità si é anche più felici.

Dal mantenimento della mobilità articolare, contrastando rigidità e perdita d’elasticità a un miglioramento dell’equilibrio: la costanza aiuta a prevenire cadute insegnando poi una migliore gestione respiratoria.

Qui si possono leggere tutti i benefici dello yoga per gli anziani approfondendo la tematica.

 

Precauzioni e controindicazioni

Chiaramente nonostante lo yoga per anziani sia approvato per ogni età e condizione è fondamentale muoversi con attenzione e buon senso. Oltre a chiedere un consiglio al proprio medico in caso di osteoporosi, artrosi e problemi cardiaci si dovrebbero evitare movimenti bruschi, indispensabile a volte usare supporti e gestire il respiro a un ritmo lento e naturale. In caso di affanno o difficoltà? Meglio fermarsi.

 

Yoga da seduti

No, non tutti gli esercizi di yoga ci richiedono di sdraiarci o assumere posizioni complicate. Nello yoga da seduti per anziani si prediligono soluzioni più stabili e comode per evitare affaticamento. La disciplina permette così di eseguire movimenti dolci che migliorano la circolazione, riducono la rigidità muscolare e favoriscono una postura corretta.

Mobilità di spalle e anche

Un esercizio semplice consiste nel sedersi dritti e iniziare a disegnare cerchi lenti con le spalle, prima in avanti e poi indietro. Questo movimento scioglie le tensioni del collo e apre il torace, migliorando la respirazione.

Per le anche, si può portare una gamba alla volta verso il petto, aiutandosi con le mani, senza forzare. Questo favorisce la flessibilità e riduce la rigidità tipica della zona pelvica.

Entrambi gli esercizi sono utili per mantenere una buona mobilità, prevenendo dolori e irrigidimenti che con l’età possono diventare frequenti.

 

In piedi con supporti

Un’alternativa allo yoga con la sedia? Quello in piedi, ma ovviamente utilizzando dei supporti che fungano da sostegno. lo scopo di ritrovare un equilibrio è costruirlo con pazienza e gradualità non sfidarlo.

Sedia, muro, cinghia

Nella pratica dello yoga da anziani possiamo aiutarci con 3 accessori che diventano alleati:

  • La sedia facilita i movimenti e il sostenersi durante gli esercizi;
  • Il muro offre stabilità e quindi ci si può appoggiare mantenendo una postura corretta;
  • La cinghia facilita lo stretching allungando dolcemente il nostro corpo senza forzarlo ma rispettando i propri limiti.

Mini-sequenza da 15 minuti

Sicuramente è più indicato rivolgersi ad un corso per poter praticare yoga da anziani, soprattutto se senza esperienza, ma ecco una breve sequenza di 15 minuti per trarre i primi benefici:

  • Seduti, respirazione consapevole. Occhi chiusi, mani sulle ginocchia, inspirare profondamente ed espirare lentamente per 5 cicli;
  • Rotazioni delle spalle 10 cerchi in avanti, 10 indietro;
  • Allungamento laterale. Seduti o in piedi con sedia accanto, sollevare un braccio e piegarsi delicatamente di lato. Ripetere da entrambi i lati;
  • Sollevamento gambe. Da seduti, sollevare una gamba alla volta, mantenendo per qualche secondo;
  • Allungamento con cinghia. Seduti, portare la cinghia sotto il piede e allungare la gamba in avanti, senza forzare;
  • Posizione in piedi con appoggio. Mani sullo schienale della sedia, piccoli piegamenti delle ginocchia, respirando con calma;
  • Rilassamento finale. Seduti, occhi chiusi, mani sul cuore, respirare profondamente e sorridere a sé stessi.

 

Domande frequenti

Molte persone si chiedono se possa essere una buona idea praticare yoga da anziani se non si faceva sport precedentemente. La risposta è sì: i benefici dell’attività sono incredibili anche per i principianti, basterà scegliere il corso giusto per sé.

Vi state chiedendo se si possa praticare yoga ogni giorno? Certamente, indipendentemente dall’età esistono piccoli esercizi e sequenze che possono essere praticate a casa in autonomia dopo aver preso confidenza con la pratica.

Un altro quesito comune è come fare quando ci sono problemi con le articolazioni. Nonostante possa sembrare faticoso, i benefici sono ottimali soprattutto per chi soffre di dolori localizzati.

Infine,

Un elemento importantissimo da non sottovalutare è lo stato di  solitudine a cui molti anziani vanno spesso incontro : la pensione, i figli che crescono ed escono di casa, lo stato di minore mobilità e vitalità rischia di farli sentire non più così indispensabili.

Così una  risorsa importante di praticare un corso di yoga per anziani  è sicuramente la condivisione : con l’età molte persone tendono anche a chiudersi intorno ai loro malanni. Praticare yoga in gruppo aiuta a relativizzare arrivando a guardare ai problemi dell’età con una maggiore leggerezza e serenità.

YIN YOGA E FIORI DI BACH – Settembre 2025

DOMENICA 28 SETTEMBRE (10.00/12.00)

YOGA TIME MARILIA P.zza 185° Reggimento Artiglieria Folgore, 1

 

Per informazioni e prenotazioni: info@yogatime.it – 0586 951914

 

Con Gigliola Ferrucci (psicologa, insegnante di Yoga, Yin Yoga, Mindfulness)

 

YIN YOGA E FIORI DI BACH

Lo Yin Yoga è una pratica dolce, meditativa, molto profonda che permette di entrare in contatto con il corpo e le emozioni. Mentre ci si abbandona nelle posizioni, è possibile toccare tensioni profonde, le quali rivelano emozioni
trattenute, paure e conflittualità non risolte, sensi di colpa e tanto altro.
Ecco che evocare i Fiori di Bach e le emozioni correlate, riflettendo grazie all’immensa saggezza del dott. Bach, proprio mentre siamo immersi nella pratica, permette un rilascio, un lasciar andare che non passa attraverso la parte cognitiva, un capire ma attraverso un sentire, perché è il corpo che respira e rilascia

Lavoreremo sui Fiori legati all’emozione della paura, il più potente ostacolo all’amore e alla vita.

Non è vero che…

Non è vero che “cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambia”.

Questo vale per la matematica e neanche per tutte le operazioni.

Nella vita, l’ordine e la priorità che diamo ai nostri pensieri possono cambiare visibilmente la qualità della nostra esistenza.

Provate a cambiare i fattori. Le attitudini con le quali siete soliti relazionarvi con voi stessi e con tutto ciò che attende la vostra realtà a partire da  come vi appare o la pensate.

Siate curiosi, siate attenti, critici e coraggiosi. Ne vale veramente la pena: dietro l’angolo c’è la vostra verità che vi aspetta.

Concedersi di fermarsi per potersi osservare è il primo scalino per iniziare un percorso più ampio di auto-guarigione alla portata di tutti e della quale la pratica si rende promotrice;

Perché restare fermi nel “movimentato spettacolo del mondo” –  per dirla alla Italo Calvino  –  un mondo, ad oggi,  ancora più teso alla ricerca di un’imperante spettacolarità è atto di coraggio.

È un’inversione di rotta verso la semplicità;

Ecco che le pratiche, se lo vogliamo e perseveriamo, ci aiutano e ci sostengono.

Ricordate  che come nello yoga l’asana è il mezzo e non il fine, ancor di più “nella meditazione le tecniche in sé stesse non sono mai la destinazione: sono semplicemente il mezzo per educare la mente a vedere la grandezza e la potenza del mondo attraverso i sensi finalmente purificati” cit. A. Boni.

Il resto è vita.

Yoga e meditazione

L’occasione ma soprattutto il proposito di rendere il luogo di pratica il vostro santuario.

Un santuario non è solo un luogo fisico specifico è principalmente un’attitudine interna, molto intima.

Qualsiasi sia il luogo dove voi decidete di fermarvi e di ritrovarvi quello è il vostro santuario.

E l’intento che voi mettete nel farlo è atto sacro.

 

Vi aspetto in via Grande 189  il martedì e il venerdì dalle 7.30 alle 8.45

A Marilia il sabato dalle 8.00 alle 9.00.

Info@yogatime.it – 347.5767573

Milarepa

Il 4 agosto presso l’arena estiva di Villa Fabbricotti ha avuto luogo l’evento tra cinema e spiritualità con la proiezione del film “Milarepa” del regista @Louis Nero e la meditazione finale guidata da me e @Simonetta Garzelli di Alma Gaia.

L’evento ha registrato una numerosissima partecipazione.  Purtroppo, considerati i tempi ristretti non è stato possibile salutare e ringraziare tutti i presenti né tanto meno creare uno spazio di utile condivisione alla fine del film.

Colgo l’occasione per farlo adesso, ringraziando in primo luogo l’amica e collega Simonetta per l’energia profusa nell’organizzazione dell’evento e a seguire ogni singola persona che ha voluto esserci e sostenerci.

A qualche giorno di distanza dall’evento ancora mi risuonano contenuti ed immagini e si fanno spazio alcune considerazioni.

In un tempo, il nostro, in cui tutto guarda fuori, indubbiamente lo scopo primario di quest’opera è quella di riaccompagnarci a guardarci dentro nella ricerca di un equilibrio fra ciò che vediamo e ciò che più intimamente sentiamo.

Il linguaggio per immagini arriva al nostro interno in modo potenzialmente diverso rispetto al linguaggio verbale.  Personalmente trovo che l’immagine agisca attraverso un processo inverso alla parola: colpisce con totale immediatezza, quasi ci sorprende, tant’è che a volte sobbalziamo; sfugge alla consueta modalità di afferrare un contenuto per assoggettarlo ad un’interpretazione meramente razionale; arriva a risuonare con il nostro interno, si interfaccia con i nostri ricordi, con il nostro vissuto fino ad evocare in noi sensazioni intime e talvolta di riconoscimento.

Pensiamo solo ai nostri sogni…

Parlando poi con alcune persone, ho avuto modo di accorgermi, quanto il gradimento dell’opera fosse maggiore in chi conosceva niente o poco del mistico Milarepa e altrettanto del film degli anni 70 della Liliana Cavani, rispetto invece a coloro che conoscevano bene entrambi.

La nostra mente lavora essenzialmente per “associazioni di idee”, un processo automatico importante per la memoria e per la comprensione della nostra realtà e del mondo che ci circonda, ma che può tuttavia diventare un limite se confiniamo la nostra conoscenza unicamente a ciò che ci è noto senza aprirci a prospettive diverse.

Quella che ci viene presentata è la figura di Milarepa in una veste più contemporanea seppur le dinamiche esistenziali quali la sofferenza e la ricerca della redenzione, restino comunque le più antiche e insieme le più comuni.

Il film naturalmente non fila liscio in tutte le sue parti, per certi aspetti sfugge ad ogni aspettativa, ad una logica, per altri lascia dubbi e perplessità, ma, forse, proprio per questo perché’ tutto ciò che appare non è così scontato, questo può portarci ad interrogarci e a meditare su quale sia la nostra verità.

In questo contesto, avanzo una personale ipotesi ovvero che forse il tentativo più audace del regista attraverso l’opera sia proprio quello di trasportarci al di là dei contenuti di una storia già conosciuta, al di là di modelli predefiniti al di là di ogni possibile aspettativa, per restituirci a tutto il valore simbolico che corre lungo tutta la sua rappresentazione.

Un invito al guardare con uno sguardo nuovo e la mente totalmente aperta, senza pregiudizio. Perché quando apriamo il nostro sguardo la mente si apre a cogliere il mondo delle infinite possibilità che la vita ci offre.

Voi cosa ne pensate?