Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 5

Pranayama e meditazione: guida per principianti

Yoga e meditazione sono termini usati spesso come sinonimi, eppure, nonostante per Patanjali, il padre dello yoga siano omologabili oggi giorno si tende spesso a rappresentarli se non addirittura insegnarli come se fossero due cose totalmente separate : lo yoga, infatti, viene considerata come una vera e propria disciplina; mentre la meditazione viene considerata invece, più come uno stato, persino un percorso, che permette di mantenere la mente quieta, vigile e consapevole.

Ma se togliamo l’aspetto meditativo alla pratica di asana cosa resta ?

Si ritiene che la meditazione possa essere sia abbinata allo yoga sia slegata da esso. L’ideale è, tuttavia, fare in modo che possano andare di pari passo, così da ottimizzare i benefici per corpo e mente.

C’è poi da dire che entrambe hanno lo stesso elemento alla base: il respiro. Esso si trova al centro del Pranayama: una branca dello yoga che contempla diverse tecniche di respirazione, la cui padronanza è essenziale tanto per l’esecuzione degli asana, quanto durante la meditazione.

 

Perché respirazione e meditazione aiutano

I benefici di yoga e meditazione sono diversi. Ecco una panoramica di quelli più rilevanti e che mostrano in che modo entrambe risultano d’aiuto per la persona:

  • Riduzione di ansia e stress. Una respirazione consapevole agisce sul sistema nervoso, rallentando il battito cardiaco e favorendo il rilassamento e la stabilità emotiva.
  • Miglioramento della concentrazione. Nelle pratiche meditative basate sul respiro o sul conteggio, così come negli asana, l’attenzione si ancora a un punto preciso, aiutando a migliorare il focus cognitivo.
  • Maggiore energia vitale. Il pranayama, regolando il flusso del prana, aumenta la capacità polmonare e stimola la circolazione, con effetti positivi su vitalità e tono generale.
  • Miglioramento dell’equilibrio tra corpo e mente. Sia lo yoga che la meditazione agiscono nell’ottica di un’integrazione mente-corpo.
  • Supporto al sonno e alla digestione. Meditazione e yoga denotano pratiche che facilitano il riposo e la funzionalità digestiva.
  • Maggior consapevolezza di sé. L’osservazione non giudicante del corpo e del pensiero, tipica della meditazione ma anche degli asana, aiuta a riconoscere le proprie abitudini.

 

Le basi del pranayama

Tutto parte dalla postura, durante la pratica, e vale ancora di più nel Pranayama. È importante sedersi comodi, aiutandosi se necessario con un cuscino yoga da meditazione, ma anche con più supporti.

Risulta altrettanto essenziale evitare forzature: il respiro deve restare fluido e in un certo qual modo spontaneo. Aspetti che si sviluppano passo passo, con la costanza e l’esercizio. Poichè spesso il respiro va educato con degli esercizi di respirazione mirati a ritrovare un respiro naturalmente spontaneo.

Ujjayi, Nadi Shodhana, allungamento del respiro

Quando si parla di Ujjayi, nel Pranayama, si fa riferimento a quello altresì noto come “il respiro del vittorioso”. Ecco come funziona questa tecnica:

  1. Si inspira ed espira dal naso, sfiorando la glottide.
  2. Poco a poco si produce un suono leggero, simile a un’onda.
  3. L’effetto, calmante e riscaldante, interessa tutto il corpo. Non a caso questa respirazione è utilizzata anche in tipi di yoga più energetici, come l’Ashtanga.

Sia nell’Ujjayi che in Nadi Shodhana si assiste a un allungamento del respiro. Per quanto riguarda quest’ultima, consiste in una respirazione alternata attraverso le narici. Ha diversi benefici e aiuta a prendere consapevolezza di sé e del proprio respiro.

 

Meditazione semplice

Nello yoga, la meditazione più proficua è quella più semplice: si può partire con 5 o 10 minuti dopo l’esecuzione delle asana, per poi allungare gradualmente, semplicemente stando in silenzio o persino sdraiati. L’obiettivo è focalizzare la mente sul respiro, portandola in un luogo sicuro, libera da pensieri e preoccupazioni.

Body scan, conteggio, metta

Ecco di seguito 3 pratiche di meditazione semplice. Vediamole insieme una per una:

  • Body scan: una pratica di yoga e meditazione guidata che si focalizza il respiro, partendo dalla sommità del capo e arrivando gradualmente fino ai piedi. Sono oggetto di osservazione le micro-tensioni presenti nell’organismo, lasciate andare in fase di espiro.
  • Conteggio del respiro: si inspira ed espira, contando da 1 a 10; se ci si perde, si riparte da 1. Questa tecnica allena concentrazione e stabilità.
  • Metta (gentilezza amorevole): al centro c’è la ripetizione di frasi semplici del tipo “possa io essere sereno… possa tu essere sereno…”, estendendo l’intenzione a persone care e neutre. Questa meditazione riduce ostilità e irrigidimenti emotivi ed è adatta anche ai principianti.

Ma Il Pranayama vero per la meditazione è il kumbhaca: osservare quelle piccole pause di riposo che si manifestano spontaneamente alla fine dell’ inspiro e alla fine dell’espiro e cercare di dilatarle gradualmente, ci porterà a scivolare naturalmente nello stato meditativo.

Quanto praticare e quando evitare

Yoga e Pranayama possono essere praticati tutti i giorni. Per ottenere dei benefici concreti, la frequenza minima è di 2 volte a settimana.

Anche la meditazione può essere conseguita tutti i giorni: bastano 5 minuti, per poi aumentare in base a vari fattori personali.

Quando evitare, invece? Forzarsi non aiuta. Attenzione poi a condizioni come infortuni e malattie croniche, interventi chirurgici o una gravidanza: meglio confrontarsi con il medico e segnalarlo all’insegnante.

 

Traccia audio breve e consigli pratici

Il consiglio, per chi si approccia alla meditazione nello yoga, oltre a quanto già detto, è di prendere consapevolezza che i pensieri arriveranno e non aiuteranno a focalizzarsi su di sé: vanno accolti, piano piano si raggiungerà un equilibrio.

È essenziale uscire dalla meditazione quando lo si desidera: non forzarsi, come non ci stancheremo mai di ripetere, è basilare. Inoltre, è importante accettare la noia che può sopraggiungere: diventerà una risorsa preziosa.

Insomma, darsi tempo e amore: è questa la chiave per approcciarsi a yoga e meditazione.

MEDITAZIONE METTA – Seminario di meditazione di benevolenza e compassione – Novembre 2025

SABATO 15 NOVEMBRE (15.00/18.00)
DOMENICA 16 NOVEMBRE (9.30/12.30)

YOGA TIME Via Grande, 189

Occorre la prenotazione.
Termine ultimo per la prenotazione: 30 ottobre 2025

Per informazioni e prenotazioni:

info@yogatime.it – 347.5767573 – 351.8049244

Con MASSIMO BONOMELLI

 

Seminario di meditazione di benevolenza e compassione

MEDITAZIONE METTA

 

TITOLO: Volersi bene

Descrizione
Le pratiche di benevolenza e compassione si fondano sulle basi di consapevolezza e sono le risorse principali per promuovere buone relazioni tra sé e sé e tra sé e gli altri.
Nel seminario verranno guidate meditazioni in alternanza a momenti di condivisione e di elaborazione dell’esperienza in gruppo per facilitare l’applicazione delle pratiche nella vita quotidiana.
Particolare attenzione verrà data alle qualità principali da coltivare nella relazione tra sé e sé come fonti principali del buon cambiamento nella società.

MASSIMO BONOMELLI è mindfulness counselor, socio YANI (yoga associazione nazionale Insegnanti) è laureato in economia e commercio. E’ co-autore del libro “Va bene così” pubblicato da Nalanda Edizioni.
Guida percorsi di meditazione e mindfulness per privati e aziende, collabora con l’associazione Liberation Prison Project Italia come formatore e supervisore di operatori che conducono gruppi di consapevolezza per le persone detenute.
Fa parte del gruppo di insegnanti di meditazione dell’Associazione Pian dei Ciliegi e insegna yoga dal 2003.

I costi di partecipazione
La meditazione Metta è una pratica buddista per la diffusione di amorevole gentilezza e in quanto tale non prevede un costo in sé stessa.
Viene comunque richiesto un contributo, a titolo esclusivo di rimborso spese, di € 50.00 per l’intero seminario.

Restorative Yoga: cos’è, benefici e posizioni con supporti

In una società dove è richiesto di andare veloci, rallentare è percepito come fermarsi (e chi si ferma, dice un luogo comune, è perduto). Significa, in realtà, permettersi di respirare davvero.

È questa l’essenza più autentica del Restorative Yoga: una pratica dolce e profonda che unisce attenzione, silenzio e sostegno fisico grazie all’uso di supporti come cuscini, coperte e mattoncini.

Si tratta di una forma di yoga adatta a tutti, pensata per ritrovare il proprio equilibrio personale e calmare il sistema nervoso, dove non c’è sforzo né tensione, ma presenza e ascolto.

Cos’è il Restorative Yoga (e perché funziona): principi, passività attiva, azione sul sistema nervoso

Vediamo, dunque, a proposito del Restorative Yoga, cos’è esattamente. Parliamo di uno stile introdotto negli anni ‘70 da uno dei Maestri più significativi del XX secolo: S.B.K. Iyengar.

Il termine “restorative” può essere tradotto come “riparatore”: lo yoga, nella visione di Iyengar, vede al centro l’idea che il corpo possa rigenerarsi quando trova un sostegno adeguato.

Parliamo infatti di pratiche con pochissime posizioni, ideate inizialmente per quanti sono affetti da infortuni, patologie oppure dolori di varia natura: per questo sono più soft e al contempo mirate.

Il risultato è il raggiungimento di una condizione di rilassamento profondo e riposo, con un effetto calmante che rende sia il corpo sia la mente più flessibile.

La chiave è la passività attiva: il corpo è completamente sorretto da supporti quali blocchi, coperte, cuscini, cintura e tappetino, naturalmente. La mente resta vigile e consapevole, favorendo l’autoguarigione e il riequilibrio naturale dell’organismo.

Restorative vs Yin: quando scegliere l’uno o l’altro, obiettivi, tempi di tenuta e sensazioni attese

Il Restorative non va confuso con lo yin yoga: uno stile sviluppato da Paul Zink e Sara Powers dove la pratica degli asana va di pari passo con lo studio dei meridiani così come sono esplicitati nella medicina cinese.

Il Restorative Yoga è una sorta di “fratello calmo” dello Yin Yoga. Entrambi prevedono posizioni mantenute a lungo, ma con finalità diverse.

Quando ci si chiede, a proposito dello Yin Yoga cos’è, da un punto di vista concreto, occorre comprendere che questo stile lavora in profondità sui tessuti connettivi e sulle fasce. L’intensità è bilanciata e controllata in maniera tale da stimolare il corpo a implementare la propria flessibilità.

La pratica, inoltre, aiuta a uscire dalla propria zona di comfort ed è perfetta per bilanciare sessioni più dinamiche e ad alta intensità. Le posizioni vengono tenute ciascuna per un tempo compreso tra i 5 e i 10 minuti; la pratica dura almeno un’ora.

Il Restorative, al contrario, punta sulla semplicità e sul rilassamento. Le sedute hanno una durata di massima di 90 minuti, a fronte di un numero di posizioni che varia da 3 a 5, tenute per un tempo minimo di 5 minuti fino a un massimo di 30 minuti.

Può essere abbinato allo Yin Yoga: hanno scopi e intenti diversi. Entrambi denotano benefici considerevoli sia per il corpo che per la mente e sono di per sé piuttosto sicuri, risultando adatti alla maggior parte delle persone.

Benefici reali: stress, sonno, dolore muscolare, ansia; cosa aspettarsi nelle prime settimane

I benefici del Restorative Yoga sono diversi e si manifestano spesso già nelle prime settimane di pratica costante. Ecco quelli di maggiore rilevanza:

  • Riduzione dello stress e dell’ansia. Grazie a una respirazione lenta e profonda si assiste a una stimolazione del nervo vago, che a sua volta regola la risposta allo stress.
  • Miglioramento del sonno. La pratica serale aiuta a gestire l’insonnia e le difficoltà di addormentamento.
  • Sollievo dai dolori muscolari e articolari. Le posizioni sono più dolci e supportate, alleviando le tensioni croniche e favorendo il rilascio miofasciale leggero.
  • Aumento dell’energia vitale. Pur essendo una pratica “lenta”, ristora profondamente il corpo e la mente, donando lucidità e calma nel medio-lungo periodo.
  • Maggiore consapevolezza di sé. Restare immobili e presenti nel silenzio insegna a percepire il corpo in modo più sottile e autentico.

Da non sottovalutare il Restorative Hatha Yoga: una pratica contemporanea che combina i benefici di entrambi gli stili, a fronte di un rilassamento profondo a cui si aggiunge uno scioglimento ulteriore delle rigidità.

Il risultato è uno yoga lento, vario e dinamico, dove la matrice classica della disciplina si integra pienamente con quella più moderna, a testimonianza dell’attualità tanto dello stile Restorative quanto dell’Hatha.

MEDITAZIONI E CHIARIMENTI SUL KARMA – Novembre 2025

SABATO 8 NOVEMBRE (16.00/19.00)

YOGA TIME MARILIA P.zza 185° Reggimento Artiglieria Folgore, 1

 

Per informazioni e prenotazioni:

info@yogatime.it – 347 5767573

Con la Venerabile ANI CIAMPA TASHI

 

MEDITAZIONI E CHIARIMENTI SUL KARMA

Abbiamo spesso sentito la parola ‘karma’, ma qui in Occidente non abbiamo ben chiaro cosa esso significhi, generalmente comprendiamo una specie di condanna alla sofferenza, ma non sappiamo come intervenire.

In realtà, la parola karma significa ‘azione’, specificatamente vuol dire la ‘conseguenza delle azioni’, ciò significa che l’esperienza di felicità o sofferenza proviene da una maturazione di cause e condizioni prodotte da noi stessi chissà quanto tempo fa.

In questo incontro avremo l’opportunità di chiarire che la comprensione della causa ed effetto delle nostre azioni e su come si possa intervenire, attraverso la pratica della meditazione andremo a scrutare attraverso l’analisi ciò che vive dentro di noi.

Questo è un incontro aperto e rivolto a tutti, sia a coloro che hanno già familiarità con la meditazione, sia a coloro che si stanno avvicinando a questa pratica.

Nell’incontro ci sarà una breve pausa di 15/20 minuti e a seguire, uno spazio dedicato alle domande.