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Yoga online: la conoscenza del mondo a portata di mano

Internet riduce le distanze tra le persone: online si possono imparare e approfondire tecniche e metodologie di ogni genere, anche nello Yoga.

Lo yoga è una filosofia di vita che è arrivata a noi occidentali dall’India e che ha come obiettivo quello di far trovare un equilibrio tra mente, corpo e spirito.

È in grado di migliorare le funzioni del nostro corpo, sia nella forza muscolare ed equilibrio, che nella funzionalità degli organi e la capacità di liberarsi delle tossine. Ma è in grado anche di ridurre ansia, depressione e stress.

Per questo motivo sempre più persone dedicano a questa pratica parte del loro tempo, per migliorare il proprio benessere psico-fisico nel quotidiano.

Quando non si può prendere parte a dei corsi svolti da un insegnante di persona, esiste la possibilità di seguire dei corsi di yoga online.

Perché seguire lo yoga online

Seguire un corso di yoga è qualcosa che tutti dovrebbero fare nella vita, in quanto si tratta di un’attività che può essere anche leggera, calibrata alle proprie capacità fisiche, e in grado di donare un grande benessere psico-fisico.

Lo yoga infatti può donare:

  • miglioramento delle capacità e della salute dell’apparato circolatorio
  • miglioramento della postura
  • tonificazione muscolare
  • controllo e regolarizzazione del respiro
  • miglioramento di problemi digestivi e regolarizzazione degli zuccheri nel sangue
  • riduzione dell’ormone dello stress
  • miglioramento dell’umore
  • riduzione di depressione e ansia grazie all’aumento di serotonina
  • maggior attenzione e concentrazione
  • controllo della rabbia
  • autostima e fiducia in sé stessi
  • miglioramento della qualità del sonno

Delle volte, però, non è sempre possibile recarsi di persona a un corso di yoga e per questo può essere utile seguire dei corsi online.

Questi corsi permettono di svolgere l’attività a qualsiasi orario, essendo registrati, così che chi ha orari di lavoro incompatibili, o non ha corsi che si svolgono nella sua città, può fare comunque dell’esercizio.

Inoltre è molto pratico il poter svolgere l’attività direttamente da casa propria, per chi non ha possibilità di spostarsi molto o ha bisogno di restare in casa, magari per badare ai bambini.

Come seguire lo yoga online

Esistono delle regole o dei metodi da dover seguire, per poter praticare lo yoga online? Cosa cambia rispetto allo yoga con istruttore di persona?

In realtà le differenze non sono così elevate ed evidenti, se non che si perde il controllo dell’istruttore per poterci assicurare la correttezza dell’esercizio.

A parte questo, la strumentazione resta bene o male la stessa:

  • Abbigliamento yoga on line: è consigliato indossare abiti leggeri, traspiranti, possibilmente di fibre naturali e dai colori tenui, che predispongono alla calma e alla meditazione.
  • Accessori yoga on line: per fare yoga non è necessario altro se non un tappetino, preferibilmente in fibre naturali e dai colori tenui, e un asciugamano utile a tamponare il sudore.

In caso di capelli lunghi è consigliato tenerli raccolti e, benché a casa, assicuratevi di utilizzare una stanza tranquilla, lontana da fonti di distrazione e di stress.

Conclusioni

Non tutti hanno possibilità di seguire i corsi di yoga gestiti da degli istruttori in persona, o per impossibilità a muoversi o per incompatibilità di orari.

Nonostante questo, lo yoga è un’attività che risulta essere di facile applicazione anche lontano dalle palestre, che non richiede troppi accessori, ed è estremamente consigliata a tutti per ritrovare il proprio benessere psico-fisico.

Per questo esistono corsi di yoga online, adatti a tutti coloro che hanno desiderio di intraprendere l’attività ma hanno qualche difficoltà logistica o di orari.

Yoga neonatale per imparare a stimolare il bambino

Yoga neonatale: imparare ad allentare la tensione del corpo e della mente per rilassare e stimolare il nostro bambino, tecniche ed esercizi.

Lo yoga per molti è uno stile di vita, ed è proprio questa filosofia che ha portato alla formazione di corsi yoga neonatale.

Si tratta di corsi in cui partecipano insieme la mamma e il bambino dai 3 ai 9 mesi circa, ideati per rilassare, ma soprattutto per permettere loro di entrare in connessione e rafforzare il loro legame.

Consiste principalmente in carezze e massaggi che la madre compie sul bambino, mentre assume determinate posizioni di yoga: in questo modo vi è uno scambio profondo madre-figlio.

I benefici per la mamma

Dal momento in cui il bambino viene al mondo, la mamma si ritrova (e si ritroverà sempre più) con meno tempo a disposizione da dedicare a se stessa, alla cura del proprio corpo e del proprio benessere.

Prendere parte a questi corsi di yoga, pensati appositamente per il neonato e la mamma, è un modo per riuscire a ritrovare se stesse, ma in compagnia del proprio piccolo.

La mamma avrà modo di occuparsi del bambino, ma anche di sé in un’unica volta. Inoltre, le posizioni del baby yoga tengono conto della trasformazione del corpo delle mamme dopo il parto, che hanno bisogno di ritrovare elasticità, flessibilità e tonicità.

I benefici per il neonato

I benefici dello yoga per i bambini sono davvero molti: anche se con una stimolazione esterna, tramite la possibilità con lo yoga del massaggio neonatale, i muscoli vengono comunque sollecitati e allenati.

Il bambino avrà quindi modo di fare la sua personale attività fisica, volta a imparare le capacità muscolari per camminare o mantenere l’equilibrio, ma ne gioverà anche nella relazione con la madre e nel benessere psico-fisico.

È stato visto infatti che i bambini che seguono lo yoga sopportano meglio le coliche, hanno un sonno più tranquillo e sviluppano un maggior equilibrio comportamentale.

Alcuni esercizi

Gli esercizi proposti dallo yoga per neonati sono sempre esercizi molto leggeri, volti a permettere alla madre di riacquistare padronanza del suo corpo dopo il parto, ma soprattutto a trovare una sintonia con il figlio.

Tutti i movimenti perciò sono morbidi e leggeri. Vi portiamo un paio di esempi.

  1. Il Setu Bandha.
    La madre si stende a terra di schiena, con le gambe flesse allineate alle ginocchia e i piedi poggiati a terra. Il bambino è posizionato con la schiena sulle gambe della madre, seduto sulla sua pancia. Viene tenuto con le mani poggiate tra il petto e la pancia e in quel modo la mamma cerca di sintonizzarsi al suo respiro, dopodiché muove il bacino verso l’alto e verso il basso, seguendo il ritmo della respirazione e facendo fare al bambino una specie di ascensore.
  2. L’aeroplano.
    La madre è sempre distesa a terra, con le ginocchia unite portate vicino al petto. Il bambino è messo a pancia in giù sulle sue tibie, in modo che i due possano guardarsi. Le ginocchia vengono distese un po’ e poi riportate vicino al petto, facendo “volare” il bambino avanti e indietro.

Conclusioni

Lo yoga è un’attività che può essere svolta a qualsiasi età, persino da neonati.

Esistono esercizi leggeri, pensati apposta per essere svolti da madre e figlio, in modo che possano aumentare la tonicità del proprio fisico, il benessere psicologico, ma soprattutto per sviluppare la connessione e la comunicazione madre-figlio in questo primo periodo così delicato di conoscenza reciproca.

Influenze della Luna nello Yoga

La luna con le sue fasi può influenzare il nostro corpo, il nostro spirito e anche la nostra capacità di praticare lo yoga.

La Luna nello yoga si rivela un elemento importante soprattutto dal punto di vista della ricerca dell’armonia.

Le sue fasi influenzano in particolare la pratica di quello che è noto come saluto alla luna, non meno praticato di un’altra sequenza altrettanto conosciuta: il saluto al sole.

I due corpi celesti si trovano non a caso nella stessa parola, Hatha, dove Ha sta per Sole mentre Tha per Luna. Gli asana presentano declinazioni potenzialmente diverse a seconda delle fasi lunari. Vediamo meglio quali.

La Luna nello yoga

Le influenze della Luna nello yoga sono da considerarsi qualcosa di concreto.

A livello generale è da preferire una pratica più rilassante e meditativa del saluto alla Luna per i giorni in cui la luna è piena, mentre durante gli altri momenti del mese è possibile realizzare asana più dinamici.

Entrando nel dettaglio, durante il periodo della Luna nuova appare ottimale una pratica all’insegna dell’equilibrio e della stabilità.

In occasione di quella crescente si rivela invece utile lavorare sulla crescita personale, mentre quando è piena è possibile dare spazio ai progetti legati al lavoro, allo studio e che vedono un orizzonte temporale di lungo termine.

Particolarmente delicato il momento della luna calante, il quale tende a far sentire maggiore irrequietezza. Un’occasione per rallentare e diventare più introspettivi.

Ogni fase presenta posizioni che appaiono più o meno intense. Il saluto alla Luna nello yoga le comprende entrambe e, integrato ad altri asana come quelli che si trovano nel saluto al sole, riesce a trovare un perfetto equilibrio.

Il lato femminile della luna

Il saluto alla Luna nello yoga è considerato la femminilità fatta a persona. È infatti dedicato alla dea indù Sakini, che con le sue cinque teste rappresenta il dominio sui cinque elementi e sulla comunicazione psichica.

Il saluto alla luna e la sua sequenza offrono molteplici benefici per il benessere della donna. La sua azione influenza principalmente i seguenti aspetti:

  • tonificazione dei muscoli;
  • miglioramento della circolazione;
  • idratazione ed elasticità della pelle;
  • regolarizzazione del ciclo mestruale;
  • rilassamento del sistema nervoso e riduzione dello stress.

La luna, così come è vista nello yoga, si conferma in linea con uno studio che da sempre la pone in relazione con il femminile, a cominciare da un livello che è prima di tutto cellulare e fisico (ma non solo).

Saluto alla luna nello yoga: la sequenza

Lo yoga presenta il saluto alla luna secondo due tipologie principali, a seconda che la pratica avvenga da seduti oppure in piedi.

Entrambe le soluzioni sono interessanti e in linea di massima possiamo considerare la prima come più rilassante e meditativa, mentre la seconda appare più dinamica.

Il saluto alla luna in piedi presenta un totale di 25 posizioni; a ogni movimento corrisponde l’inspirazione o l’espirazione. Si inizia inspirando in Utthita Tadasana e si conclude in Tadasana, questa volta espirando.

Per quanto riguarda la sequenza da seduti si comincia in Namaskara mudra e si finisce in Chandra Namaskara mudra. Le posizioni sono in totale 12.

È essenziale, come sempre nello yoga, non forzarsi, accettando i propri limiti con serenità. La pratica costante permetterà di ottenere miglioramenti inaspettati già a partire dal breve periodo.

Conclusioni

Abbiamo visto come la luna nello yoga presenti molteplici influenze positive, all’insegna di un pieno di energia ricco di benessere e armonia. Asana che si rivelano di per sé alla portata di tutti e capaci di regalare benefici importanti.

L’esperienza del buio è l’esperienza della luce

Il 21 dicembre ricorre il solstizio d‘inverno. Tradizionalmente entriamo nella stagione più fredda dell’anno. Rappresenta il giorno più corto ma anche il momento in cui le giornate riprendono ad allungarsi.

Guardando al significato simbolico di questo momento, in analogia con la pratica e con la nostra stessa esistenza, questo momento ci insegna a vedere quanto la nostra coscienza sia in grado di espandersi e di contrarsi nelle diverse esperienze della vita.

Ci ricorda che da una contrazione nasce sempre un’espansione: quindi anche quando un momento, un’esperienza ci appare limitata, negativa e può accadere di sentirci al buio, ci accorgiamo,
che l’esperienza successiva è molto probabilmente un
esperienza di espansione di coscienza e di maggiore luminosità.

Notare questa successione di buio e di luce è importante per la nostra pratica ma anche per la nostra vita e ci restituisce speranza e stabilità.

Lo Yoga del Suono (Nāda Yoga): una terapia alternativa, naturale ed efficace

Attraverso la pratica del Nāda Yoga è possibile passare dalla disarmonia all´armonia ricollegandosi all´energia originaria presente in tutto l´universo”  (Sri Vemu Mukunda)

Definizione e origini

Con il termine Nāda Yoga (Yoga del Suono) si suole indicare quella branca dello Yoga che utilizza il suono, la musica e la coscienza del corpo per liberare, indirizzare, trasformare e convertire le energie emotive bloccate al fine di ristabilire equilibrio e armonia tra corpo-mente e spirito e risolvere – o alleviare – in modo naturale numerosi problemi psicologici, fisici e fisiologici.

Di origini indiane e tibetane, tale scienza trova i suoi fondamenti teorici in antichissimi trattati quali i Gandharva Veda, le Upanishad, il Naradiya Shiksha, la Sangita Ratnakara, l’Hatha Pradipika, tutti testi che presentano una teoria generale del suono su basi matematiche, fisiche e metafisiche.

Il Nāda Yoga ha avuto modo di diffondersi in Occidente soprattutto grazie al grande lavoro di ricerca e sistematizzazione attuato da Sri Vemu Mukunda di Bangalore, fisico, musicista e musicoterapeuta vissuto nel secolo scorso. Egli non solo riscoprì il concetto di tonica individuale e la corretta intonazione ed esecuzione del mantra OM, ma elaborò un proprio metodo musicoterapeutico decisamente più laico rispetto a quelli contenuti nel corpus dei testi sacri.

Il concetto di nāda e il suono primordiale

Il termine sanscrito nāda è solitamente tradotto con la parola suono; in realtà il suo significato è molto più ampio, fino ad abbracciare ciò che propriamente suono non è, ovvero ciò che è vibrazione, non udibile dal nostro orecchio ma percettibile attraverso i nostri canali energetici sottili.

Secondo la tradizione indiana infatti il suono si suddivide in āhata (colpito, battuto) e anāhata (non battuto, eterno). A nāda vengono dunque attribuite 2 forme, quella creata e quella non creata: la prima è oggetto della percezione sensoriale, la seconda rientra nell’esperienza mistica dello Yoga nella quale suono e luce si fondono e ve ne è un’esperienza diretta.

La tradizione indiana definisce Dio come Nāda Brahma. Nāda è il suono primordiale, la qualità manifesta del primo dei 5 elementi della creazione, ākāśa (spazio) nel suo stato inalterato. Nelle scuole di pensiero del Tantra e dello Yoga, nāda è la fonte primordiale del mondo fenomenico e il suono è considerato la manifestazione di nāda.

A livello uditivo la vibrazione cosmica da cui tutto è nato e che tutto sostiene e pervade corrisponde al mantra Oṁ (AUM), definito anche Praṇava, o “sillaba vibrante”. Questo mantra di fatto contiene in sé l’intero cosmo, in quanto tutto il creato proviene da esso e ne è una sua trasformazione. Oṁ è quella vibrazione primordiale che lega ogni cosa, che vibra e suona dentro ad ogni entità esistente. È il nostro sé di coscienza, pace e beatitudine (Sat-cit-Ananda). È il suono silenzioso dell’esistenza, il canto del Divino non udibile ma da ritrovare interiormente. Oṁ è il suono della nostra anima, è la sua essenza.

Gli strumenti del Nāda Yoga

Le sillabe che compongono la parola nāda alludono a due componenti essenziali della pratica con il suono:

– NA: prāā, energia vitale

– DA: calore

Le tecniche del Nāda Yoga lavorano infatti con il prāā veicolato attraverso la voce, il canto. Tale spostamento di energia vitale genera calore ed è proprio questo calore che permette la trasformazione dei blocchi energetici in altro (proprio come il calore della luce del sole trasforma l’acqua in vapore).

L’uso della voce e del canto elementare ha come risultato immediato il rilassamento della mente e la sua liberazione da emozioni e inibizioni intellettuali (mente incondizionata).

Scopo ultimo del Nāda Yoga è quello di ricongiungerci alla fonte di tutto, all’OM, e questo avviene mediante un percorso interiore che conduce ad un ascolto sempre più profondo di noi stessi.

Per raggiungere tale scopo, il Nāda Yoga si serve di numerose tecniche quali:

  • il canto di specifiche scale (sistema Melakarta del Sud dell’India)
  • il canto di mantra

Il canto delle scale e dei mantra permette di toccare particolari punti del corpo fisico e psico-eterico (ī) e della sfera emotiva (śrūti), rimuovendo dal subconscio i blocchi energetici negativi convertendoli in positività per fini autoterapeutici e per favorire e sviluppare la creatività.

  • tecniche di meditazione
  • l’ascolto dei rāga
  • tecniche ritmico-fonetiche (per indurre un’attivazione neurosensoriale che incrementa le sinapsi cerebrali, migliorando l’attenzione, la concentrazione, la memoria e l’intelligenza)
  • il canto armonico (per ottenere il particolare stadio di riposo della mente equivalente a quello raggiungibile solo ad un determinato livello del sonno (onde cerebrali delta).

Altri concetti chiave

Tonica personale (o individuale):

è la frequenza-base diversa per ciascuna persona, su cui vengono impostate tutte le tecniche.

È la nota fondamentale della voce, espressa in Hz (Hertz), che caratterizza il tono della voce di ogni individuo: corrisponde a una delle 12 note in cui si suddivide l’ottava musicale. Ad ogni tonica si associano determinate caratteristiche generali della personalità e del carattere. Quando siamo calmi e tranquilli siamo completamente “nella nostra tonica”, collocata fisicamente nella zona dell’ombelico. Ogni emozione contribuisce a spostare il punto in cui si trova la nostra coscienza (consapevolezza), alterando così lo stato naturale di quiete. Dal momento in cui la tonica si fissa (nel periodo della pubertà), rimarrà la stessa fino alla menopausa e all’andropausa.

Nei rapporti interpersonali la tonica gioca un ruolo molto importante, poiché influisce sulla qualità delle relazioni: molti problemi psicologici possono essere individuati e superati proprio agendo sulla tonica.

Con particolari tecniche del Nāda Yoga, è possibile, stabilizzare la propria tonica, rinforzando gli aspetti positivi del carattere, migliorando l’efficienza psicofisica generale e contribuendo al progresso sul cammino spirituale.

Ritmo Naturale:

L’individuazione e l’uso di del Ritmo Naturale, anch’esso diverso per ogni individuo, permette di adeguare ogni attività ad un dato ritmo di riposo, a tutto vantaggio della resistenza fisica e della lucidità mentale.

Perché avvicinarsi al Nāda Yoga?

Il Nāda Yoga può essere fatto rientrare a tutti gli effetti nella sfera della medicina alternativa, naturale e olistica. La sua scientificità permette il raggiungimento di risultati pressoché certi su più livelli: fisico, psichico e spirituale.

Ogni tecnica-rimedio viene “cucita su misura” e non richiede l’intervento continuativo da parte dell’operatore: la terapia può e deve infatti essere eseguita in maniera autonoma dal richiedente.

La gamma delle problematiche trattabili attraverso il suono è davvero molto ampia: emicrania, stanchezza mentale, iper e ipotensione, problemi cutanei, visivi e uditivi, insonnia, depressione, rabbia, ansia, timidezza, fibromi e neoplasie, dolori muscolari e ossei, raffreddori, ecc.

Ciò che rende il suono uno strumento di cura così unico è la sua capacità di superare le barriere mentali ed entrare subito in connessione con la nostra struttura energetica. La malattia, infatti, si manifesta a livello fisico solo dopo essersi diffusa all’interno del nostro corpo sottile: la vera cura può dunque essere raggiunta solo a livello profondo, laddove il suono riesce a penetrare naturalmente.

La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo” (Platone)

Articolo di Nadia Ferrara – insegnante di Harmonium, Mantra Yoga, Nada Yoga e Hatha Yoga