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Influenze della Luna nello Yoga

La luna con le sue fasi può influenzare il nostro corpo, il nostro spirito e anche la nostra capacità di praticare lo yoga.

La Luna nello yoga si rivela un elemento importante soprattutto dal punto di vista della ricerca dell’armonia.

Le sue fasi influenzano in particolare la pratica di quello che è noto come saluto alla luna, non meno praticato di un’altra sequenza altrettanto conosciuta: il saluto al sole.

I due corpi celesti si trovano non a caso nella stessa parola, Hatha, dove Ha sta per Sole mentre Tha per Luna. Gli asana presentano declinazioni potenzialmente diverse a seconda delle fasi lunari. Vediamo meglio quali.

La Luna nello yoga

Le influenze della Luna nello yoga sono da considerarsi qualcosa di concreto.

A livello generale è da preferire una pratica più rilassante e meditativa del saluto alla Luna per i giorni in cui la luna è piena, mentre durante gli altri momenti del mese è possibile realizzare asana più dinamici.

Entrando nel dettaglio, durante il periodo della Luna nuova appare ottimale una pratica all’insegna dell’equilibrio e della stabilità.

In occasione di quella crescente si rivela invece utile lavorare sulla crescita personale, mentre quando è piena è possibile dare spazio ai progetti legati al lavoro, allo studio e che vedono un orizzonte temporale di lungo termine.

Particolarmente delicato il momento della luna calante, il quale tende a far sentire maggiore irrequietezza. Un’occasione per rallentare e diventare più introspettivi.

Ogni fase presenta posizioni che appaiono più o meno intense. Il saluto alla Luna nello yoga le comprende entrambe e, integrato ad altri asana come quelli che si trovano nel saluto al sole, riesce a trovare un perfetto equilibrio.

Il lato femminile della luna

Il saluto alla Luna nello yoga è considerato la femminilità fatta a persona. È infatti dedicato alla dea indù Sakini, che con le sue cinque teste rappresenta il dominio sui cinque elementi e sulla comunicazione psichica.

Il saluto alla luna e la sua sequenza offrono molteplici benefici per il benessere della donna. La sua azione influenza principalmente i seguenti aspetti:

  • tonificazione dei muscoli;
  • miglioramento della circolazione;
  • idratazione ed elasticità della pelle;
  • regolarizzazione del ciclo mestruale;
  • rilassamento del sistema nervoso e riduzione dello stress.

La luna, così come è vista nello yoga, si conferma in linea con uno studio che da sempre la pone in relazione con il femminile, a cominciare da un livello che è prima di tutto cellulare e fisico (ma non solo).

Saluto alla luna nello yoga: la sequenza

Lo yoga presenta il saluto alla luna secondo due tipologie principali, a seconda che la pratica avvenga da seduti oppure in piedi.

Entrambe le soluzioni sono interessanti e in linea di massima possiamo considerare la prima come più rilassante e meditativa, mentre la seconda appare più dinamica.

Il saluto alla luna in piedi presenta un totale di 25 posizioni; a ogni movimento corrisponde l’inspirazione o l’espirazione. Si inizia inspirando in Utthita Tadasana e si conclude in Tadasana, questa volta espirando.

Per quanto riguarda la sequenza da seduti si comincia in Namaskara mudra e si finisce in Chandra Namaskara mudra. Le posizioni sono in totale 12.

È essenziale, come sempre nello yoga, non forzarsi, accettando i propri limiti con serenità. La pratica costante permetterà di ottenere miglioramenti inaspettati già a partire dal breve periodo.

Conclusioni

Abbiamo visto come la luna nello yoga presenti molteplici influenze positive, all’insegna di un pieno di energia ricco di benessere e armonia. Asana che si rivelano di per sé alla portata di tutti e capaci di regalare benefici importanti.

L’esperienza del buio è l’esperienza della luce

Il 21 dicembre ricorre il solstizio d‘inverno. Tradizionalmente entriamo nella stagione più fredda dell’anno. Rappresenta il giorno più corto ma anche il momento in cui le giornate riprendono ad allungarsi.

Guardando al significato simbolico di questo momento, in analogia con la pratica e con la nostra stessa esistenza, questo momento ci insegna a vedere quanto la nostra coscienza sia in grado di espandersi e di contrarsi nelle diverse esperienze della vita.

Ci ricorda che da una contrazione nasce sempre un’espansione: quindi anche quando un momento, un’esperienza ci appare limitata, negativa e può accadere di sentirci al buio, ci accorgiamo,
che l’esperienza successiva è molto probabilmente un
esperienza di espansione di coscienza e di maggiore luminosità.

Notare questa successione di buio e di luce è importante per la nostra pratica ma anche per la nostra vita e ci restituisce speranza e stabilità.

Lo Yoga del Suono (Nāda Yoga): una terapia alternativa, naturale ed efficace

Attraverso la pratica del Nāda Yoga è possibile passare dalla disarmonia all´armonia ricollegandosi all´energia originaria presente in tutto l´universo”  (Sri Vemu Mukunda)

Definizione e origini

Con il termine Nāda Yoga (Yoga del Suono) si suole indicare quella branca dello Yoga che utilizza il suono, la musica e la coscienza del corpo per liberare, indirizzare, trasformare e convertire le energie emotive bloccate al fine di ristabilire equilibrio e armonia tra corpo-mente e spirito e risolvere – o alleviare – in modo naturale numerosi problemi psicologici, fisici e fisiologici.

Di origini indiane e tibetane, tale scienza trova i suoi fondamenti teorici in antichissimi trattati quali i Gandharva Veda, le Upanishad, il Naradiya Shiksha, la Sangita Ratnakara, l’Hatha Pradipika, tutti testi che presentano una teoria generale del suono su basi matematiche, fisiche e metafisiche.

Il Nāda Yoga ha avuto modo di diffondersi in Occidente soprattutto grazie al grande lavoro di ricerca e sistematizzazione attuato da Sri Vemu Mukunda di Bangalore, fisico, musicista e musicoterapeuta vissuto nel secolo scorso. Egli non solo riscoprì il concetto di tonica individuale e la corretta intonazione ed esecuzione del mantra OM, ma elaborò un proprio metodo musicoterapeutico decisamente più laico rispetto a quelli contenuti nel corpus dei testi sacri.

Il concetto di nāda e il suono primordiale

Il termine sanscrito nāda è solitamente tradotto con la parola suono; in realtà il suo significato è molto più ampio, fino ad abbracciare ciò che propriamente suono non è, ovvero ciò che è vibrazione, non udibile dal nostro orecchio ma percettibile attraverso i nostri canali energetici sottili.

Secondo la tradizione indiana infatti il suono si suddivide in āhata (colpito, battuto) e anāhata (non battuto, eterno). A nāda vengono dunque attribuite 2 forme, quella creata e quella non creata: la prima è oggetto della percezione sensoriale, la seconda rientra nell’esperienza mistica dello Yoga nella quale suono e luce si fondono e ve ne è un’esperienza diretta.

La tradizione indiana definisce Dio come Nāda Brahma. Nāda è il suono primordiale, la qualità manifesta del primo dei 5 elementi della creazione, ākāśa (spazio) nel suo stato inalterato. Nelle scuole di pensiero del Tantra e dello Yoga, nāda è la fonte primordiale del mondo fenomenico e il suono è considerato la manifestazione di nāda.

A livello uditivo la vibrazione cosmica da cui tutto è nato e che tutto sostiene e pervade corrisponde al mantra Oṁ (AUM), definito anche Praṇava, o “sillaba vibrante”. Questo mantra di fatto contiene in sé l’intero cosmo, in quanto tutto il creato proviene da esso e ne è una sua trasformazione. Oṁ è quella vibrazione primordiale che lega ogni cosa, che vibra e suona dentro ad ogni entità esistente. È il nostro sé di coscienza, pace e beatitudine (Sat-cit-Ananda). È il suono silenzioso dell’esistenza, il canto del Divino non udibile ma da ritrovare interiormente. Oṁ è il suono della nostra anima, è la sua essenza.

Gli strumenti del Nāda Yoga

Le sillabe che compongono la parola nāda alludono a due componenti essenziali della pratica con il suono:

– NA: prāā, energia vitale

– DA: calore

Le tecniche del Nāda Yoga lavorano infatti con il prāā veicolato attraverso la voce, il canto. Tale spostamento di energia vitale genera calore ed è proprio questo calore che permette la trasformazione dei blocchi energetici in altro (proprio come il calore della luce del sole trasforma l’acqua in vapore).

L’uso della voce e del canto elementare ha come risultato immediato il rilassamento della mente e la sua liberazione da emozioni e inibizioni intellettuali (mente incondizionata).

Scopo ultimo del Nāda Yoga è quello di ricongiungerci alla fonte di tutto, all’OM, e questo avviene mediante un percorso interiore che conduce ad un ascolto sempre più profondo di noi stessi.

Per raggiungere tale scopo, il Nāda Yoga si serve di numerose tecniche quali:

  • il canto di specifiche scale (sistema Melakarta del Sud dell’India)
  • il canto di mantra

Il canto delle scale e dei mantra permette di toccare particolari punti del corpo fisico e psico-eterico (ī) e della sfera emotiva (śrūti), rimuovendo dal subconscio i blocchi energetici negativi convertendoli in positività per fini autoterapeutici e per favorire e sviluppare la creatività.

  • tecniche di meditazione
  • l’ascolto dei rāga
  • tecniche ritmico-fonetiche (per indurre un’attivazione neurosensoriale che incrementa le sinapsi cerebrali, migliorando l’attenzione, la concentrazione, la memoria e l’intelligenza)
  • il canto armonico (per ottenere il particolare stadio di riposo della mente equivalente a quello raggiungibile solo ad un determinato livello del sonno (onde cerebrali delta).

Altri concetti chiave

Tonica personale (o individuale):

è la frequenza-base diversa per ciascuna persona, su cui vengono impostate tutte le tecniche.

È la nota fondamentale della voce, espressa in Hz (Hertz), che caratterizza il tono della voce di ogni individuo: corrisponde a una delle 12 note in cui si suddivide l’ottava musicale. Ad ogni tonica si associano determinate caratteristiche generali della personalità e del carattere. Quando siamo calmi e tranquilli siamo completamente “nella nostra tonica”, collocata fisicamente nella zona dell’ombelico. Ogni emozione contribuisce a spostare il punto in cui si trova la nostra coscienza (consapevolezza), alterando così lo stato naturale di quiete. Dal momento in cui la tonica si fissa (nel periodo della pubertà), rimarrà la stessa fino alla menopausa e all’andropausa.

Nei rapporti interpersonali la tonica gioca un ruolo molto importante, poiché influisce sulla qualità delle relazioni: molti problemi psicologici possono essere individuati e superati proprio agendo sulla tonica.

Con particolari tecniche del Nāda Yoga, è possibile, stabilizzare la propria tonica, rinforzando gli aspetti positivi del carattere, migliorando l’efficienza psicofisica generale e contribuendo al progresso sul cammino spirituale.

Ritmo Naturale:

L’individuazione e l’uso di del Ritmo Naturale, anch’esso diverso per ogni individuo, permette di adeguare ogni attività ad un dato ritmo di riposo, a tutto vantaggio della resistenza fisica e della lucidità mentale.

Perché avvicinarsi al Nāda Yoga?

Il Nāda Yoga può essere fatto rientrare a tutti gli effetti nella sfera della medicina alternativa, naturale e olistica. La sua scientificità permette il raggiungimento di risultati pressoché certi su più livelli: fisico, psichico e spirituale.

Ogni tecnica-rimedio viene “cucita su misura” e non richiede l’intervento continuativo da parte dell’operatore: la terapia può e deve infatti essere eseguita in maniera autonoma dal richiedente.

La gamma delle problematiche trattabili attraverso il suono è davvero molto ampia: emicrania, stanchezza mentale, iper e ipotensione, problemi cutanei, visivi e uditivi, insonnia, depressione, rabbia, ansia, timidezza, fibromi e neoplasie, dolori muscolari e ossei, raffreddori, ecc.

Ciò che rende il suono uno strumento di cura così unico è la sua capacità di superare le barriere mentali ed entrare subito in connessione con la nostra struttura energetica. La malattia, infatti, si manifesta a livello fisico solo dopo essersi diffusa all’interno del nostro corpo sottile: la vera cura può dunque essere raggiunta solo a livello profondo, laddove il suono riesce a penetrare naturalmente.

La musica è per l’anima quello che la ginnastica è per il corpo” (Platone)

Articolo di Nadia Ferrara – insegnante di Harmonium, Mantra Yoga, Nada Yoga e Hatha Yoga

LA PRATICA DEL KIRTAN: il canto che cura e fa fiorire la nostra vita

È da oltre dodici anni che mi dedico allo studio, all’insegnamento e alla diffusione della pratica del kirtan e, nonostante una comprensibile familiarità con essa, ogni volta che mi trovo al suo cospetto è come se fosse sempre la prima. La meraviglia e lo stupore che sorgono dinanzi al senso di beatitudine, di rapimento estatico e di profonda pace interiore in cui mi riscopro al termine di ogni sessione hanno un sapore sempre nuovo, a testimonianza dell’inesauribile ricchezza di tale pratica.
È stata la mia grande passione per la musica, per il canto, per le lingue straniere e per tutto ciò che è spiritualità a far scoccare la fatidica scintilla: una semplice frase ripetuta all’infinito, in un idioma sconosciuto, una melodia orecchiabile e una voce proveniente dal cuore… et voilà, fu amore al primo ascolto!
Da quel fatidico momento la mia voce, le mie mani, la mia mente e il mio cuore si sono messe a servizio di questa pratica magica proveniente dall’India e dispensatrice di gioia, calma, pace, amore, compassione…insomma: di tutto ciò a cui l’essere umano ambisce da sempre e che conduce alla vera felicità e alla piena realizzazione del Sé.
Giunto in Occidente nel corso del XX secolo, il kirtan ha sùbito incontrato il favore di un gran numero di ricercatori spirituali e questo sicuramente grazie alla sua estrema accessibilità e versatilità. Per assaporarne i frutti è infatti sufficiente unirsi al canto di alcuni mantra o bhajan (canti devozionali) proposti dalla voce guida e abbandonare il timore del giudizio, le resistenze o la vergogna. La vibrazione creatrice e vivificante insita in queste formule sacre unita al potere trasformativo e terapeutico della voce producono effetti concreti sulla struttura energetica, psichica ed emotiva del praticante subito sperimentabili. La mente si placa sino a svuotarsi; i blocchi energetici alla base dei nostri disturbi fisici iniziano a sciogliersi, apportando un progressivo senso di benessere e andando a stimolare il potere di autoguarigione del corpo; il senso di solitudine, di tristezza, di fatica o di disperazione che talvolta possiamo provare lascia spazio alla chiara percezione di far parte di una grande famiglia, condizione che conduce al risveglio della gioia profonda insita in ogni essere vivente e della fiducia nel piano divino.
Quando la mente è calma, il cuore è aperto e il corpo è in salute siamo in presenza delle condizioni ottimali affinché la nostra vita possa realmente fiorire e diffondere il suo profumo sull’umanità intera.
Se ne avete la possibilità, immergetevi almeno una volta in questa pratica: sono certa che non resterete delusi e anzi, potreste addirittura correre il rischio di sviluppare una forte dipendenza! Fortunatamente questo “rimedio naturale” non ha effetti collaterali indesiderati…

Articolo di Nadia Ferrara – insegnante di Harmonium, Mantra Yoga, Nada Yoga e Hatha Yoga

Yoga al femminile – Il miracolo della vita

Yoga al femminile – Il miracolo della vita

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Ormai da diversi anni ci adopriamo per accompagnare e sostenere la donna in uno dei momenti indubbiamente più belli e creativi della sua vita: la gravidanza.

Le lezioni di yoga prenatale sono a cura di una insegnante qualificata in yoga pre e neo-natale che ormai da molti anni dedica la sua professionalità in questo campo.

Il periodo della gestazione è un momento che necessita di un sostegno adeguato a livello psico fisico ma anche emozionale: nel corso dei mesi il corpo della gestante subisce inevitabili cambiamenti, i suoi muscoli e le sue articolazioni tendono a subire il carico del peso che aumenta, cosi come l’insorgere dell’ansia rispetto ad un evento tanto desiderato quanto totalmente nuovo.

 

Per questo la nostra proposta non è confinata solo alle due sessioni di yoga settimanali, ma è modulata come un vero e proprio percorso di sostegno nello svolgere dei mesi fino al momento del parto. Il percorso proposto prevede un incontro di condivisione con i futuri babbi, i quali, grazie all’apprendimento di semplice tecniche di digitopressione, potranno contribuire attivamente nell’alleviare quei piccoli disturbi che solitamente insorgono in questo periodo come ad esempio la nausea o la lombalgia.

 

L’incontro con l’ostetrica è l’altro appuntamento importante: ricevere informazioni utili ma soprattutto chiare riguardo l’excursus della gravidanza è sicuramente utile a mitigare l’ansia, le preoccupazioni e a chiarire i dubbi che possono insorgere, così da restituire alla gestante tutta la serenità e la gioia che merita l’essere protagonista di un evento tanto meraviglioso. Il ruolo dell’ostetrica, inoltre, é un valido supporto non solo per la gestante ma anche per la coppia e riguarda tutto il processo che va dalla gestazione al travaglio e dalla nascita al puerperio.

Il nostro Centro considera un privilegio poter dedicare uno spazio esclusivo alle future mamme, poiché i corsi di yoga prenatale infondono a tutto l’ambiente un’atmosfera molto particolare e coinvolgente all’insegna di quell’attesa gioiosa che prelude al ripetersi del miracolo della vita.

 

E infine:

Grazie al massaggio neonatale, sarà altrettanto bellissimo e emozionante anche per noi fare finalmente conoscenza dei nuovi arrivati e dare loro il benvenuto.