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Anukalana Yoga – prova gratuita

ANUKALANA YOGA – prova gratuita

Domenica 10 OTTOBRE ore 10.30

con Elisa Vezzosi

Durante la pratica di Anukalana Yoga il corpo si muove in modo morbido e naturale, in una costante pulsazione al ritmo del respiro.

Per info e prenotazioni: 373.7599100 – info@yogatime.it – 0586.951914

 

> VOLANTINO <

Orario corsi 2021/2022

 

Accogliamo il mese di ottobre con un nuovo calendario, arricchito e quasi al completo di tutte le nostre attività.

Per stimolarvi e sostenervi nella ripresa della pratica, abbiamo deciso di mantenere i vecchi prezzi.

Vi ricordiamo che in qualsiasi momento è possibile provare gratuitamente e senza impegno tutte le attività che proponiamo. Vi aspettiamo numerosi!

 

>> ORARIO CORSI 2021/22 <<

Yoga Prenatale all’aperto

 

Dal mese di ottobre Yoga Time offre la possibilità alle future mamme di praticare Yoga all’aperto nella terrazza esterna del Centro

 

 

Yoga Prenatale: preparazione al parto attraverso lo Yoga

Oggi parliamo di un percorso globale che coinvolge mamma e bambino attraverso la respirazione, tecniche di rilassamento ed esercizi utili a sciogliere le tensioni. Lo yoga è una disciplina antichissima e universale, quindi si muove nel tempo e nello spazio, senza limiti, avvolgendo ogni cosa con la sua energia vitale.

Accogliere lo Yoga nella nostra vita è un passo importante, che ci permette di scoprire le sfaccettature dell’esistenza, partendo dal presupposto che siamo individui unici ed elementi indispensabili dell’universo. Lo Yoga ci rende consapevoli della nostra realtà interiore e questo espande la nostra coscienza. Solo esplorando la nostra essenza e maturando questa consapevolezza sarà possibile poi rivolgersi all’esterno: saremo pronti a percepire l’indissolubile unione con l’universo che ci circonda.

Muovendosi nel tempo e nello spazio, attraversando tutte le età e tutti i luoghi, questa disciplina è adatta ad ognuno di noi. Qualsiasi sia la nostra età, il luogo dove viviamo, il momento che stiamo attraversando, le esperienze che abbiamo fatto, quelle che faremo, il determinato periodo storico. Non ci sono limiti, non esistono “scuse” per rimandare il nostro inizio alla pratica.

Questa riflessione mi ha portato a fare esperienza di Yoga in ogni istante: nella giovinezza, nella maturità, durante le gravidanze, durante il bellissimo evento di essere madre. Ho verificato in prima persona come questa disciplina si plasma ad ogni evento e ad ogni situazione. Uniche condizioni: l’ascolto e la consapevolezza.

Durante le mie gravidanze ho praticato yoga prenatale in modo regolare ed ho potuto verificare in prima persona i grandi benefici che ci mette a disposizione. In quegli anni non esisteva a Livorno un vero e proprio corso di yoga in gravidanza, ma il mio insegnante mi seguì anche in modo individuale, insegnandomi un approccio adatto al mio stato di gestante. È stata una esperienza illuminante, ho avuto la possibilità di scoprire la grande sensibilità che prendeva spazio in me e mi accompagnava nella crescita del mio bambino, la mia attenzione si è rivolta in questo stato interiore di condivisione e ho potuto percepire il piccolo cuore che batteva con il mio, il respiro che ci abbracciava, un senso di unione che non avevo mai provato e che adesso cresceva dentro di me come un’energia vitale.

Il segreto dello Yoga Prenatale

Tutto questo mi ha rivelato il segreto dello Yoga prenatale. Un segreto che non potevo tenere per me, era necessario mettere in atto quel senso di condivisione che questa disciplina mi ha sempre insegnato, era necessario trasmettere questa esperienza ad altre donne come me, aiutarle a vivere con sensibilità, abbandono e consapevolezza questo momento meraviglioso.

Così, ho deciso di specializzarmi in questo percorso e diventare anche insegnante di Yoga prenatale, per conseguire l’intento di seguire le mamme nel loro percorso, offrendogli la possibilità di utilizzare al meglio i doni che lo Yoga ci offre. Infatti le gestanti sono molto ricettive e riescono a percepire i benefici in modo molto sensibile, anche se non hanno mai praticato yoga prima; le varie tecniche di rilassamento risultano semplici da sperimentare grazie anche alle endorfine che in gravidanza iniziano a prodursi e circolare nell’organismo. Inoltre sentono la necessità di affidarsi al fluire del respiro; infatti la respirazione in gravidanza è molto importante, aiuta a rilassare, ad interiorizzare e a gestire le ansie per affrontare al meglio il parto.

Il travaglio è il momento “culmine” in cui si manifesta la forza creatrice e la nostra capacità di lasciare andare. Sarà determinante saper utilizzare al meglio la respirazione e certe visualizzazioni, che ci aiutano ad acquisire la concentrazione e l’energia necessarie per compiere l’atto più importante e potente che un essere vivente può realizzare: quello della creazione di una vita.

La pratica dello Yoga in gravidanza: strumenti, tecniche e punti di ascolto

Durante le nostre pratiche di Yoga prenatale ci dedicheremo all’ascolto del nostro corpo, per scoprire ed accettare le trasformazioni in atto durante questo magico momento. Non dobbiamo dimenticarci del nostro corpo che subisce dei cambiamenti importanti: l’aumento di peso inevitabile, lo spostamento sostanziale del baricentro, il peso che si distribuisce in modo diverso.

Questi mutamenti avvengono nell’arco di poco tempo creando una trasformazione interna ed esterna; gli organi vengono spinti e spostati, a causa dello sviluppo e della crescita dell’embrione, che alla fine della gestazione diverrà un bambino di un peso intorno ai tre chili. È semplice capire che il nostro corpo subisce degli stress notevoli e non è consigliabile ignorarli.

Lo Yoga prenatale ci offre degli strumenti molto utili in questo senso, anche attraverso degli esercizi per la schiena in gravidanza, per preservare la nostra colonna vertebrale ed evitare che si creino tensioni e infiammazioni fastidiose, come quella al nervo sciatico, molto frequente nelle gestanti. La donna deve prendersi cura del bambino che porta in grembo, ma anche di se stessa, per questo sarà necessario eseguire anche esercizi di scioglimento, coinvolgendo schiena, colonna vertebrale, articolazioni, ma anche piedi, braccia e gambe. Quello dello Yoga prenatale sarà un percorso globale che coinvolgerà il nostro sentire, il nostro organismo e la nostra respirazione.

Elementi di attenzione

Un altro elemento importante su cui lavorare è il pavimento pelvico, sono fondamentali le posizioni e gli esercizi che hanno il fine di elasticizzare questa parte del corpo, la quale viene sollecitata molto durante la gestazione e ulteriormente durante la fase espulsiva. Gli esercizi consistono in contrazioni e rilassamento del perineo e del pavimento pelvico, utilizzando la respirazione, ma anche vere e proprie asana che determinano sensibilizzazione e rafforzamento di questa zona.

Così la nostra attenzione si muove esplorando il corpo nella sua globalità e sviluppando un senso di ascolto e di consapevolezza fondamentali in ogni momento della nostra vita, ma ancora di più durante la gravidanza. Infatti ora la nostra sensibilità è più ampia e le nostre priorità cambiano radicalmente, determinando una evoluzione nel nostro cammino di scoperta dell’esistenza: le nostre azioni hanno un peso diverso, la nostra visione del mondo e di quello che ci accade intorno è differente, e questo grazie alla preziosa vita che cresce nel nostro grembo.

Lo Yoga prenatale accoglie tutte queste esigenze nuove e questi cambiamenti offrendo gli strumenti per adattarsi in modo naturale ad essi, la gestante non deve sentirsi inadeguata, ma deve trovare un ambiente accogliente in cui capire che il suo percorso è comune a molte altre donne che, come lei, hanno deciso di intraprendere questo bellissimo cammino. Quindi, una classe di Yoga prenatale è un momento di condivisione, ma anche di scoperta e di esplorazione, utilizzando degli strumenti nuovi e molto efficaci.

Le tecniche di rilassamento in gravidanza, ad esempio, sono molto utili per appropriarsi di un piccolo spazio per noi stesse: è necessario prendere una posizione comoda, sdraiate a terra, poi utilizzeremo il respiro per osservare ogni parte del nostro corpo, sciogliendo le tensioni. La nostra attenzione si sposta dai piedi verso le ginocchia, sale lungo le gambe, attraversa il bacino, continua il suo percorso sfiorando le braccia, le spalle, il viso e in ognuno di questi punti si ferma il respiro e si sciolgono le tensioni, fino a sentirci totalmente rilassate, ma anche del tutto consapevoli del nostro corpo e del nostro bambino che dentro la pancia, si lascia accarezzare dal respiro; quindi saremo entrambi coinvolti da questo abbandono: il respiro ci avvolgerà come un abbraccio.

Le tecniche di rilassamento nello Yoga comprendono anche una serie di visualizzazioni, che ci aiutano a sviluppare la concentrazione e ad eliminare le interferenze esterne. La nostra attenzione sarà totalmente assorta all’interno, eliminando tutte le distrazioni che ci circondano, in questo modo sarà possibile sentire meglio la dimensione dell’istante presente in cui dividiamo lo spazio, il respiro, il battito del cuore con il nostro bambino. Ma le visualizzazioni sono molto utili anche per accompagnarci nel momento del travaglio, in cui sarà ancora più importante isolarci dall’esterno e sviluppare un sentire interno, che darà spazio all’istinto innato che ogni donna ha dentro di sé e non aspetta altro che farsi sentire, questo istinto ci guiderà e ci accompagnerà verso la nascita di nostro figlio.

La respirazione in gravidanza avrà un ruolo fondamentale, come del resto nella vita quotidiana, ma in questo particolare momento sarà un vero strumento, non solo di rilassamento, ma anche di esplorazione dello spazio interno e di presa di coscienza dei tempi del soffio vitale. Durante la gestazione la fisiologia del respiro cambia, il diaframma ha uno spazio meno ampio in cui muoversi, quindi risulterà più corto. È necessario accogliere questo nuovo ritmo e adeguarci ad esso, per non creare affanno e tensioni inutili, anche i movimenti che faremo durante la pratica dovranno rispettarlo: il movimento stesso ci aiuterà a scoprire i tempi dell’inspiro e dell’espiro.

Questo percorso globale dello Yoga prenatale è un’occasione per accogliere un momento così importante con consapevolezza, ascolto, gioia e amore.

Articolo di Valentina Pallini – Insegnante di Hatha Yoga, Yoga Prenatale e Yoga per bambini presso il Centro Yoga Time – Spazio per la cura del sé (Livorno)

Porta nella tua vita il benessere dello yoga e della meditazione: YOGA TERAPIA – parte prima

Yoga terapia si yoga terapia no: c’è molta polemica intorno a questo termine. Al di là della considerazione oggettiva che un insegnante di yoga di per sé non possa essere considerato un medico o un terapista non avendone le specifiche competenze. È anche vero che l’aspetto terapeutico è già insito nella disciplina dello yoga e che un insegnante che si rispetti dovrebbe essere tenutario e attento dispensatore di quella che attualmente viene riconosciuta come scienza yogica.

I benefici psicofisici avanzati e testimoniati sempre più da una pratica costante, diventano un luogo di riferimento cui la scienza medica e la psicologia occidentale rivolgono il loro interesse in modo sempre più approfondito.

È un dato di fatto ed esiste ormai un’ampia letteratura in merito a quanto l’efficacia della yoga terapia e della meditazione sia sempre più riconosciuta nel suo ruolo di terapia preventiva, adiuvante e lenitiva per molte patologie.

Medicina e meditazione: un’origine comune

Del resto le parole medicina e meditazione anche a colpo d’occhio, non sono così etimologicamente distanti. Esse condividono una radice latina comune = mederi ovvero curare.

Mederi è una parola che, a sua volta, deriva da una radice indoeuropea il cui significato è misurare: qui, l’interpretazione più immediata e istintiva di questo termine ci porta a considerare la circostanza che tutti gli esseri viventi possiedono al loro interno una personale misura tale da condizionarne la qualità dell’esistenza se non la stessa sopravvivenza.

Oggi sappiamo di poter definire il termine misura con la ricerca di un equilibrio interno: una condizione necessaria e in grado di influenzare qualitativamente tutti gli aspetti della vita dell’uomo e che la scienza yogica intende rivolta a tutti i piani dell’essere attraverso la sua forma triadica di asana- dhyana e pranayama.

Inoltre la vicinanza di questi due termini ci porta inevitabilmente ad interrogarci sul ruolo della meditazione nella medicina e su come possa migliorare la nostra salute.

Conosciamo bene quanto la yoga terapia si prefigga il riordino dell’organismo umano sia da un punto strutturale quanto a forza, flessibilità, allineamento – fisiologico attraverso la corretta funzionalità dei sistemi corporei ed infine psicologico attraverso la conquista del benessere mentale.

La diffusione del buddismo in Occidente

La diffusione occidentale del buddismo e delle tecniche meditative ha contribuito a spostare l’interesse di molti psicoterapeuti che, nonostante lo scoglio della “non esistenza dell’io” professata da queste dottrine, hanno iniziato a considerare la ricerca della liberazione dalla sofferenza psichica attraverso un percorso incentrato sulla autoconsapevolezza.

Anche gli studi effettuati attraverso le risonanze più all’avanguardia hanno permesso di evidenziare nuove frontiere nel rilassamento psico-fisico riconducibili alla pratica di Yoga Nidra.

Una pratica, ad oggi, considerata un metodo sistematico a valenza scientifica per indurre uno stato di rilassamento profondo ma anche il miglioramento delle funzioni cerebrali e cognitive riscontrabili nel potenziamento della capacità di visualizzazione, nel miglioramento della stimolazione sensoriale e non ultimo nell’attivazione della memoria a medio/lungo termine. il tutto grazie ad un preciso percorso di elementi di psicologia yogica e di psicologia occidentale.

Lo yoga come terapia adiuvante

Lo yoga in quanto terapia alla fine si basa sul principio che il corpo sia in grado di autoregolarsi e di re-instaurare l’equilibrio fisico e mentale necessario alla salute attraverso la valorizzazione delle proprie risorse personali.

Noi che pratichiamo yoga sappiamo che stare bene non è solo assenza di malattia o d’infermità, il corpo con l’andare del tempo inevitabilmente si corrompe.

Per stare bene occorre “sentirsi bene” da un punto di vista fisico, mentale, emozionale, relazionale, culturale, sociale. In una parola occorre essere in armonia con se stessi, con la vita indipendentemente dalle vicissitudini, dalle difficoltà e dal passare del tempo.

Nell’evoluzione di questo concetto anche l’OMS – l’organizzazione mondiale della sanità’ considera un dovere di tutti i governi lavorare per promuovere la salute dei propri cittadini attraverso la prevenzione, la regolamentazione e il mettere a disposizione tutto ciò che è necessario e indispensabile allo scopo.

In Germania ad esempio i medici di base, là dove necessario, prescrivono cicli di sedute di yoga e le sedute sono rimborsabili dal S.S.N del paese.

Yoga terapia e meditazione: due discipline sempre più ricercate

Nonostante il cammino sia ancora lungo, grazie al crescente interesse per lo yoga e la meditazione, l’attuale visione medica e scientifica si va sempre più indirizzando verso un concetto meno meccanicistico e multispecialistico per abbracciare una visione dell’essere più ampia, omnicomprensiva ed evolutiva. In quest’ambito ogni singola espressione fisica o mentale può essere considerata non più fine a se stessa, ma indagata nell’ambito di un processo dinamico che rivolge il suo interesse alla persona in tutta la sua complessità.

Questa nuova impronta permette di promuovere anche nelle terapie più tradizionali una migliore efficacia: se da un lato restituire alla persona la capacità di ascolto, la fiducia nelle proprie risorse e la padronanza di sé può aiutare favorevolmente nella risoluzione di un determinato malessere, dall’altro, in campo medico scientifico, l’avvalersi delle discipline dello yoga e della meditazione consente un contatto medico – paziente sicuramente più umano, maggiormente incline all’ascolto e quindi meno invasivo anche da un punto di vista emotivo.

“Siamo piccole onde dell’oceano cosmico” Paramahansa Yogananda

I forti legami fra lo Yoga e le discipline olistiche: il massaggio craniosacrale

Praticare yoga e avvalersi delle discipline olistiche rappresenta sicuramente una bella sinergia in grado di potenziare il nostro benessere fisico, ma anche mentale ed emozionale.

Discipline olistiche: quali sono e a che cosa servono?

La società attuale sospingendo verso la ricerca di una continua performance nei campi più disparati, produce come risultato quello di una costante e spesso inconsapevole accelerazione di tutte le modalità di interazione con se stessi, con gli altri e con la vita.

I ritmi naturali e biologici che sono da sempre alla base della nostra serenità e della nostra salute vengono spesso sostituiti da ritmi ben più incalzanti, spesso in disaccordo con le necessità reali e con il  nostro sentire. Sono ritmi imposti dai canoni prestabiliti, da falsi bisogni percepiti, dalle nostre interpretazioni tese ad allinearci alla routine di una società sempre più votata al consumismo e all’apparenza.

Diversi studi sottolineano un incremento dei fenomeni di ansia e di nevrosi nelle popolazioni di tutto il mondo: al di là di situazioni specifiche, come quella pandemica attuale, credo che in buona parte l’origine di questo malessere possa essere nella perdita del senso di appartenenza con noi stessi e con la natura che ci ospita.  Troviamo sempre più difficile fermarsi, rallentare e sperimentiamo sempre più difficoltà nel restare semplicemente in compagnia di noi stessi, rifuggendo anche dal piacere nutriente del dolce far niente.  

Una falsa libertà  

Mi trovo spesso ad interrogarmi  e a  considerare come curiosa, se non stravagante, quella certa percezione di considerarci liberi o di avere conquistato oggi  chissà quale libertà di genere. In realtà siamo sempre più reattivi e meno riflessivi, più separati  e sempre più intrecciati nella produzione di un mondo fatto di parole e alimentato dai nostri costrutti mentali.

Il rischio in cui possiamo incorrere in questa situazione è quello di perdere la nostra capacità di ascoltarci, di  allontanarci  dalle nostre reali necessità e di confonderci sempre di più. Da un punto di vista  fisiologico questo stato rappresenta la fonte principale dello stress e l’anticamera di molte patologie e  yogicamente parlando è fonte di confusione, di errata percezione , di avidya e di tutto il malessere da questa generato.

“Mens sana in corpore sano” : parlando di unità psico fisica questi aspetti sono comunque le facce di una stessa medaglia che inevitabilmente confluiscono l’una nell’altra.

Viviamo un mondo di surrogati. Ad ogni bisogno c’è subito un rimedio una risposta pronta,  facile,  quasi preconfezionata,  ma  che tende inevitabilmente a soffocare sempre di piu’ il riconoscimento delle nostre capacità e quindi il ricorso alle proprie risorse interne.

Ecco che il ricorso alla meditazione, allo yoga e discipline olistiche che invitano a rallentare, a riprendere il contatto con se stessi  anche tramite il  contatto sapiente delle mani di un operatore può essere una modalità importante per allontanare lo stress, e per riappropriarci, in larga parte e con gentilezza, dell’equilibrio perduto.

In questo contesto oggi vogliamo rivolgere la nostra attenzione ai possibili benefici del  trattamento craniosacrale. 

Che cos’è il trattamento craniosacrale

Questo trattamento può essere considerato alla stregua di una vera e propria terapia facente parte della tradizione osteopatica.

Si preoccupa di rimuovere le cause che sono all’origine dei disturbi psicofisiologici della persona agendo principalmente sul ripristino del meccanismo respiratorio primario, fondamentale per il benessere della persona .

Oggi la medicina più integrata e le scoperte in ambito neuro scientifico ci permettono di parlare di cervello in termini di neuro plasticità cerebrale: il cervello non è una struttura immobile e chiusa dentro la scatola cranica ma ha una sua respirazione.

Come è ormai noto le principali modificazioni dovute ad uno stress prolungato si determinano dapprima a carico della qualità e della permeabilità respiratoria,  depauperando quindi lo stato energetico della persona, per poi estendersi, a macchia d’olio, in tutta la struttura funzionale nervosa biologica e mentale, procurando uno stato di esaurimento fisico ma anche di svuotamento mentale.

Nelle situazioni di stress, intervenire con lo yoga e le discipline olistiche, la meditazione ma anche ricorrere ad un operatore di craniosacrale può accelerare il recupero di un giusto equilibrio interno e potrà anche aiutare la mente a ritrovare quello stato di chiarezza e lucidità così importante.

L’operatore del trattamento  craniosacrale opera in una modalità totalmente non invasiva:  attraverso il sottile ascolto e una manipolazione dolce delle ossa craniche andrà ad influenzare positivamente lo stato psicofisico della persona nel suo insieme. Questo trattamento interagendo con il sistema nervoso centrale e periferico, restituirà nuova profondità alla respirazione con effetti riequilibranti anche a livello ormonale e circolatorio e neuronale.

Inoltre questo trattamento liberando i sistema muscolo scheletrico da  blocchi e tensioni permette alla linfa vitale di tornare a fluire liberamente in tutto l’organismo.

Conclusioni

Parimenti allo yoga che considera la mente quale centralina di tutto il nostro essere per il craniosacrale  tutte le fasce del corpo originano nel cranio.  È così  facile intuire come questa “terapia” possa influenzare tutto l’organismo ristabilendo quel ritmo vitale che è base e fonte di tutta l’esistenza.