Il saluto alla luna nello yoga | Yoga Time Livorno

Il saluto alla luna nello yoga

La luna è molto più di quello che in astronomia viene definito come l’unico satellite naturale della Terra: l’alternanza delle sue fasi è stato dimostrato, fin dai tempi antichi, che influenza le dinamiche vitali dell’uomo e più in generale degli esseri viventi.

Per questo il saluto alla luna nello yoga vuole essere molto più di un semplice omaggio. Proprio come il saluto al sole, si rivela una sequenza con molteplici benefici per l’organismo e oggi vi raccontiamo qualcosa di più sulle sue origini e diversi altri aspetti interessanti.

 

Cos’è il saluto alla luna nello yoga

Ma cos’è, nello yoga, il saluto alla luna? Rappresenta una sequenza di posizioni eseguite in modo fluido, complice anche l’attenzione alla respirazione.

Chandra Namaskara, questo il nome sanscrito del saluto alla luna, nel tempo è stato sviluppato secondo diverse versioni, mantenendo però un elemento comune: favorire equilibrio, calma e consapevolezza.

Tratti che lo rendono adatto soprattutto per le pratiche serali o i momenti in cui si desidera rallentare, dedicando attenzione sia al respiro sia alla qualità dell’esecuzione.

 

Origine del Chandra Namaskara

Abbiamo già avuto modo di indagare, nel nostro blog, il legame tra luna e pratica yoga, che potremmo definire il lato femminile della disciplina.

Chandra Namaskara è infatti una sequenza che risveglia l’energia femminile della persona, soprattutto nelle donne ma anche negli uomini, a fronte di un bilanciamento con l’energia maschile.

Pur affondando le radici nella filosofia dello yoga, Chandra Namaskara denota un’introduzione relativamente recente: è stato sviluppato nel Novecento attraverso il contributo di diverse scuole, nell’intento di impostare una pratica complementare al Saluto al Sole.

Si è affermato presto come una delle sequenze più famose e viene eseguita moltissimo anche perché adatta a principianti ed esperti, oltre che per via dei svariati benefici.

 

Differenza tra saluto al sole e saluto alla luna

Il saluto alla luna si differenzia dal più conosciuto saluto al sole soprattutto per via del ritmo meno energizzante e più lento e meditativo, orientato al rilassamento e all’ascolto. Ecco una panoramica riassuntiva delle differenze principali:

  • finalità: il saluto al sole mira ad attivare il corpo e prepararlo alla pratica, mentre il saluto alla luna privilegia rilassamento, equilibrio e introspezione;
  • momento della giornata: il saluto al sole è più adatto per il mattino, il saluto alla luna più per le ore serali o i momenti in cui si desidera rallentare;
  • ritmo di esecuzione: il saluto al sole prevede movimenti più dinamici e continui; il saluto alla luna è un invito alla lentezza e alla profondità;
  • simbolismo: nella tradizione yoga il sole rappresenta l’energia attiva e vitale, mentre la luna richiama calma, ricettività e consapevolezza interiore;
  • effetti percepiti: il saluto al sole contribuisce a risvegliare il corpo e aumentare il livello di energia, mentre il saluto alla luna favorisce la distensione fisica e mentale.

 

La sequenza del saluto alla luna

Non esiste una sequenza universale del saluto alla luna nello yoga: le posizioni possono variare in base alla scuola e allo stile praticato.

Al di là delle differenze, il principio rimane lo stesso: eseguire i movimenti in modo armonioso, coordinandoli con il respiro e mantenendo un ritmo lento e consapevole.

Vediamo quali sono le asana più ricorrenti e come concatenarle correttamente.

 

Posizioni principali del saluto alla luna

Il saluto alla luna denota posizioni differenti a seconda della specifica sequenza. Prendendo a riferimento quella in piedi – che analizziamo più avanti – le asana principali risultano:

  • posizione della montagna (Tadasana): il punto di partenza della pratica, utile per trovare stabilità e concentrazione;
  • posizione della dea (Utkata Konasana): una delle posture simbolo del Chandra Namaskara; favorisce apertura del bacino e radicamento;
  • posizione della stella a cinque punte (Utthita Tadasana): apre il corpo in modo simmetrico e prepara ai movimenti successivi della sequenza;
  • posizione del triangolo (Trikonasana): aiuta ad allungare i fianchi e a migliorare l’equilibrio e la mobilità laterale;
  • posizione della ghirlanda (Malasana): inserita nella parte finale della sequenza, favorisce apertura delle anche e rilassamento.

 

Come eseguire la sequenza passo dopo passo

Il saluto alla luna può essere eseguito sia in piedi che seduti. Vi proponiamo la sequenza in piedi, soffermandoci però soltanto sulle posizioni base.

Si parte dalla posizione della montagna (Tadasana), portando poi il corpo nella posizione della stella a cinque punte (Utthita Tadasana).

Si prosegue con la posizione della dea (Utkata Konasana) e con il triangolo (Trikonasana), da eseguire su entrambi i lati.

Si passa quindi alla posizione della ghirlanda (Malasana), prima di ripercorrere le asana in senso inverso e tornare alla posizione iniziale.

 

I benefici del saluto alla luna yoga

Il saluto alla luna nello yoga è apprezzato soprattutto per la sua capacità di accompagnare il corpo verso uno stato di rilassamento. Se praticato con regolarità e nel rispetto delle proprie possibilità, offre diversi benefici. Vediamo quelli più significativi:

  • favorisce il rilassamento fisico e mentale;
  • contribuisce ad allungare e distendere la muscolatura, migliorando la mobilità articolare e la percezione del corpo nello spazio;
  • migliora la concentrazione e la consapevolezza, invitando a portare l’attenzione sul respiro e sul momento presente;
  • stimola l’equilibrio tra energia e riposo, rappresentando una pratica complementare al più dinamico saluto al sole;
  • preparare il corpo al rilassamento serale, motivo per cui è adatto a chi soffre di disturbi del sonno.

 

Varianti del saluto alla luna

La variante principale del saluto alla luna nello yoga, come abbiamo accennato, è quella in piedi, anche se sono davvero molteplici le versioni fruibili.

È l’ideale per chi è alla ricerca di una pratica ancora più dolce e meno impegnativa: le asana vengono eseguite prevalentemente a terra e la sequenza si sviluppa attraverso movimenti fluidi che privilegiano l’allungamento della colonna vertebrale, le aperture del busto e il controllo della respirazione.

Queste le posizioni principali:

  • posizione del saluto (Namaskara Mudra);
  • posizione della mezza luna aperta (Ardhachandra Purvottanasana);
  • posizione della mezza luna chiusa (Ardha Chandra Paschimottanasana);
  • posizione della barca (Paripurna Navasana);
  • posizione del pilastro (Stambasana);
  • posizione della candela (Sarvangasana);
  • posizione dell’aratro (Halasana).

 

Quando praticare il saluto alla luna

Il saluto alla luna è una sequenza adatta praticamente a tutti, principianti ed esperti, purché venga eseguita nell’ascolto di sé, senza forzature.

Un discorso che vale soprattutto in presenza di dolori, traumi o particolari condizioni di salute, quando è sempre consigliabile confrontarsi con un insegnante qualificato o con il proprio medico prima di eseguire la sequenza.

La possibilità di accedere a più versioni permette di variare la pratica, rendendola più dinamica ma anche più mirata: qualcosa di molto importante nello yoga, in quanto stimola la costanza.

Esistono diverse versione del saluto alla luna, una delle più famose e che desideriamo ricordare è quella della Maestra Gabriella Cella.