Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 45

Maestro Yoga, imparare a meditare

Un percorso interiore così da mantenere le giuste posture, fisiche e mentali: per praticare lo yoga correttamente c’è bisogno di un insegnante attento allo stato e al livello dell’allievo.

Quando si inizia a praticare yoga per molte persone scatta, subito o dopo un tempo soggettivo, una sorta di passione, un fuoco potremmo dire, che porta ad aver voglia di approfondire e condividere quanto si apprende.

Il percorso per acquisire le competenze per diventare maestro di yoga è molto complesso e nasce da qualcosa che è prima di tutto il confronto con sé stessi, a tu per tu con il tappetino e la disciplina, che non è solo fisica ma anche mentale e spirituale.

Una strada fatta di salite e discese, ostacoli da superare, montagne, mari, pianure, a seconda del periodo che ci si trova a vivere. Lo yoga porta a entrare in maniera profonda a contatto con la propria identità, grazie alla costante interazione di corpo e mente, con una spiccata attenzione alla spiritualità.

Parlare di spiritualità non è né semplice né banale.

Per questo un bravo insegnante di yoga o un maestro degno di questo nome deve essere prima di tutto un buon meditante. La pratica della meditazione quotidiana è il presupposto fondante affinché la trasmissione possa emergere come qualità esperita attraverso il proprio silenzio personale.

Per conseguire l’abilitazione a maestro yoga esistono diversi corsi, a seconda dello stile (o gli stili) su cui si intende specializzarsi: alcuni hanno una durata di breve tempo, altri sono più lunghi, anche se un vero insegnante non smette mai di formarsi. A tal proposito è comunque consigliabile alle persone interessate a diventare insegnanti di scegliere una scuola di formazione e in Italia ne abbiamo diverse, che preveda un programma almeno quadriennale.

L’insegnamento infatti non può essere limitato solo alla conoscenza dei soli asana ma deve insegnare una serie di principi fondamentali della postura sotto l’aspetto articolare, muscolare e degli assi fino all’allineamento tra il corpo, la mente e lo spirito. Tutto questo unitamente allo studio della fisiologia respiratoria con le varie tecniche di respiro e, non ultimo, lo studio della filosofia e dei testi antichi e la loro applicazione alla pratica stessa.

La figura è a oggi riconosciuta dal CONI (Comitato Olimpico Nazionale) e prevede il conseguimento di esami nonché certificazioni. La cosa interessante è che risulta sempre più richiesta nel mondo del lavoro, complici i diversi sbocchi che si stanno aprendo in molteplici ambiti. Anche se il riconoscimento da parte del CONI ha consentito una maggiore diffusione dello yoga assimilandolo alla ginnastica è importante ricordare, in particolare a coloro che aspirano all’insegnamento, che lo yoga non è una ginnastica ma è una disciplina che ha origini antichissime e che si rivolge al benessere dell’uomo nella sua totalità.

Quale corso scegliere per diventare maestro di yoga

L’offerta per conseguire la formazione come insegnanti di yoga è davvero molto variegata. Le scuole sono tante e si può scegliere di frequentarle non necessariamente in Italia ma anche all’estero.

I corsi possono durare persino pochi mesi ma, come già detto, una formazione realmente valida ha un tempo minimo di 3-4 anni, se ci si vuole davvero specializzare e avere un titolo fruibile in ambito lavorativo.

Gli aspetti comuni ai percorsi formativi sono:

  • Asana.
  • Pranayama, Dharana, Dhyana e Pratyahara.
  • Filosofia dello yoga.
  • Pedagogia, didattica, psicologia.
  • Meditazione.
  • Alimentazione.

Ogni stile ha le sue particolarità e specificità, motivo per cui l’ideale sarebbe sperimentare, prima di cominciare una formazione vera e propria.

Pertanto, non mancano le linee guida attendibili per capire meglio come funziona il percorso che porta a diventare maestro yoga, come quelle fornite dalla Federazione Italiana Yoga e dallo Y.A.N.I. (Yoga Associazione Nazionale Insegnanti), ma anche dalla Scuola di Formazione Sadhana del Maestro Carlos Fiel , e dalla Scuola di Formazione del Maestro Antonio Nuzzo.

Altre cose da sapere

Il maestro di yoga è diventato negli ultimi anni una figura di riferimento a livello sociale, questo a causa dell’ampio bagaglio che si trova ad acquisire durante il suo percorso che è prima di tutto una strada di vita: non si nasce insegnanti di yoga, lo si diventa tramite una ricerca e una crescita costante e molto personale.

Il background di ognuno, la sua stessa storia è diversa e si presta a essere integrata in maniera ogni volta differente grazie all’apertura mentale, fisica e spirituale dello yoga.

Tra le specializzazioni più apprezzate ci sono ayurveda, agopuntura, meditazione, tecniche di rilassamento e respirazione. È possibile insegnare sia presso centri yoga e palestre, sia come liberi professionisti, in collaborazione con persone, aziende e organizzazioni.

Conclusioni

Abbiamo visto quanto la figura del maestro di yoga risulti complessa. Il raggiungimento di tale “condizione” andrebbe visto sempre come un punto di partenza e mai di arrivo, essendo un percorso che prima di tutto si fa per sé stessi e con sé stessi, condividendolo con gli altri nell’ottica di una ricerca del benessere e della felicità.

La cosa straordinaria è quella di porsi sempre e comunque come allievi e non come maestri: restando curiosi e appassionati restiamo aperti e accoglienti di fronte al mare di tutte le possibilità che la vita ci offre.

Relax con lo Yoga è la parola d’ordine

Raggiungere la pace interiore, il rilassamento della nostra mente, la calma e la tranquillità, rallentando la frenesia quotidiana con l’aiuto dello Yoga.

Yoga e relax: due parole che vanno di pari passo, l’una accanto all’altra e in tutti gli stili, anche in quelli più dinamici come l’Hatha Yoga o il Vinyasa, dove non mancano le posizioni dedicate al rilassamento.

Praticare yoga è un modo per scoprire qualcosa di più su se stessi attraverso l’atto di srotolare, stare e nuovamente arrotolare il tappetino. Il tutto non necessariamente in silenzio: è infatti possibile utilizzare anche una musica yoga per il relax, utile per aumentare le proprie vibrazioni interiori nel segno del benessere.

Oggi vi portiamo alla scoperta di questo aspetto basilare e spesso sottovaluto dello yoga, una disciplina millenaria capace di calmare la mente e di farle trovare il suo ritmo naturale.

L’importanza del relax nello yoga

Le posizioni yoga per il relax sono quelle con cui si inizia, ritrova il respiro e infine rilassa più profondamente nella parte finale della la pratica. Sono diverse e per molte persone tendono a non essere semplici da eseguire, non tanto a livello fisico quanto piuttosto mentale ed emotivo.

Come mai? Perché stare in ascolto del proprio respiro, dell’interiorità più autentica, è diventato in questi anni dove siamo presi da mille stimoli e aspettative piuttosto complesso.

Lo Yoga ci ricorda che fermarsi è non solo possibile, ma persino necessario, per poi ripartire e affrontare meglio le sfide di ogni giorno, richiamando alla mente quel benessere che si è vissuto sul tappetino.

L’importanza del relax nello yoga non si limita infatti al solo tappetino, ma ci fa comprendere quanto alternare momenti di pausa ai momenti di attività sia necessario e fondamentale anche per la nostra quotidianità, e per una vita serena ed appagante

Gli asana dedicati al relax sono una parte essenziale della pratica indipendentemente dall’orario scelto e ancora di più alla sera, quando una sequenza troppo dinamica potrebbe portare problemi per il sonno. Il motivo è semplice: riattivando corpo e mente, l’organismo acquisisce un’energia che non si rivela utile per conciliare il sonno.

3 Posizioni yoga per il relax

La posizione di relax alla base dello yoga è spesso una di quelle da cui si tende a partire durante la pratica: il semplice stare seduti a gambe incrociate, senza giudicare quanto in basso arrivano le ginocchia, volendo con l’aiuto di un supporto confortevole, un cuscino o una coperta.

C’è poi un asana molto amato, il suo nome è balasana o posizione del bambino, in grado di dare ristoro soprattutto se si lasciano le ginocchia leggermente aperte, in maniera tale da aprire il petto e rendere più semplice amplificare il respiro. Le braccia sono portate lungo i fianchi ma possono anche essere allungate in avanti.

Impossibile poi non citare la regina delle posizioni yoga dedicate al relax, shavasana, in cui il corpo si adagia a pancia in sù e con i palmi rivolti verso l’alto. Viene praticata solitamente alla fine, in maniera tale da calmare la mente e l’animo ma anche per integrare ed assaporare gli effetti della pratica appena svolta. Paradossalmente shavasana viene anche considerata una fra le posture più’ difficili da eseguire, causa la difficoltà a lasciarsi andare completamente all’abbandono.

Conclusioni

Quelli che abbiamo proposto sono soltanto alcuni esempi di yoga e relax. Tra le tipologie più rilassanti segnaliamo oltre al pranayama, trasversale con le sue tecniche rispetto agli altri stili, Yin Yoga, Yoga Nidra e Restorative Yoga. Il rilassamento è in ogni caso parte integrante a prescindere dalla tipologia.

Dalla terra al cielo – Aprile 2023

Domenica 16 Aprile ore 10.00/12.00

Per informazioni e prenotazioni: info@yogatime.it – 328.9799061

Dalla terra al cielo

Un percorso di crescita e trasformazione attraverso asana, pranayama e mudra.

Prenotazione OBBLIGATORIA

con Valentina Pallini (Insegnante di Hatha Yoga)

Esercizi di rilassamento con lo Yoga Hatha

L’India ed il Tibet note per le discipline dedicate alla purificazione dello spirito, ci insegnano particolari esercizi di rilassamento come lo Yoga Hatha.

Molto ci sarebbe da dire e da indagare su una disciplina tanto antica come quella dello yoga. In questo contesto, ci limiteremo a delinearne in modo molto semplice i tratti più caratteristici e comuni, nella speranza di stimolare nel lettore una conoscenza e uno studio più approfondito di quella che, a pieno titolo, è nata ed è tutt’ora considerata “Scienza dell’uomo”.

Lo Yoga Hatha è una disciplina che agisce sia a livello fisico che energetico e ha come obiettivo quello di riequilibrare le diverse parti. È nota anche con il nome di Yoga della forza e di Yoga del sole e della luna.

La parola Hatha è infatti composta da Ha, ovvero l’energia maschile legata al sole, e Tha che rappresenta l’equivalente femminile e lunare. In questo articolo vi portiamo alla scoperta di quelle che sono nell’Hatha Yoga le posizioni dedicate al rilassamento.

Origini e benefici dello Yoga Hatha

Lo Yoga Hatha presenta origini antichissime, risalenti al XII secolo e all’opera di Swami Gorakhnath, considerato il fondatore della disciplina e autore di due opere fondamentali: Hathayoga (non giunto fino a noi) e Gorakshasataka, composto da 101 versi ritenuti basilari.

Un altro testo imprescindibile è quello dell’Hatha Yoga Pradipika di Swami Svatmarama, composto nel XV secolo e traducibile come “la lanterna dello Yoga”.

I benefici che riesce a garantire l’Hatha Yoga sono diversi, tanto a livello fisico che mentale. In particolare interessano:

  • allungamento muscolare: mobilità delle articolazioni e ossigenazione dei tessuti;
  • prevenzione di problematiche quali mal di schiena, dolori cervicali e lombari;
  • eliminazione delle tossine;
  • rallentamento dei processi dell’invecchiamento;
  • migliore funzionamento degli organi interni;
  • migliore capacità di concentrazione;
  • azione efficace nel caso di disturbi quali ansia, depressione e attacchi di panico.

In generale possiamo affermare che l’Hatha Yoga è molto utile per trovare un equilibrio con sé stessi, consentendo un particolare rilassamento per la persona: qualcosa di indispensabile visti i ritmi frenetici che presenta la contemporaneità.

Hatha Yoga: posizioni per il rilassamento

Vediamo adesso quali posizioni di Hatha Yoga adottare per il rilassamento. Si tratta di una condizione realizzabile attraverso l’esecuzione degli asana, le posizioni appunto, da integrare o alternare con le tecniche di respiro (pranayama).

L’Hatha Yoga è uno yoga che vede la convergenza di aspetti meditativi e fisici, come ben chiarito nell’Hatha Yoga Pradipika, in cui è detto esplicitamente che lo scopo è quello del raggiungimento dello yoga reale o Yoga Raja.

Pertanto, la posizione di rilassamento vera e propria nello Yoga Hatha è quella di Savasana, nota anche come “posizione del cadavere”.

Praticarla è semplice e non presenta alcuna controindicazione. Vediamo i passaggi:

  • Il primo step è quello di stendersi a pancia in più, con le gambe leggermente divaricate e le punte dei piedi un poco orientate verso l’esterno;
  • sia la zona lombare che quella cervicale è essenziale siano ben distese;
  • le braccia vanno lasciate ai lati del corpo, con i palmi verso l’alto e le dita che restano morbide;
  • gola, lingua, mascella, occhi e fronte restano rilassati;
  • gli occhi sono chiusi;
  • bisogna infine cercare di lasciare andare le tensioni, anche mentalmente.

La posizione di Savasana può essere eseguita anche con un rilassamento guidato. È importante aiutarla con la respirazione e le tecniche del pranayama, alternandola con altri asana dinamici come Virasana, Siddhasana e via dicendo.

Conclusioni

Lo Yoga Hatha è una disciplina secolare sempre molto attuale ed efficace. La sua pratica si rivela completa, utile a raggiungere l’equilibrio dal punto di vista sia fisico che mentale, soprattutto se effettuata con costanza.