Ultime Notizie | Yoga Time Livorno - Part 72

I bambini possono fare Yoga, li aiuta a crescere meglio e a prendere confidenza con il loro corpo

Il bambino è un’anima pura, priva di condizionamenti, in lui vive una sensibilità primordiale, istintiva che con la crescita si assopisce fino a scomparire, nascondendosi in un angolo della nostra essenza.

Il bambino dell’età pre-scolare possiede già tutte le caratteristiche necessarie per un approccio naturale allo Yoga per bambini: ha già in se il senso del radicamento,perché il suo contatto con la terra è istintivo, ha già in se il senso della condivisione, perché ha voglia di scoprire e rapportarsi, ha già in se il senso dell’accogliere, perché non ha freni, non conosce limiti nella sua espressione della fantasia, inoltre ha un cuore aperto che gli permette di fare esperienza di ogni sensazione senza giudizio.

Essere privi di condizionamenti è un grande privilegio, un dono che è necessario sfruttare,  per non lasciare dissolvere questa innata, istintiva  consapevolezza. Possiamo dire che sono i bambini che dovrebbero insegnare a fare Yoga, perché hanno già in se, dal momento in cui nascono, tutte le caratteristiche e i presupposti necessari per praticare in modo corretto questa disciplina. La loro mente è aperta e sono privi di pensieri e preoccupazioni, se qualcosa li preoccupa sono capaci di lasciar andare tale preoccupazione in un istante, per tuffarsi con tutti loro stessi nel presente.

Il bambino non conosce passato o futuro, ma solo “ORA”, questo attimo, vuole viverlo e lo vivrà  totalmente senza freni e senza limiti. Alla domanda: come insegnare Yoga ai bambini? Io risponderei che loro fanno Yoga dal momento in cui nascono e se ci fermiamo a guardarli, mettendo i nostri occhi nei loro, il nostro sentire al pari del loro, capiremo quanto possono riuscire ad insegnarci; mille cose che abbiamo dimenticato, perché anche noi adulti eravamo bambini e avevamo questo sentire innato, istintivo dentro di noi, ma lo abbiamo accantonato, recluso in un angolo della nostra essenza, lasciandoci distrarre ed ammaliare da mille distrazioni inutili, crediamo che questo ci ha permesso di crescere, di maturare, di fare esperienza ma, in realtà abbiamo solo assopito i nostri sensi nell’illusione di vivere la realtà.

I bambini possono fare Yoga perché il loro modo istintivo di porsi nei confronti della vita è Yoga. Crescendo, i rumori, i condizionamenti, i pensieri…si sovrappongono coprendo queste sensazioni istintive, non riusciamo più ad ascoltarci, i nostri sensi si rivolgono all’esterno e trovano un mondo di  stimoli che attraggono l’attenzione, spingendoci altrove e respingendo la nostra essenza, a favore di una realtà materiale e illusoria. Lo yoga per bambini è un percorso importante e necessario per preservare queste abilità innate dei bambini; attraverso le sedute di Yoga teniamo viva in loro la connessione con l’interno, li aiutiamo a rimanere collegati con il sentire e con l’istante presente, a non essere distratti dai condizionamenti, ma portare avanti quella sensibilità interna che gli permette di vivere il mondo.

Il fine dell’insegnante nello Yoga per bambini è potenziare la sensibilità che già hanno utilizzando giochi che portano l’attenzione sul respiro, sul corpo, sulla fantasia, dargli la possibilità di esprimersi in modo naturale per crescere meglio rispettando la loro natura, con la consapevolezza che non c’è niente da cambiare in loro, è solo necessario prendere coscienza di questi strumenti che gli appartengono per utilizzarli nella vita, per maturare, crescere, vivere preservando il loro istinto. Lo Yoga per bambini diventa uno strumento per crescere in modo sano e naturale accrescendo le proprie capacità di attenzione ( e quindi di apprendimento) e la propria autostima.

Ho potuto verificare tutto questo in prima persona, crescendo i miei figli, che fin da piccoli ho coinvolto nelle pratiche di Yoga per Bambini,  scoprendo la loro grande attitudine e sensibilità; è  stata una occasione bellissima di crescita personale insieme a loro che mi ha reso consapevole di quanto sia necessario insegnare questa disciplina ai più piccoli.

Come insegnare Yoga ai bambini

Lo Yoga ci insegna numerose posizioni che hanno il fine di tenere in salute il nostro corpo fisico ma anche quello più  sottile, alcune sono più semplici, altre più complesse e impegnative; con lo Yoga per bambini utilizzeremo posizioni più facili, accompagnandole con nomi che attirano la loro attenzione (rana, coccodrillo, sirena, tartaruga…) in modo da rendere più semplice e divertente l’esecuzione. Utilizzeremo una modalità giocosa, stimolando la loro fantasia. Uno strumento molto utile nello Yoga per bambini è la narrazione: attraverso delle piccole storie diamo vita ai personaggi eseguendo le asana e muoviamo il nostro corpo rendendolo più elastico, sciolto e sensibile, il bambino esplorerà il mondo della fantasia ma anche il suo corpo con movimenti diversi e divertenti. Anche nello Yoga per bambini utilizzeremo lo strumento del respiro, fondamentale per il nostro percorso.  I bambini sanno già respirare in modo naturale, ma alcuni già da piccoli iniziano a bloccare il loro respiro, respirando solo con il torace ( come gran parte degli adulti fanno), quindi sarà  necessario aiutarli a portare consapevolezza nel respiro, verificando che sia ampio e coinvolga anche l’addome, il loro diaframma deve muoversi in modo libero. Per raggiungere questo fine sarà utile fare un semplice esercizio: facciamo appoggiare le loro mani sulla pancia e chiediamo loro di ascoltare il respiro sentendo l’addome espandersi quando l’aria entra e svuotarsi, quando esce, sentiranno la loro pancia come un palloncino che si gonfia e si sgonfia, faremo lo stesso con il torace per sentire il respiro anche in questo spazio. Così i bambini giocando, esplorando il loro corpo e la loro essenza, doneranno il nutrimento alla loro sensibilità innata e istintiva.

Infine, nello Yoga per bambini arriva il momento del rilassamento, li facciamo sdraiare supini oppure in un’altra posizione che sia comoda e li aiutiamo a rilassarsi: portiamo la loro attenzione nei vari punti del corpo per lasciarli abbandonare e utilizziamo delle visualizzazioni per mantenere la loro attenzione nell’istante presente, per loro sarà facile volare sulle ali della fantasia e accompagnati dal respiro fluttuare in  questo abbandono consapevole. Il modo migliore per insegnare Yoga ai bambini è provare a diventare un po’ bambini anche noi e ritrovare quella spontaneità che ci avvicina a loro, li mette a loro agio e crea uno scambio reciproco di sensazioni.

Per quanto riguarda lo Yoga per bambini più grandi (che frequentano la scuola elementare) utilizzeremo delle sequenze più complesse e strutturate, per impegnarli maggiormente con il corpo, scaricando le tensioni nel movimento e portandoli lentamente verso il rilassamento. Con loro possiamo introdurre delle semplici tecniche di pranayama (dinamica del respiro), e i mudra. Nella fascia di età dai 6 anni in su, sarebbe utile introdurre lo Yoga per bambini anche nello sport, per aiutarli a distendere la muscolatura e a eliminare le ansie relative alle prestazioni, durante le gare e le competizioni. In questo senso saranno utilizzate tecniche specifiche, che li rendono consapevoli di queste ansie per riuscire a scioglierle.

Lo Yoga per bambini e una bellissima occasione per scoprire il mondo dei più piccoli e accorgerci che rispecchia la nostra essenza più nascosta.

Articolo di Valentina Pallini – Insegnante di Hatha Yoga, Yoga Prenatale e Yoga per bambini presso il Centro Yoga Time – Spazio per la cura del sé (Livorno)

Incontro di Meditazione – ON LINE – Gennaio 2021

Sabato 16 gennaio – ore 16,30/18,30

Per informazioni e prenotazioni: 347.5767573 – 347.3460133

con la venerabile Siliana

 

Su piattaforma Skype

Gli incontri sono gratuiti e aperti a tutti. Per partecipare occorre prenotarsi.

 

Siliana

Ha ricevuto l’ordinazione da monaca buddhista nella tradizione tibetana da Sua Santità il Dalai Lama nel 1981. Ha studiato, intrapreso ritiri, guidato centri sia in Italia che all’estero e ha svolto varie attività. Attualmente si occupa principalmente di tradurre insegnamenti dall’inglese.

Da un webinar con Mauro Bergonzi in tempi di pandemia

DA UN WEBINAR CON MAURO BERGONZI IN TEMPI DI PANDEMIA

La fretta di colmare quel senso di  silenzio, quella solitudine che a volte sentiamo al nostro interno ci allontana dalla possibilità di affrontare, anziché evitare questo senso di solitudine che affiora. La strada potrebbe essere quella di fermarci e lasciarci sprofondare un po’ dentro per sentire cosa c’è dietro questo vuoto che sentiamo.

Prendiamo una posizione comoda seduta, lasciamo che il respiro si renda comodo insieme al corpo e restiamo in ascolto di tutta la sfilata di sensazioni, di pensieri ed emozioni che attraversano la nostra mente e il nostro corpo.

Stiamo seduti, rilassati e non facciamo niente se non guardare il flusso delle nostre immagini e dei nostri pensieri e noi non facciamo niente, non le accogliamo e non le respingiamo.

Chi è che sta osservando?  Interroghiamo la nostra esperienza diretta: Chi percepisce tutto questo? Mettiamoci dalla parte di quel misterioso osservatore, attendiamo e vediamo se sprofondiamo in quello osservatore senza timore.

La mancanza di completezza è quella che chiamo felicità nei momenti in cui mi sento completo nella vita, mi dico va bene così, non ho più niente che mi manchi.

Ma se noi allora abbiamo nostalgia della completezza vuol dire che in qualche modo sappiamo che cos’è, vuol dire che è qualcosa che fa già parte di noi. Se una persona non sa cos’è la libertà vuol dire che dentro di se, ha un senso di libertà.

Nella nostra coscienza collettiva, quel senso di vuoto, la mancanza che noi cerchiamo di riempire in ogni modo, agendo qualsiasi cosa, agendo con il corpo, con la parola, amplificando gli stimoli sensoriali: anche quando andiamo in vacanza ogni singolo istante deve essere riempito di divertimento , si assiste ad una fuga nell’azione, alla fuga nelle dipendenze.

Noi siamo molto dipendenti dalle nostre abitudini e quando cerchiamo rifugio in esse per sfuggire a qualcosa che percepiamo come una voragine, come un non-senso, finiamo per restare nella bolla della reattività, solo per non vedere le cose come sono. Allora accade una cosa del tutto inaspettata, come il coronavirus che mi dice ora fermati, stai a casa.  Dove a casa sarai fermo e allora cosa succede?   Comincio a mettere i piedi per terra e allora tutte le cose astratte che prima mi avevano mosso, tutto questo mondo di astrazioni che riempiva il quotidiano ora viene meno, e come in una guerra, sono riportato alle cose essenziali. Non è così facile, perché è sempre possibile riempire questo ozio forzato in cui siamo con una infinità di azioni. E che qualità hanno queste azioni? di riempimento oppure il piacere di fare quella cosa che dedico a me stesso?  Non è così facile.

È un passare dal guardare fuori – dai nostri concetti, dalle nostre parole- al guardare dentro,  finché quel dentro non è più dentro e non è più fuori.

E quando ci  fermiamo, nel silenzio, ci lasciamo cadere dentro e ci possiamo passare attraverso: ansia, preoccupazione per il futuro, l’isolamento, la noia sono onde di qualcosa che è molto più profondo, sono sentimenti normali in una situazione pandemica come questa e anziché evitarli, tocchiamoli  e lasciamoci toccare.

Ammazzare il tempo, pensate a quanto è violenta questa espressione. Contrapponiamo a questa una poesia di P. Neruda: “Ora conto fino a dodici e tutti resteremo fermi“. Questa  poesia accenna ad una cosa importante : se uno si ferma, le cose che arrivano possono essere paura, preoccupazione, ansia tristezza ed è qui che noi possiamo riuscire a scoprire con tenerezza la nostra vulnerabilità fisica ma anche quella psicologica. Forse molte persone assistono sorprese perché non si immaginavano così fragili.

Ma se noi contattiamo il silenzio scopriamo che toccando la nostra vulnerabilità  possiamo costruire, finalmente, una grande apertura.

La vulnerabilità è una sensibilità senza difese che manda all’aria tutte le nostre fantasie, le nostre illusioni, che manda all’aria tutte le fantasie di poter controllare il nostro se separato. Attraverso questa profusa sensibilità al tocco della vita cominciamo ad intuire che noi non possiamo mai essere separati da niente, che esiste una profonda connessione con ciò che siamo e con tutto ciò che consideriamo essere come  mondo esterno.

Grazie Mauro

Yoga Prenatale: preparazione al parto attraverso lo Yoga

Yoga Prenatale: preparazione al parto attraverso lo Yoga

Oggi parliamo di un percorso globale che coinvolge mamma e bambino attraverso la respirazione, tecniche di rilassamento ed esercizi utili a sciogliere le tensioni. Lo yoga è una disciplina antichissima e universale, quindi si muove nel tempo e nello spazio, senza limiti, avvolgendo ogni cosa con la sua energia vitale.

Accogliere lo Yoga nella nostra vita è un passo importante, che ci permette di scoprire le sfaccettature dell’esistenza, partendo dal presupposto che siamo individui unici ed elementi indispensabili dell’universo. Lo Yoga ci rende consapevoli della nostra realtà interiore e questo espande la nostra coscienza. Solo esplorando la nostra essenza e maturando questa consapevolezza sarà possibile poi rivolgersi all’esterno: saremo pronti a percepire l’indissolubile unione con l’universo che ci circonda.

Muovendosi nel tempo e nello spazio, attraversando tutte le età e tutti i luoghi, questa disciplina è adatta ad ognuno di noi. Qualsiasi sia la nostra età, il luogo dove viviamo, il momento che stiamo attraversando, le esperienze che abbiamo fatto, quelle che faremo, il determinato periodo storico. Non ci sono limiti, non esistono “scuse” per rimandare il nostro inizio alla pratica.

Questa riflessione mi ha portato a fare esperienza di Yoga in ogni istante: nella giovinezza, nella maturità, durante le gravidanze, durante il bellissimo evento di essere madre. Ho verificato in prima persona come questa disciplina si plasma ad ogni evento e ad ogni situazione. Uniche condizioni: l’ascolto e la consapevolezza.

Durante le mie gravidanze ho praticato yoga prenatale in modo regolare ed ho potuto verificare in prima persona i grandi benefici che ci mette a disposizione. In quegli anni non esisteva a Livorno un vero e proprio corso di yoga in gravidanza, ma il mio insegnante mi seguì anche in modo individuale, insegnandomi un approccio adatto al mio stato di gestante. È stata una esperienza illuminante, ho avuto la possibilità di scoprire la grande sensibilità che prendeva spazio in me e mi accompagnava nella crescita del mio bambino, la mia attenzione si è rivolta in questo stato interiore di condivisione e ho potuto percepire il piccolo cuore che batteva con il mio, il respiro che ci abbracciava, un senso di unione che non avevo mai provato e che adesso cresceva dentro di me come un’energia vitale.

Il segreto dello Yoga Prenatale

Tutto questo mi ha rivelato il segreto dello Yoga prenatale. Un segreto che non potevo tenere per me, era necessario mettere in atto quel senso di condivisione che questa disciplina mi ha sempre insegnato, era necessario trasmettere questa esperienza ad altre donne come me, aiutarle a vivere con sensibilità, abbandono e consapevolezza questo momento meraviglioso.

Così, ho deciso di specializzarmi in questo percorso e diventare anche insegnante di Yoga prenatale, per conseguire l’intento di seguire le mamme nel loro percorso, offrendogli la possibilità di utilizzare al meglio i doni che lo Yoga ci offre. Infatti le gestanti sono molto ricettive e riescono a percepire i benefici in modo molto sensibile, anche se non hanno mai praticato yoga prima; le varie tecniche di rilassamento risultano semplici da sperimentare grazie anche alle endorfine che in gravidanza iniziano a prodursi e circolare nell’organismo. Inoltre sentono la necessità di affidarsi al fluire del respiro; infatti la respirazione in gravidanza è molto importante, aiuta a rilassare, ad interiorizzare e a gestire le ansie per affrontare al meglio il parto.

Il travaglio è il momento “culmine” in cui si manifesta la forza creatrice e la nostra capacità di lasciare andare. Sarà determinante saper utilizzare al meglio la respirazione e certe visualizzazioni, che ci aiutano ad acquisire la concentrazione e l’energia necessarie per compiere l’atto più importante e potente che un essere vivente può realizzare: quello della creazione di una vita.

La pratica dello Yoga in gravidanza: strumenti, tecniche e punti di ascolto

Durante le nostre pratiche di Yoga prenatale ci dedicheremo all’ascolto del nostro corpo, per scoprire ed accettare le trasformazioni in atto durante questo magico momento. Non dobbiamo dimenticarci del nostro corpo che subisce dei cambiamenti importanti: l’aumento di peso inevitabile, lo spostamento sostanziale del baricentro, il peso che si distribuisce in modo diverso.

Questi mutamenti avvengono nell’arco di poco tempo creando una trasformazione interna ed esterna; gli organi vengono spinti e spostati, a causa dello sviluppo e della crescita dell’embrione, che alla fine della gestazione diverrà un bambino di un peso intorno ai tre chili. È semplice capire che il nostro corpo subisce degli stress notevoli e non è consigliabile ignorarli.

Lo Yoga prenatale ci offre degli strumenti molto utili in questo senso, anche attraverso degli esercizi per la schiena in gravidanza, per preservare la nostra colonna vertebrale ed evitare che si creino tensioni e infiammazioni fastidiose, come quella al nervo sciatico, molto frequente nelle gestanti. La donna deve prendersi cura del bambino che porta in grembo, ma anche di se stessa, per questo sarà necessario eseguire anche esercizi di scioglimento, coinvolgendo schiena, colonna vertebrale, articolazioni, ma anche piedi, braccia e gambe. Quello dello Yoga prenatale sarà un percorso globale che coinvolgerà il nostro sentire, il nostro organismo e la nostra respirazione.

Elementi di attenzione

Un altro elemento importante su cui lavorare è il pavimento pelvico, sono fondamentali le posizioni e gli esercizi che hanno il fine di elasticizzare questa parte del corpo, la quale viene sollecitata molto durante la gestazione e ulteriormente durante la fase espulsiva. Gli esercizi consistono in contrazioni e rilassamento del perineo e del pavimento pelvico, utilizzando la respirazione, ma anche vere e proprie asana che determinano sensibilizzazione e rafforzamento di questa zona.

Così la nostra attenzione si muove esplorando il corpo nella sua globalità e sviluppando un senso di ascolto e di consapevolezza fondamentali in ogni momento della nostra vita, ma ancora di più durante la gravidanza. Infatti ora la nostra sensibilità è più ampia e le nostre priorità cambiano radicalmente, determinando una evoluzione nel nostro cammino di scoperta dell’esistenza: le nostre azioni hanno un peso diverso, la nostra visione del mondo e di quello che ci accade intorno è differente, e questo grazie alla preziosa vita che cresce nel nostro grembo.

Lo Yoga prenatale accoglie tutte queste esigenze nuove e questi cambiamenti offrendo gli strumenti per adattarsi in modo naturale ad essi, la gestante non deve sentirsi inadeguata, ma deve trovare un ambiente accogliente in cui capire che il suo percorso è comune a molte altre donne che, come lei, hanno deciso di intraprendere questo bellissimo cammino. Quindi, una classe di Yoga prenatale è un momento di condivisione, ma anche di scoperta e di esplorazione, utilizzando degli strumenti nuovi e molto efficaci.

Le tecniche di rilassamento in gravidanza, ad esempio, sono molto utili per appropriarsi di un piccolo spazio per noi stesse: è necessario prendere una posizione comoda, sdraiate a terra, poi utilizzeremo il respiro per osservare ogni parte del nostro corpo, sciogliendo le tensioni. La nostra attenzione si sposta dai piedi verso le ginocchia, sale lungo le gambe, attraversa il bacino, continua il suo percorso sfiorando le braccia, le spalle, il viso e in ognuno di questi punti si ferma il respiro e si sciolgono le tensioni, fino a sentirci totalmente rilassate, ma anche del tutto consapevoli del nostro corpo e del nostro bambino che dentro la pancia, si lascia accarezzare dal respiro; quindi saremo entrambi coinvolti da questo abbandono: il respiro ci avvolgerà come un abbraccio.

Le tecniche di rilassamento nello Yoga comprendono anche una serie di visualizzazioni, che ci aiutano a sviluppare la concentrazione e ad eliminare le interferenze esterne. La nostra attenzione sarà totalmente assorta all’interno, eliminando tutte le distrazioni che ci circondano, in questo modo sarà possibile sentire meglio la dimensione dell’istante presente in cui dividiamo lo spazio, il respiro, il battito del cuore con il nostro bambino. Ma le visualizzazioni sono molto utili anche per accompagnarci nel momento del travaglio, in cui sarà ancora più importante isolarci dall’esterno e sviluppare un sentire interno, che darà spazio all’istinto innato che ogni donna ha dentro di sé e non aspetta altro che farsi sentire, questo istinto ci guiderà e ci accompagnerà verso la nascita di nostro figlio.

La respirazione in gravidanza avrà un ruolo fondamentale, come del resto nella vita quotidiana, ma in questo particolare momento sarà un vero strumento, non solo di rilassamento, ma anche di esplorazione dello spazio interno e di presa di coscienza dei tempi del soffio vitale. Durante la gestazione la fisiologia del respiro cambia, il diaframma ha uno spazio meno ampio in cui muoversi, quindi risulterà più corto. È necessario accogliere questo nuovo ritmo e adeguarci ad esso, per non creare affanno e tensioni inutili, anche i movimenti che faremo durante la pratica dovranno rispettarlo: il movimento stesso ci aiuterà a scoprire i tempi dell’inspiro e dell’espiro.

Questo percorso globale dello Yoga prenatale è un’occasione per accogliere un momento così importante con consapevolezza, ascolto, gioia e amore.

Articolo di Valentina Pallini – Insegnante di Hatha Yoga, Yoga Prenatale e Yoga per bambini presso il Centro Yoga Time – Spazio per la cura del sé (Livorno)

2020: la storia di un anno trascorso insieme

2020 un anno certamente molto impegnativo.
Ma per non lasciare andare questo tempo senza la consapevolezza che ci abbia insegnato comunque qualcosa, vogliamo ricordare tutte le opportunità e le belle cose trascorse insieme.
Con l’augurio di continuare a prenderci cura di noi stessi con i mezzi a disposizione, Buon  2021 a Tutti !!!