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“Quando meditiamo per un tempo abbastanza lungo, cominciamo a scivolare naturalmente nella pratica, perché la meditazione è uno stato naturale.

È l’incontro diretto e nudo con la nostra consapevolezza che modifica la comprensione di chi siamo, dandoci la forza di restare saldi al centro del nostro essere.

La vera meditazione è restare seduti e dare a noi stessi il consenso di essere, semplicemente.”

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Meditazione sahaja yoga: che cos’è?

Il presente articolo ha un carattere meramente divulgativo e informativo.

 

Attualmente troviamo nomi nuovi affiancati non solo allo yoga ma anche alla pratica meditativa. Questo può confondere o comunque allontanare dalla vera essenza e significato delle pratiche.

Pertanto, è importante sottolineare che al di là delle tecniche, comunque importanti, realmente importante è comprendere che la meditazione é un modo per ricongiungersi a noi stessi. La meditazione è uno stato naturale dove la mente può trovare riposo.

 

Questo è l’intento che muove e anima e che viene ampiamente praticato “senza etichette” presso i nostri corsi a Livorno, dove l’obiettivo finale è esplorare gli attaccamenti dell’IO, i nostri processi mentali, le nostre abitudini trasformandoli – attraverso la conoscenza – in una condizione di interdipendenza e impermanenza verso tutto ciò che esiste.

Scopri la meditazione sahaja yoga, una pratica che punta a risvegliare la forza interiore e a portare equilibrio e pace nella vita quotidiana.

La meditazione sahaja yoga rappresenta una corrente che vede al centro un insieme di pratiche in cui obbiettivo è il risveglio della Kundalini: un’energia vitale che sta alla base delle forza vitale che ogni essere umano ha dentro di sé.

Il sahaja yoga è uno stile di per sé piuttosto recente, questo almeno se confrontato con altre varianti della disciplina, che di per sé presenta un’origine millenaria.

Oggi vi proponiamo una panoramica sulle caratteristiche distintive della meditazione sahaja yoga, soffermandoci sulle differenze che detiene rispetto a quella tradizionale.

 

Cos’è la meditazione sahaja yoga e come nasce

Noto altresì come “yoga facile”, il sahaja yoga, come abbiamo avuto modo di accennare poc’anzi, consiste in un insieme di tecniche che hanno come obiettivo finale il risveglio dell’energia Kundalini.

Ma cos’è, quest’ultima? Il termine Kundalini deriva dal sanscrito e può essere tradotto come “anulare” oppure “circolare”. Viene raffigurato come un serpente le cui spire si trovano attorno alla colonna vertebrale, avvolgendola pur restando passive e inattive.

È situato in corrispondenza di Muladhara, ovvero del primo chakra, associabile all’espressione “io esisto”; è perciò connesso alla relazione che la persona instaura con la terra e quindi con una dimensione vitale.

L’energia Kundalini simboleggia uno stato inconscio di trasformazione e di conoscenza, ma soprattutto una forza vitale e spirituale che non aspetta altro che essere risvegliata attraverso i vari strumenti che mette a disposizione lo yoga.

Le tecniche di sahaja yoga vanno in tale direzione e si focalizzano sulla meditazione, tralasciando altri aspetti dello yoga come gli asana, ad esempio.

Questo stile è stato introdotto negli anni settanta del Novecento da parte di Shri Mataji Nirmala Devi, guru indiana che ha esportato il suo metodo a tutti gli angoli del pianeta, presenziando a diverse conferenze.

Alla morte della fondatrice la sua dottrina non ha smesso di diffondersi, questo grazie all’associazione che si è incaricata di portarla avanti.

 

Differenze tra sahaja yoga meditazione e meditazione tradizionale

La meditazione sahaja yoga è un metodo che presenta diverse differenze con le tecniche di stampo tradizionale, la cui elaborazione ha origini ben più antiche, risalenti a circa 8000 anni fa.

Detto ciò, gli altri aspetti in cui la meditazione sahaja yoga differisce da quella tradizionale sono:

  • Rispetto ai metodi “standard”, permette di entrare in contatto con una consapevolezza spontanea e non basata sul controllo, né fisico né mentale. Ci si focalizza meno sul corpo fisico.
  • La differenza principale risiede quindi nello stato di consapevolezza, o meglio, nel come si raggiunge tale condizione.
  • Non diversamente da altre pratiche dello yoga, gli effetti durano a lungo nel tempo, soprattutto se la pratica viene effettuata regolarmente.
  • Il sahaja yoga incentiva a diventare artefici della propria crescita personale, senza che sussistano gerarchie né livelli conseguiti tramite qualifiche. Gli insegnanti non si definiscono nemmeno tali, a fronte di una condivisione che si basa sul fatto di mettere a disposizione le esperienze maturate nel tempo.
  • Per le pratiche di sahaja yoga generalmente non è previsto il sostenimento di alcun costo.

 

Benefici della meditazione sahaja yoga sulla mente

Nel sahaja yoga l’obiettivo è quello di un cammino spontaneo di unione con il divino. Il termine sahaja significa infatti “spontaneo” oppure “nato con te”, mentre la parola yoga vuol dire “unione”.

Detto ciò, i benefici più rilevanti che è possibile ottenere attraverso una pratica continuativa sono quelli che seguono:

  • Miglioramento a livello mentale, fisico ed emotivo, a fronte di una situazione di nuove equilibrio individuale.
  • Si percepisce una sorta di liberazione dai pensieri, a fronte di un risveglio dell’energia Kundalini.
  • Essendo il sistema centrale più libero (poiché “ripulito”), la persona appare maggiormente resistente alle situazioni di squilibrio.
  • Una persona più equilibrata, riesce a esprimere maggiormente la sua essenza e unicità, orientandosi verso la felicità.

 

Esercizi base di meditazione sahaja yoga

Nel sahaja yoga la meditazione può essere praticata a terra, stando fermi a gambe incrociate e prendendo le piante dei piedi, unendole con le mani. Si può anche procedere da seduti, dondolando sugli ischi per trovare la forma più comoda per sé e poi adottando dei movimenti circolari, da ripetere su ambedue i lati.

Un altro esercizio, specifico per risvegliare la Kundalini, è quello di poggiare le mani sulle ginocchia e restare in silenzio fino a quando non si sente il calore naturalmente emanato su dita e mani.

Qualora si avvertisse una sensazione di disagio, come un formicolio, è segno che il chakra è bloccato. Individuando il punto esatto del blocco sulla mappa dei chakra, si riesce a intervenire in maniera mirata, attraverso dei movimenti che producono delle vibrazioni specifiche.

Infine è prevista la musica per meditazione nel sahaja yoga, per calmare una condizione di ansia o stress. Si tratta di suoni zen, volti alla pace interiore.

 

Tecniche di respirazione

Come sempre nello yoga, alla base di questo stile c’è il connubio tra meditazione e respirazione: un aspetto portato avanti in maniera mirata.

Uno degli esercizi più utilizzati trae origine dal Pranayama e vede al centro la respirazione alternata, chiudendo di volta in volta la narice destra e quella sinistra, conseguendo uno stato di apnea.

Un’altra tecnica utilizzata è quella della respirazione diaframmatica, contraendo e decontraendo questa zona muscolare lentamente. Si rivela particolarmente utile per prendere consapevolezza di come si respira normalmente, prevenendo una condizione di apnea.

 

Chi può praticare la meditazione sahaja yoga

La meditazione sahaja yoga è di per sé adatta a tutti: non presenta controindicazioni né limiti legati a fattori particolari.

Non è necessario aver maturato particolari esperienze precedenti di meditazione tradizionale: si può partire da zero, alla ricerca di una maggiore consapevolezza di se stessi.

 

Conclusione e consigli pratici

In conclusione, le tecniche utilizzate nella meditazione sahaja yoga sono semplici, intuitive e prevedono l’interazione con elementi naturali quali acqua, fuoco, terra e aria.

In base al chakra su cui si va a lavorare si riesce a intervenire in maniera mirata affinché si possa esprimere il proprio benessere personale, liberando i canali energetici.

Prima di iniziare, è consigliabile creare un angolo tranquillo all’interno della propria abitazione; può andare bene anche il giardino. La cosa più difficile – e basilare – è cercare di non avere distrazioni; per farlo, il punto di partenza è quello di trovare una posizione comoda.

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Yoga per bambini: benefici e semplici esercizi

Scopri i benefici dello yoga per bambini e semplici esercizi per introdurli alla pratica.

 

Quando si pensa all’attività sportiva per i più piccoli molti dirigono la propria attenzione su calcio, basket, danza, ginnastica artistica e altre discipline più abituali. In realtà c’è un’opzione che non va sicuramente trascurata: lo yoga per bambini.

I benefici di un corso di yoga per bambini sono numerosi e tutti possono migliorare elasticità, sviluppo motorio, consapevolezza del proprio corpo. Ma qual è l’età giusta per iniziare? Quali sono i vantaggi offerti? Scopriamolo insieme.

 

Perché lo yoga fa bene ai bambini

Lo yoga è una disciplina antica capace di offrire benefici non solo agli adulti, ma anche ai più piccoli. Negli ultimi anni sono sempre di più gli istituti e i centri educativi che lo propongono riconoscendo gli effetti benefici sullo sviluppo fisico, mentale ed emotivo.

Lavorando su più punti di vista, favorisce lo sviluppo muscolo-scheletrico, previene problemi posturali e supporta nella gestione di stress, ansia ed emozioni fin dalla tenera età.

Marcia in più? Dal punto di vista di concentrazione e memoria aiuta tantissimo le fasce d’età più giovani che trovano così giovamento nei primi anni scolastici, implementando le abilità di apprendimento. Insomma, inserire questa routine nella quotidianità dei propri figli può essere una mossa saggia.

 

Benefici fisici e mentali dello yoga infantile

Lo yoga infantile offre dei vantaggi che superano l’esercizio fisico; come abbiamo accennato, infatti, coinvolge forza, resistenza e coordinazione. Praticandolo fin da piccoli la respirazione e l’ossigenazione del corpo migliorano, favorendo un funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio e respiratorio. Il tutto unendo le posizioni yoga più idonee a seconda dell’abilità e dell’età.

Dal punto di vista mentale, il controllo della respirazione che si acquisisce nel tempo e la pratica della meditazione aiutano i bambini a sviluppare una maggiore consapevolezza, aggiungendo poi una concentrazione superiore nelle attività svolte.

Le tecniche di rilassamento insegnano a gestire lo stress in modo naturale, riducendo l’ansia e garantendo un sonno di qualità.

Lo yoga per i bambini favorisce in più un benessere emotivo senza paragone: attraverso il corso yoga bambini che svolgiamo nel nostro centro i piccoli imparano a controllare le reazioni impulsive e a sviluppare una maggiore empatia nei confronti degli altri.

 

Esercizi di yoga adatti ai bambini

Lo yoga per bambini è un’attività che favorisce il benessere fisico e mentale dei più piccoli; attraverso alcuni esercizi semplici e divertenti si iniziano a sviluppare qualità quali flessibilità, equilibrio e concentrazione. Ma vediamo insieme come iniziare e quali posizioni provare fin dalla tenera età.

Avvicinarli a questo mondo è possibile ma bisogna affidarsi ad insegnanti specializzati che svolgono corsi unendo l’attività mindfulness con soluzioni più ludiche in linea con l’età. Gli esercizi, ispirati al mondo della natura e degli animali, sono facili da ricordare e migliorano la flessibilità, l’equilibrio, la coordinazione ottenendo una postura rafforzata e un maggiore relax del corpo.

H3: Posizioni semplici e divertenti

Partiamo dal provare a capire quali sono le posizioni più facili che possono essere messe in pratica seguendo un corso specifico e procurandosi semplicemente un tappetino yoga per bambini. Tra le principali ci sono:

  • Posizione del bambino. Si tratta di una delle più rilassanti: ci si siede sui talloni, si allungano le braccia in avanti e si appoggia la fronte a terra rilassando la schiena e favorendo la calma;
  • Posizione del gatto. Ci si mette a 4 zampe e si alterna il movimento della schiena, inarcandola e abbassandola proprio come farebbe il felino, accompagnando il gesto con il controllo del respiro;
  • Posizione dell’albero. Si inizia in piedi, sollevando una gamba e appoggiando il piede all’interno della coscia opposta, il tutto unendo le mani sopra la testa;
  • Posizione del cobra. Sdraiati a pancia in su, si spingono le mani a terra sollevando il busto.

Per rendere più semplice la pratica e coinvolgente si possono usare le carte yoga per bambini, che illustrano le posizioni con immagini colorate e istruzioni semplici.

H3: Tecniche di respirazione per rilassarsi

La respirazione consapevole è un aspetto fondamentale della disciplina che coinvolge anche i più piccoli; insegnandogli a respirare correttamente, aiuta a gestire l’ansia e a migliorare la concentrazione. Attraverso il controllo di questo importante meccanismo i benefici sono tanti e si portano avanti nella crescita, applicandoli a diversi ambiti.

 

Come creare una routine di yoga per bambini

Per introdurre lo yoga per i bambini nella quotidianità bisognerà istituire una routine semplice e divertente, iniziando dando vita ad uno spazio accogliente. Il tutto accompagnato da orari fissi e un buon riscaldamento per rendere i movimenti più piacevoli e rilassanti. Dare un mood più giocoso riesce ad attirare la loro attenzione, come terminare con una breve meditazione, così da aiutare a chiudere la sessione con positività.

 

Consigli per praticare yoga in famiglia

Non solo in corsi ufficiali, si può scegliere di praticare yoga in famiglia rendendo l’attività un gioco in cui coinvolgere anche fratelli, sorelle, mamma e papà. Essere flessibili alternando diverse tipologie di esercizi e celebrare i progressi è la marcia in più che non può essere trascurata.

 

Conclusione e suggerimenti per iniziare

Come avrete capito, lo yoga per i bambini è un’attività capace di combinare movimento, respiro e gioco, contribuendo al benessere tanto fisico quanto emotivo. Praticarlo fin dall’infanzia aiuta a sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio, oltre a migliorare la concentrazione e la gestione delle emozioni. Iscrivendoli a corsi di yoga per bambini, si rafforzano poi legami con altri coetanei, ampliando le proprie conoscenze al di fuori dell’ambito scolastico.

Se si desidera introdurre il piccolo nell’attività, il primo consiglio è mantenere un approccio ludico e quindi iscriverlo ad una scuola specializzata che possa accompagnare la scoperta dei movimenti e delle posizioni con musica e strumenti semplici per rendere l’attività coinvolgente e adatta all’età. La costanza? Un ingrediente fondamentale: non servono sessioni lunghe ma è fondamentale ripetere gli allenamenti nel tempo, anche con esercitazioni a casa in famiglia.

Un suggerimento in più? Mai sforzare e obbligare, ogni ragazzo ha i suoi tempi e vanno rispettati per far sì che l’attività diventi parte integrante della sua quotidianità, cogliendone i benefici e imparando a riconoscerli in prima persona. Con il tempo, infatti, diventerà un’abitudine preziosa che lo accompagnerà nella crescita.